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Da Marghera-Venezia: blocco del porto per molte ore, Palestina vincerà

Ieri a Mestre-Marghera una manifestazione fittissima, giovanissima, con piccoli gruppi di lavoratori dell’USB e dell’SGB (da segnalare l’adesione allo sciopero superiore al 50-60% nei trasporti urbani su terra e su acqua). Una manifestazione molto vivace, e perciò molto diversa dal corteo, promosso dalla CGIL e dai “disobbedienti”, che sabato 20 ha percorso la città di Mestre, numeroso ma largamente silenzioso (qualche compagno ci ha bacchettati per aver qualificato in questo modo il corteo di sabato – scrivendo da lontano, e quindi senza aver visto nulla di persona – ma le cose stanno come abbiamo detto).

In diverse migliaia, da Largo Giovannacci (dietro la stazione ferroviaria) ci siamo diretti verso una delle due entrate del porto e l’abbiamo bloccata per ore, con un lunga sequenza di interventi e, per quello che ci riguarda, con un’interrotta propaganda e agitazione contro lo stato di Israele e contro il governo Meloni complice. Il nostro spezzone di corteo, che comprendeva anche un bel numero di Docenti per Gaza e centinaia di giovani manifestanti, era preceduto da un gruppo di compagni/e di Belluno che sventolava una gigantesca bandiera palestinese. L’abbiamo caratterizzato con ripetuti interventi, anche dei Docenti per Gaza, e con i seguenti slogan: Israele assassino / Netanyahu assassino; Gaza libera / Gaza vincerà / Palestina vincerà; Siamo tutti palestinesi; Il mondo (la scuola, Venezia) lo sa da che parte stare, Palestina libera dal fiume fino al mare; Governo Meloni, governo dei coloni; Trump assassino; Meloni assassina; Leonardo assassina (un “ritornello” contro il nemico n. 1 di casa nostra, che abbiamo ripetuto incessantemente perché ci sembra piuttosto assente o molto debole, finora, la messa a fuoco delle responsabilità nel genocidio dello stato italiano). Non pochi hanno preso i cartelli-sandwich che abbiamo prodotto in molte decine, e se ne sono appropriati (un tipo di “espropriazione” che ci fa piacere). Naturalmente abbiamo gridato a squarciagola anche per la libertà di Anan, Ali e Mansour, dal momento che “la Palestina ce l’ha insegnato, la resistenza non è reato”. Molte centinaia i nostri volantini scomparsi in pochi minuti, non un rifiuto di numero.

La polizia, schierata in forze a presidio dell’entrata del porto per impedire la violazione della sacra proprietà privata e per proteggere la libertà dei traffici di morte verso Israele, per stroncare sul nascere il tentativo di forzare l’ingresso, è ricorsa agli idranti – in assenza di un adeguato servizio d’ordine e della necessaria determinazione, ma anche in assenza di un legame con i lavoratori del porto, è stato giocoforza ripiegare verso Marghera. Sarà per la prossima volta.

(a cura del Comitato permanente contro le guerre e il razzismo e della TIR di Marghera).

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