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“Fermare l’ondata di esecuzioni capitali!” – Appello del Partito comunista operaio dell’Iran – hekmatista

Riproduciamo l’Appello dell’Ufficio Internazionale del Partito Comunista Operaio dell’Iran – Hekmatista contro l’ondata di impiccagioni di prigionieri politici che si è intensificata proprio da quando USA e Israele hanno scatenato la loro seconda aggressione all’Iran.

Fummo facili profeti nell’affermare che questa guerra imperialista, anziché liberare l’Iran dalla spietata oppressione del regime sulla classe lavoratrice e sulla massa delle donne senza privilegi, avrebbe rafforzato il regime creando quel clima di “difesa nazionale” in cui tutti gli oppositori possono essere facilmente accusati di collusione con il nemico.

Questa intensificazione della repressione da parte del regime iraniano, che ha al suo centro il complesso islamico-militare, non ha come suo obiettivo la sbandierata “difesa della patria” dal momento che la grandissima parte dei prigionieri politici iraniani sono contro l’aggressione statunitense-sionista, bensì il mantenimento dell’oppressione e dello sfruttamento su milioni di proletari/e da parte delle classi proprietarie che in questo mezzo secolo hanno prosperato al riparo delle istituzioni “islamiche”.

Condividiamo l’urgenza dell’appello, e ci impegniamo a farlo circolare e ad organizzare la solidarietà di classe e internazionalista con i rivoluzionari iraniani vittime della repressione.

Ma dissentiamo da esso laddove si riferisce ai governi e alle istituzioni internazionali – la classe operaia e i i rivoluzionari iraniani non possono aspettarsi alcun aiuto dai governi di altri paesi e dalle loro istituzioni internazionali. Il governo italiano, ad esempio, che prima delle sanzioni statunitensi intratteneva importanti rapporti commerciali con la Repubblica Islamica, sta boicottando tutte le iniziative dell’opposizione di sinistra iraniana, mentre sostiene i gruppi iraniani filo-occidentali, filo-scià e filo-israeliani. Ancor meno muoverebbe un dito a sostegno del movimento operaio iraniano, qualora questo fosse richiesto dai rivoluzionari, la cui lotta sta cercando in ogni modo di reprimere. (Red.)

Appello dell’Ufficio Internazionale del Partito Comunista Operaio dell’Iran – Hekmatista


Ai sindacati e alle organizzazioni operaie, ai partiti socialisti, comunisti e di sinistra, ai difensori della libertà umana e ai movimenti progressisti di tutto il mondo:

Agite contro l’ondata di esecuzioni in Iran!
No alla guerra reazionaria!
No ai crimini della Repubblica Islamica!


L’Iran sta assistendo a una delle ondate di esecuzioni più sanguinose degli ultimi anni. Il regime islamico ha intensificato la politica di esecuzioni su vasta scala al fine di terrorizzare la società, mettere a tacere il dissenso, schiacciare le lotte operaie, intimidire donne e giovani e impedire il ritorno di proteste rivoluzionarie di massa. Prigionieri politici, manifestanti, dissidenti e prigionieri condannati sulla base di torture, confessioni estorte e accuse pretestuose vengono mandati al patibolo da un regime la cui sopravvivenza dipende dalla paura, dalla repressione, dalla brutalità e dalle esecuzioni organizzate.

È evidente che il regime islamico sta sfruttando la guerra e i crimini degli stati terroristi Stati Uniti e Israele, nonché il pretesto dello “spionaggio” per questi stati, al fine di intensificare la repressione in Iran e perpetrare uno dei suoi attacchi più brutali contro la popolazione.

Questa macchina di esecuzione è un crimine contro l’umanità e fermarla deve diventare una rivendicazione internazionale dei movimenti operai, socialisti, di sinistra e per i diritti umani in tutto il mondo.

Oggi più che mai, è necessario che le forze socialiste, le organizzazioni operaie e i movimenti progressisti adottino una posizione chiara, ferma e intransigente contro i crimini della Repubblica Islamica dell’Iran. L’opposizione alla guerra, al militarismo, alle sanzioni e agli interventi imperialisti in Iran non deve mai diventare un pretesto per il silenzio politico di fronte alla brutalità della Repubblica Islamica.

Il regime islamico non è una forza antimperialista. È uno degli stati capitalisti più criminali della regione, un regime che è contro i lavoratori, le donne, le libertà ed è fondamentalmente ostile a ogni principio di emancipazione umana.

Il popolo iraniano respinge tutte le parti coinvolte in questa guerra reazionaria. “No alla guerra reazionaria e imperialista, no alla Repubblica Islamica” è lo slogan centrale dei lavoratori, dei combattenti per la libertà e dei comunisti in Iran.

La lotta dei lavoratori, delle donne, dei giovani, dei socialisti e di tutti coloro che amano la libertà in Iran è una lotta indipendente per la liberazione, contro il capitalismo e l’imperialismo, contro il nazionalismo e l’opposizione di destra, e contro lo stesso regime islamico.

