Questo è il testo che la Tendenza internazionalista rivoluzionaria distribuirà domani e venerdì in diverse città, come forma di partecipazione e sostegno allo sciopero indetto per venerdì 29 maggio da diverse sigle del sindacalismo di base, e sciaguratamente boicottato dall’area USB-Rete dei comunisti-Potere al popolo.
A Marghera, Mestre e Padova il testo sarà sottoscritto anche dal Comitato permanente contro le guerre e il razzismo. (Red.)
Mobilitiamoci contro guerre e sacrifici per le guerre,
per difendere i nostri salari, lo sciopero, l’organizzazione operaia!
Lavoratori, lavoratrici,
da anni la guerra tra NATO e Russia in Ucraina, e le aggressioni imperialiste in Palestina (dove continua il genocidio del popolo palestinese), Libano, Iran, falciano in quei paesi centinaia di migliaia di vite, e falciano qui i nostri salari e i posti di lavoro nei settori industriali non legati alla spesa bellica (Stellantis, Elettrolux, etc.).
In queste guerre, al fianco di Stati Uniti, Unione europea, NATO e Israele, gli stati e le alleanze più guerrafondai del mondo, ci sono il governo Meloni, le imprese italiane, le banche italiane, alla ricerca famelica di profitti, di lavoratori da sfruttare e territori da rapinare.
La catena delle guerre spinge una folle corsa al riarmo. L’altissimo costo del riarmo è scaricato sulle nostre spalle con l’aumento dei prezzi e delle tasse, e con il taglio delle spese statali per sanità, asili, consultori, disabili (con carichi aggiuntivi di lavoro e di pena per le donne senza privilegi), scuola, pensioni. Poi, con i decreti-sicurezza (da stato di polizia) e le delibere anti-sciopero della Commissione di garanzia, ci vogliono togliere anche la libertà di lottare contro questi attacchi.
È il momento di dire basta alle guerre e ai sacrifici per le guerre dando forza allo sciopero di venerdì 29 maggio, indetto da diversi sindacati di base. Facciamo valere le nostre necessità:
– difesa intransigente dei posti di lavoro; forti aumenti salariali e ritorno della scala mobile per recuperare tutta l’inflazione; salario minimo a 12 euro l’ora; riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario; salario garantito ai disoccupati!
– drastico taglio delle spese militari, forte aumento delle spese sociali finanziato con una patrimoniale del 10% sul 10% più ricco della società!
– ritiro delle truppe italiane sparse per il mondo, scioglimento della NATO! No allo stato di polizia!
– fermiamo il genocidio a Gaza e l’aggressione imperialista-sionista all’Iran e ai popoli del Medio Oriente, tagliando qui tutti i legami materiali e le collaborazioni che li alimentano!
– buttiamo giù il governo Meloni con un fronte di lotta anticapitalista che unisca le resistenze operaie, sociali, ecologiste, alla repressione e al militarismo, oggi disperse!
Proletari/e e masse oppresse di tutto il mondo, uniamoci, organizziamoci, e saremo la vera super-potenza invincibile!
Tendenza internazionalista rivoluzionaria
Tra i tanti materiali che ci sono pervenuti in vista dello sciopero di venerdì, segnaliamo questa forte denuncia del SI Cobas di Napoli contro il licenziamento per rappresaglia del delegato SI Cobas al porto di Salerno Ciccio Collina.
AL PORTO DI SALERNO LOGIPORT SPA LICENZIA CICCIO COLLINA, RSA SI COBAS, PER “VIOLAZIONE DELL’OBBLIGO DI OMERTA’ AZIENDALE”…
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LICENZIATO PER AVER RIVENDICATO LA SICUREZZA SUL LAVORO!
Stamane come SI Cobas eravamo in presidio fuori ai varchi del Porto di Salerno assieme ai licenziati della De Luca e a decine di solidali a seguito dello sciopero di 2 ore proclamato alla Logiport (Terminal del gruppo Grimaldi) contro la sospensione arbitraria nei confronti di Ciccio, da anni RSA del SI Cobas nel Terminal del gruppo Grimaldi e da decenni in prima fila nella difesa dei diritti dei lavoratori sullo scalo salernitano.
Pochi minuti dopo la fine dello sciopero abbiamo appreso che il procedimento disciplinare nei confronti di Ciccio si è concluso con il licenziamento: un licenziamento che è frutto di una montatura che ha l’unico scopo di reprimere l’attività sindacale e le battaglie portate avanti dal SI Cobas a difesa della dignità, della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro.
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Quali sono le “gravi accuse” che hanno portato al licenziamento senza preavviso di Collina?
