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Il delirio colonialista di Rubio e Huckabee, con grandi applausi (o silenzi complici) in Europa

Il discorso del segretario di stato amerikano alla recente Conferenza di Monaco di Baviera è stato salutato, in presenza, con una vera e propria ovazione da parte della platea, in larga parte europea. I mass media europei trasudano anch’essi di entusiasmo: “Gli Usa non vogliono separarsi dall’Europa, ma rafforzarla”, questo il mantra. Rubio “abbassa i toni“… rispetto a Vance. Bravo Rubio, viva Rubio!

Una narrazione tossica.

Rubio a Monaco ha incredibilmente alzato i toni tenendo il più delirante dei discorsi vetero-colonialisti contro le rivoluzioni anti-coloniali del secolo scorso guidate da “comunisti senza dio”, e rivendicando la necessità di tornare ad espandere la “grande civiltà” bianca-occidentale attraverso una nuova offensiva di guerre a catena – la prima delle quali, quella all’Iran, appare sempre più vicina.

Con le sue parole testuali: per secoli e secoli “l’Occidente si è andato espandendo: i suoi missionari, i suoi pellegrini, i suoi soldati, i suoi esploratori si riversavano dalle sue coste per attraversare gli oceani, colonizzare nuovi continenti, costruire vasti imperi che si estendevano in tutto il mondo.” Che magnifico spettacolo!

Quella rotta civilizzatrice si è invertita disgraziatamente 80 anni fa quando “i grandi imperi occidentali sono entrati in un declino terminale, accelerato da rivoluzioni di comunisti senza Dio e da rivolte anticoloniali che avrebbero trasformato il mondo e drappeggiato la falce e il martello rossi su vaste aree della mappa negli anni successivi.” [Sappiamo bene che questa affermazione è totalmente falsa perché ai vecchi, esausti, sconfitti colonialismi europei è subentrato il rampante super-colonialismo statunitense, loro degno erede universale, ma vediamo dove vuol andare a parare costui.]

Esattamente qui; è venuto il tempo di far rivivere “l’era del dominio dell’Occidente” per “rinnovare la più grande civiltà della storia umana”.

“Ciò che vogliamo è un’alleanza [tra Stati Uniti e stati europei] rinvigorita” che si sbarazzi dell’inazione, della “paura del cambiamento climatico e della guerra“, e sia decisa nel riaffermare con ogni mezzo l’imperialismo dichiarato, aperto, del “più forte”. Ed è proprio a questo punto del delirio che la Conferenza l’ha salutato con un forte applauso. Bravo Rubio, grande Rubio! Ursula von der Leyen, la capa della Commissione Europea, portavoce e trafficante di lungo corso dell’industria bellica tedesca, ha affermato di sentirsi “molto rassicurata” dal discorso di Rubio, definendolo un “buon amico”. Si riapre, se mai si era chiusa, la prospettiva di grandi, buoni affari in comune. Su montagne di cadaveri e apocalittiche distruzioni.

In contemporanea l’ambasciatore amerikano in Israele, Mike Huckabee, esponente della destra repubblicana facente capo ai circoli evangelici, sosteneva in un’intervista con il podcaster statunitense Tucker Carlson che Israele ha il “diritto biblico” di impossessarsi dell’intero Medio Oriente, o almeno della maggior parte di esso – comunque, come è scritto sul frontespizio della Knesset, dell’intero territorio tra il fiume Nilo e il fiume Eufrate (i “due fiumi”): “sarebbe bello se lo prendessero tutto“, ha detto (1).

In questo caso, silenzio assoluto in Europa – ma intanto il British Museum si prende avanti, provvedendo a cancellare la parola Palestina dalle sue targhe, e in Italia (e altrove) destre, centro e sinistre fanno a gara in parlamento nella promozione di leggi a tutela del sionismo, quindi anche dell’illimitata espansione territoriale dello stato sionista.

Sono questi i “piani di pace” dell’amministrazione Trump e del suo più stretto alleato, il governo di Netanyahu. Ma l’Italia di Meloni-Mattarella e l’Unione europea non vogliono assolutamente restare indietro. “Noi ci siamo”, hanno giurato a Monaco.

Lavoriamo alla disfatta di questa gang di incorreggibili colonialisti!

Lavoriamo per l’unità del fronte di lotta internazionale e internazionalista con le masse oppresse e sfruttate dei paesi che essa ha messo nel mirino, dal Venezuela a Cuba, dalla Palestina all’Iran!

Non gli sono bastate le sconfitte patite finora, ne vogliono a tutti i costi altre. E le avranno!

Non ci sarà nessuna miracolosa resurrezione dei colonialismi e degli imperialismi occidentali che li riporti al dominio sul mondo. Ci sarà, invece, la rinascita del moto rivoluzionario internazionale e internazionalista delle masse sfruttate e oppresse di tutto il mondo, che farà a pezzi i loro piani di rivincita, e non si farà ingannare dagli stati capitalistici emergenti che si candidano a sostituirli.

La straordinaria resistenza del popolo palestinese è stata solo il primo atto di una nuova era di rivoluzioni che questi deliri coloniali, e le relative guerre, avvicinano.


Nota

(1) Come nota Anbamed, questo territorio che Jahvè promise ad Abramo nell’Antico testamento copre un’area geografica che si estende dalla valle del Nilo al fiume Eufrate, comprende oggi gran parte dell’attuale Medio Oriente, tra cui Giordania, Siria e Libano, oltre a zone dell’Arabia Saudita e dell’Iraq.

Huckabee è “un rappresentante di una corrente conservatrice tradizionalista che sostiene fermamente Israele, soprattutto nei circoli evangelici di destra negli Stati Uniti. Un fanatismo messianico cristiano-ebraico fondamentalista, che non viene messo sotto la lente di ingrandimento dell’informazione colonialista”.


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