Pertanto, chiediamo un’azione immediata da parte dei movimenti di protesta, delle organizzazioni dei lavoratori, dei partiti socialisti e di sinistra e dei difensori dei diritti umani per intraprendere le seguenti azioni:

Condanna della pena di morte e sospensione immediata di tutte le esecuzioni in Iran

Campagne urgenti e azioni di protesta da parte di sindacati, organizzazioni di sinistra e comuniste contro l’attuale ondata di esecuzioni

Organizzazione di manifestazioni di protesta davanti alle ambasciate della Repubblica Islamica e alle istituzioni del regime in tutto il mondo

Solidarietà pubblica con i prigionieri politici, i lavoratori e i giovani incarcerati in Iran

Pressione sui governi e sulle istituzioni internazionali affinché isolino la Repubblica Islamica e facciano pressione sull’apparato repressivo del regime affinché fermi le esecuzioni.

Chiediamo al movimento operaio internazionale e alla sinistra socialista di schierarsi apertamente e inequivocabilmente al fianco del popolo iraniano e contro la macchina delle esecuzioni di sentenze di morte del regime islamico.

Il silenzio di fronte a questi crimini è ingiustificabile e un errore imperdonabile.

Ufficio Internazionale del
Partito Comunista dei Lavoratori dell’Iran – Hekmatista


18 maggio 2026

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We reproduce the Appeal of the International Bureau of the Communist Workers’ Party of Iran – Hekmatist against the wave of hangings of political prisoners that has intensified since the US and Israel unleashed their second aggression against Iran.

We were prophets in predicting that this imperialist war, rather than liberating Iran from the regime’s ruthless oppression of the working class and its disenfranchised women, would instead strengthen the regime by creating a climate of “national defense” in which all opponents can easily be accused of collusion with the enemy.

This intensification of repression by the Iranian regime, centered on the Islamic-military complex, is not the vaunted “defense of the homeland,” but the continuation of the oppression and exploitation of millions of proletarians.

We share the urgency of this appeal and are committed to circulating it and organizing class and internationalist solidarity with the Iranian revolutionaries who are victims of repression.

But we disagree with it when it refers to governments and international institutions—the Iranian working class and revolutionaries cannot expect any help from the governments of other countries and their international institutions. The Italian government, for example—which before the US sanctions had significant trade relations with the Islamic Republic—is boycotting all initiatives of the Iranian left-wing opposition, while supporting pro-Western, pro-Shah, and pro-Israeli Iranian groups. Even less would it lift a finger to support the Iranian workers’ movement, if requested by the revolutionaries whose struggle it is trying to repress. (Editor)

Call from the International Bureau of the Worker-communist Party of Iran – Hekmatist

To trade unions and workers’ organizations, socialist, communist and left parties, defenders of human freedom, and progressive movements throughout the world:

Act Against the Wave of Executions in Iran!

No to Reactionary War!
No to the Crimes of the Islamic Republic!

Iran is witnessing one of the bloodiest waves of executions in recent years. The Islamic regime has intensified the policy of executions on a massive scale in order to terrorize society, silence dissent, crush workers’ struggles, intimidate women and youth, and prevent the return of mass revolutionary protests. Political prisoners, protesters, dissidents, and prisoners sentenced on the basis of torture, forced confessions, and fabricated cases are being sent to the gallows by a regime whose survival depends on fear, repression, brutality, and organized executions.

It is clear that the Islamic regime is exploiting the war and the crimes of the terrorist states of the United States and Israel, as well as the pretext of “spying” for these states, in order to intensify repression inside Iran and carry out one of its most savage attacks against the people.

This execution machine is a crime against humanity, and stopping it must become an international demand of the workers’, socialist, left, and human rights movements throughout the world.

Today, more than ever, it is necessary for socialist forces, workers’ organizations, and progressive movements to adopt a clear, firm, and uncompromising position against the crimes of the Islamic Republic of Iran. Opposition to war, militarism, sanctions, and imperialist interventions in Iran must never become a pretext for political silence in the face of the brutality of the Islamic Republic.

The Islamic regime is not an anti-imperialist force. It is one of the most criminal capitalist states in the region, a regime that is anti-worker, anti-woman, anti-freedom, and fundamentally hostile to every principle of human emancipation.

The people of Iran reject all sides in this reactionary war. “No to reactionary and imperialist war, no to the Islamic Republic” is the central slogan of workers, freedom fighters, and communists in Iran.

The struggle of workers, women, youth, socialists, and freedom-loving people in Iran is an independent struggle for liberation, against capitalism and imperialism, against nationalism and the right-wing opposition, and against the Islamic regime itself.

Accordingly, we call for immediate action by protest movements, workers’ organizations, socialist and left parties, and defenders of human rights to take action for:

Condemnation of the death penalty and the immediate halt of all execution sentences in Iran

Urgent campaigns and protest actions by trade unions, left and communist organizations against the current wave of executions

Organization of protest demonstrations in front of Islamic Republic embassies and regime institutions throughout the world

Public solidarity with political prisoners, imprisoned workers, and imprisoned youth in Iran

Pressure on governments and international institutions to isolate the Islamic Republic and pressure the regime’s execution apparatus to stop the executions.

We call on the international workers’ movement and the socialist left to stand openly and unequivocally with the people of Iran and against the execution machine of the Islamic regime.

Silence in the face of these crimes is unjustifiable and an unforgivable mistake.

International Bureau
Worker-communist Party of Iran–Hekmatist

18-5-2026

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