Stando alla formalità della contestazione disciplinare, la sua colpa è… di aver adempiuto ai suoi compiti di RSA, facendo da tramite tra il sindacato e un altro lavoratore iscritto al SI Cobas che aveva denunciato pubblicamente pressioni nei suoi confronti da parte della Logiport per costringerlo a revocare l’adesione al sindacato in cambio di benefici economici e dell’annullamento dei provvedimenti disciplinari a suo carico, ma che successivamente all’impugnativa della sua sanzione all’ITL di Salerno ha ritrattato le sue accuse all’azienda, evidentemente dopo essere stato messo “sotto torchio” dietro minaccia di licenziamento. Pur avendo presentato alla Logiport le prove inconfutabili dell’estraneità di Ciccio a tali accuse e del suo ruolo di mero portavoce della volontà (iniziale) del lavoratore, i padroni hanno proceduto ugualmente con il licenziamento, nel mentre hanno “premiato” con il ritorno in servizio chi ha tirato la pietra per poi nascondere la mano…
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Ma in realtà, questa meschina guerra tra poveri alimentata ad arte dalla Logiport e dal gruppo Grimaldi aveva un solo scopo: compiere la più classica delle “vendette trasversali” nei confronti nostro sindacato che, dopo aver ascoltato per mesi e mesi le doglianze, le segnalazioni e le preoccupazioni dei propri iscritti per le molteplici e reiterate violazioni delle normative sulla sicurezza, di fronte alla totale indifferenza dell’azienda si è visto costretto a segnalare tali gravi omissioni alle autorità competenti, le quali stanno conducendo tuttora una dettagliata e approfondita istruttoria al riguardo.
La sintesi è solo una: se ti batti per la salute dei tuoi colleghi, per prevenire le morti e gli incidenti sul lavoro e per rompere il muro di omertà sull’assenza di sicurezza nei porti, ti licenziano!
Chiunque lavora nei porti sa bene che per la gran parte delle aziende la sicurezza rappresenta solo un inutile fardello, un semplice “costo da abbattere”, ancor più degli stessi salari: ciò a causa dell’assenza dei controlli, della latitanza e/o complicità delle autorità a ciò preposte (Adsp) e della scarsità di mezzi e risorse a disposizione di ASL e ITL, e soprattutto del lavoro “a chiamata”, dei carichi e dei ritmi di lavoro infernali imposti agli operai che sono costretti a rinunciare al proprio benessere psicofisico in cambio di qualche briciola o più semplicemente per evitare ritorsioni…
E’ questo il contesto, frutto di decenni di tagli e salvacondotti, che produce oltre 3 morti e migliaia di incidenti sul lavoro al giorno: numeri che oramai rappresentano poco più che un mero dato statistico, meritevole al più di qualche trafiletto su un giornale locale e del macabro rituale degli scioperetti da “lacrime di coccodrillo”…
Come SI Cobas abbiamo da sempre rimarcato la nostra ferma opposizione a questo carosello di omertà e di ipocrisie, rivendicando la centralità e l’inderogabilità delle norme a tutela della sicurezza, della salute e della vita dei lavoratori: tutele su cui ci siamo sempre rifiutati di “chiudere un occhio” e che per noi non possono essere certo oggetto di “monetizzazione”, così come i padroni sono oramai abituati a fare anche in sede di trattative sindacali… Ciccio Collina oggi si trova a pagare duramente il prezzo della coerenza e dell’incorruttibilità frutto della convinzione granitica che la salute e l’incolumità dei portuali viene prima di tutto!
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Ma i padroni dovrebbero essere ben consapevoli che non ci fermeremo certo di fronte a questa infame rappresaglia!
Venerdì prossimo 29 maggio, in occasione dello sciopero generale nazionale del sindacalismo di base, saremo in piazza al Porto di Napoli per denunciare come il licenziamento di Ciccio e dei due operai alla De Luca sia tutt’altro che un fatto disciplinare, bensì frutto di questo vero e proprio scempio dei diritti sui terminal della Campania e d’Italia; e continueremo a lottare senza sosta per dire basta a questo sistema di sfruttamento e di ricatti!
Ora più che mai esigiamo una presa di posizione e di una vera assunzione di responsabilità da parte dell’Autorità Portuale, delle Prefetture di Napoli e Salerno, delle amministrazioni comunali e della Regione Campania.
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IL POSTO DI LAVORO NON SI TOCCA: LO DIFENDEREMO CON LA LOTTA!
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REINTEGRO IMMEDIATO PER CICCIO COLLINA E PER I LICENZIATI ALLA DE LUCA!
SI Cobas Napoli e Salerno
Per info/contatti 339 7212623; sicobas.napoli@gmail.com
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