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Un tribunale britannico assolve le/gli attiviste/i di Palestine Action per l’irruzione alla Elbit

Ci fa molto piacere registrare questa sentenza di assoluzione delle attiviste e degli attivisti di Palestine Action imputate/i per la loro irruzione di un anno e mezzo fa in una fabbrica di Elbit System. E’ vero, come ci ha scritto un compagno, che una rondine non fa primavera; e non è neppure detto che la vicenda giudiziaria sia chiusa qui, ma intanto è una piccola vittoria su un terreno a noi molto ostico, come quello del diritto e della giustizia borghese. Tuttavia è opportuno non disertare questo terreno anzitutto (ma non solo) per ragioni di propaganda. Rinnoviamo la nostra solidarietà a queste/i tenacissime/i attiviste/i per la Palestina. (Red.)

Un tribunale britannico ha riconosciuto sei attiviste/i di Palestine Action non colpevoli di furto aggravato a seguito di un’irruzione in una fabbrica di armi di proprietà israeliana. Dopo più di 36 ore di camera di consiglio, i giurati del Woolwich Crown Court hanno assolto Leona Kamio, Samuel Corner, Fatema Rajwani, Zoe Rogers, Jordan Devlin e Charlotte Head dall’accusa di furto aggravato, danneggiamento di proprietà e disordine violento durante l’irruzione del 20 agosto 2024 in un impianto di Elbit Systems vicino a Bristol. Tutte/i e sei avevano negato le accuse di furto aggravato, danneggiamento di proprietà e disordine violento.

I pubblici ministeri hanno sostenuto che gli imputati sono entrati nella fabbrica portando mazze da demolizione con l’intento di ferire le guardie di sicurezza se necessario, ma gli attivisti hanno affermato che gli strumenti erano destinati solo a causare danni alla proprietà. Mentre il verdetto veniva pronunciato, gli imputati si sono abbracciati in aula e i sostenitori hanno applaudito. La giuria non è stata in grado di giungere ad un verdetto sulle accuse di danneggiamento di proprietà, nonostante le ammissioni di diversi imputati che armi e attrezzature erano state distrutte, e non ha emesso un verdetto sull’accusa di lesioni gravi a carico di Corner.

Durante il processo, il giudice ha istruito i giurati che le opinioni sulle azioni di Israele a Gaza erano “irrilevanti” e ha affermato che il caso doveva essere deciso esclusivamente sulla base delle prove. I procedimenti si sono anche concentrati pesantemente su filmati di sorveglianza mancanti dalla fabbrica, con testimonianze che le registrazioni di alcune telecamere non erano state recuperate. I filmati delle bodycam mostrati in aula sembravano raffigurare una guardia di sicurezza che colpiva Devlin e successivamente si avvicinava con una frusta, sollevando ulteriori interrogativi sugli scontri all’interno della struttura. Il Crown Prosecution Service ha dichiarato che prenderà in considerazione se richiedere nuovi processi e ne informerà il tribunale entro sette giorni.

https://thecradle.co/articles/palestine-action-activists-cleared-in-elbit-systems-burglary-case

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