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Il “pacifismo” tutto e solo demagogico di Vannacci

E così Vannacci si presenta al suo nuovo elettorato allargando il proprio programma. Certamente
avrà capito, pur con i limitati mezzi mentali a sua disposizione, che parlare solo di remigrazione era un tantino limitante, vista la marea di problemi con cui le masse proletarie si cimentano tutti i giorni, a cominciare da caro-vita, caro-salute, caro-benzina…

Il nuovo punto di programma è sintetizzato nello slogan “Vogliamo il burro, non i cannoni” che allude ad un
desiderio di pace – e di cibo di qualità. Il tema è caro al suo ex socio Salvini, ed è sicuramente un segnale di non volersi distaccare più di tanto dal governo, ma di svolgere il ruolo di “ala destra” dell’esecutivo di Meloni – un’ala destra “sociale”.

Entrambi – profittando dell’enorme confusione della situazione – provano ad occupare l’enorme spazio politico lasciato libero dall’arruolamento nella corsa alla guerra di buona parte del centro-sinistra, e dal silenzio, nel migliore dei casi, delle burocrazie sindacali. A fare la destra “sociale” che sta tutta all’interno dell’area di governo e dell’internazionale nera in formazione.

Il governo Meloni si impegna al vertice NATO di Ankara a centrare il 5% del PIL in spesa bellica; Crosetto parla del gigantesco riarmo come di “medicine” necessarie; le forniture di armi a Israele continuano come prima (o più di prima); l’Italia ammette di avere già 700 soldati in Arabia saudita per fare la sua parte sul campo, e non solo con le basi in Italia, nella guerra all’Iran e ai popoli del Medio Oriente; e il duo Salvini-Vannacci, restando saldamente dentro il perimetro NATO, intoccabile per entrambi, provano a cavalcare strumentalmente, in anticipo, il vasto malessere sociale che queste decisioni incentiveranno.

La sola ipotesi che il generale della feccia (o il generale-feccia) voglia più servizi sanitari, più stato sociale e meno debito ed investimenti in armi, è comica. Uno che manda in onda filmati in stile romano impero, che saluta alternativamente a mano tesa o a dita incrociate al modo della Decima Mas, rivendicando apertamente la propria continuità ideologica e politica con il fascismo, può avvero avere a cuore la salute del proletariato e la difesa del potere d’acquisto dei salari operai? Ma dai!

Per quanto breve, il suo passato politico è lampante.

Nel referendum sulla riforma della giustizia ha votato e reclamizzato il SI, compatto con Meloni & Co. Non ha risparmiato le sue forze nel respingere ogni altro referendum definendo quello sul lavoro un’assurdità, dato che contraddice l’operato del governo Renzi (dato per buono). Nella guerra agli immigrati, ad esempio nell’accesso alla critica della concessione della cittadinanza agli immigrati, Vannacci e i suoi in prima fila. E ha forse detto una parola di dissenso sulla raffica di decreti-sicurezza che colpiscono tutti e solo in un’unica direzione: contro quelli/e a cui non servono i cannoni, ma il “burro”.

Dunque, se dalla demagogia verbale di un post passiamo al solido terreno dei fatti, allo schieramento politico effettivo assunto da Futuro nazionale e del suo fondatore, in fatto di “burro” sono messi male.

Ma anche la posizione del generale sui cannoni è quanto mai equivoca. Al parlamento EU ha votato contro il proseguimento del sostegno finanziario e militare all’Ucraina “pur riconoscendo
l’importanza di sostenere l’Ucraina nella sua legittima difesa” (quindi?). Nello stesso tempo, ha attaccato la posizione di Orban in quanto “ha cercato di svolgere un ruolo di mediazione provando a mantenere aperti i canali diplomatici con la Russia” (1). Non contento ha aggiunto: “Riaffermo quindi la mia contrarietà a un
approccio che ignora la necessità di una soluzione diplomatica duratura e che si allontana dai
principi di pace…”. Insomma, tutto e il contrario di tutto!

Il suo presunto antimilitarismo non mette in discussione né la NATO, né l’economia di guerra, né la stessa guerra alla Russia (si cui fa le giravolte che abbiamo appena visto) – il problema è sempre e solo il beneficio nazionale che si può e si deve trarre da tutto ciò in una chiave di accentuato nazionalismo bellicista – né potrebbe essere diversamente da un ex-comandante della Folgore.

Ma “lui” è a Bruxelles, e bisognerà vedere i suoi seguaci come si schiereranno sulla richiesta di
Tajani di ricorrere al SAFE per un finanziamento da 14,9miliardi. Salvini, che non intende farsi
scavalcare dal suo ultimo fuoriuscito, ha già annunciato d’essere contrario, ma rimanda lo scontro
alla sede parlamentare. E’ possibile che voteranno contro, ma solo dopo essersi assicurati che il loro
NO è ininfluente
.

La destra ha una abilità innata all’esercizio della demagogia, a volte aperta, a volte implicita. Ha
spesso vestito i panni della cogestione operaia alle sorti dell’impresa vestendola come un
progresso realizzato senza conflitto, con addirittura la partecipazione agli utili dei padroni, ma in realtà era un attacco al diritto di sciopero e alla pratica della lotta di classe. E quanto al tema dei redditi delle diverse classi sociali, si è agitata freneticamente in una sola direzione: la difesa dei redditi dei bottegai
e dei padroncini, che sono i più feroci sfruttatori del lavoro dei proletari.

In sintesi, chi – come Vannacci – dice oggi “burro non cannoni”, ma ha sostenuto la politica anti-proletaria del governo Meloni, la sua totale dedizione agli interessi degli sfruttatori e dei parassiti, la sua azione repressiva da stato di polizia necessaria alla corsa alla guerra, e diffonde a piene mani il veleno nazionalista e la menzogna della remigrazione, non è in nulla contro la guerra, non vuole fermarla: vuole soltanto decidere chi designare come il nemico interno, chi mandare a fronte.

Da Mussolini a Goebbels la destra fascista ha sempre sostenuto che se il “popolo” voleva il burro, doveva conquistarselo con i cannoni, di cui il popolo stesso ha dovuto essere la carne da macello. La destra di oggi non è diversa in nulla da quella di sempre. E va combattuta frontalmente, senza farsi abbindolare dalla sua demagogia.

(1) I testi virgolettati sono tratti integralmente dal verbale sintetico delle dichiarazioni di voto dei singoli deputati. Al link europerl.europa.eu/meps/it/257125/ROBERTO_VANNACCI/other-activities/written-explanations

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