Da anni, a fronte di una retorica pro-chavismo sempre più lontana dalla realtà effettiva del Venezuela (in Italia rappresentata al meglio, cioè al peggio, da Geraldina Colotti e dai redattori di “Contropiano”), mettevamo in guardia dal crescente potere della borghesia “bolivariana” (la bolibourgoisie) e dalla altrettanto crescente deriva neo-liberista del gruppo di Maduro. Apriti cielo! E tanto più dopo la gangsteristica aggressione dell’amministrazione Trump con la cattura di Maduro, guai ad interpretare gli evidenti segni di sottomissione del governo di Delcy Rodriguez ai voleri e agli interessi degli Stati Uniti per quelli che realmente sono.
Il nostro non era altro che ingiustificabile disfattismo nei confronti di una tenacissima, furbissima, fedele seguace di Chavez che stava, con grande abilità tattica, beffando l’amministrazione Trump…
Poi, con la scusa del terremoto (una tragica/ottima occasione, colta al volo), ecco fare il loro ingresso in Venezuela prima i marines (gli stessi che il 3 gennaio avevano assassinato più di 90 venezuelani e cubani e catturato Maduro e consorte), poi i militi genocidi dell’IDF, travestiti da miti, generosissime crocerossine ed esperti ingegneri accorsi lì precipitosamente per salvare i terremotati e avviare la ricostruzione.
La ridicola scusa ufficiale, infatti, è che andranno a svolgere operazioni di soccorso a seguito del terremoto. Il dato di fatto è che il Venezuela “è già sottoposto a un intervento militare da parte degli Stati Uniti e i discorsi della sua presidente fantoccio sulla sovranità sono pura fantasia per mantenere il popolo sottomesso mentre le sue risorse vengono vendute alle grandi multinazionali e si stringono accordi con il FMI” – commenta “Prensa Obrera”.
Nel frattempo, gli Stati Uniti mantengono bloccati oltre 5,5 miliardi di dollari del Venezuela provenienti dai proventi del petrolio del 2025 e oltre 30 miliardi di dollari in beni venezuelani. Forme di vera e propria estorsione ai danni delle classi lavoratrici del Venezuela ridotte allo stremo delle loro forze.
Non bastasse questo, ecco una new entry in Venezuela, ed è nientemeno che il generale di brigata dell’IDF Elad Edri lì accorso per presentare ai funzionari governativi un progetto altamente umanitario (come quelli per la Gaza rasa al suolo) dal titolo: “Progetto per la ricostruzione del futuro” . con preventiva rimozione di oltre 1 milione di tonnellate di macerie (vedi la foto dell’incontro).
Questi colloqui hanno rappresentato il primo impegno ufficiale tra Caracas e Tel Aviv da quando Chávez interruppe le relazioni diplomatiche con Israele nel 2009, ai tempi dell’operazione Piombo Fuso accusata di dare vita ad un “genocidio”. Questa volta, dopo il genocidio degli ultimi anni, e a genocidio ancora in corso, il governo Rodriguez organizza un incontro impegnativo con gli artefici degli orrendi massacri degli ultimi 80 anni, con tanto di bandiere di Israele e Venezuela affiancate.
Il Ministero degli Esteri israeliano ha dichiarato che, su richiesta di Rodríguez, la sua delegazione rimarrà nella nazione caraibica per altre due settimane per “iniziare ad attuare il piano di ricostruzione preparato dagli esperti israeliani”.
Soldati israeliani in uniforme hanno visitato numerose aree colpite a Caracas e La Guaira, conducendo, secondo quanto riferito, ispezioni sulle infrastrutture danneggiate. In una conferenza stampa Delcy Rodríguez ha espresso il suo apprezzamento per l’arrivo della squadra israeliana “altamente addestrata e professionale”.
Beh, certo, non si discute.
“Siamo qui principalmente per aiutare in caso di calamità naturali”, ha affermato il diplomatico Yoed Magen in un video sui social media. “Ogni volta che veniamo in un paese per consigliare o fornire assistenza, si forma una relazione che può portare a un riavvicinamento più rapido.” Anche questo è scontato.
Da parte della base chavista ci sono reazione negative, ma, per ora almeno, si limitano a qualche dichiarazione via web.
“[Israele] è una nazione canaglia. I suoi governanti stanno commettendo un genocidio contro il popolo nativo della Palestina e ora presumibilmente aiutano il Venezuela a salvare le vittime [del terremoto] e a ricostruire La Guaira”, ha scritto sui social media Hindu Anderi, portavoce della Piattaforma di solidarietà con la causa palestinese.
Chi sa, vedremo. Per intanto, questo invece è certo, si vede che nel Venezuela di Delcy Rodriguez e della borghesia bolivariana sono entrati centinaia di marines e le prime ‘avanguardie’ dell’IDF – disgraziatamente i terremotati e i proletari venezuelani lo stanno toccando con mano.
https://venezuelanalysis.com/news/venezuela-acting-president-rodriguez-meets-israeli-mission
Possiamo ricordare che l’avevamo anticipato da un bel po’?

