Il dispaccio dell’Ansa dice così:
“E’ stato un ragazzo di 15 anni (ne compirà 16 tra qualche giorno) a sferrare i fendenti all’addome di Bakari Sako, con un coltello o un cacciavite, uccidendolo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti.
Il 35enne originario del Mali è stato accerchiato all’alba di sabato scorso da un gruppo di cinque giovani e ferito mortalmente da uno di loro in piazza Fontana, nella città vecchia di Taranto. Sono cinque i fermi disposti, quattro dalla procura minorile e uno della procura ordinaria. Il maggiorenne è Fabio Sale, di 20 anni, i quattro minori hanno tra i 15 e i 16 anni.
Per tutti l’accusa è di omicidio aggravato dai futili motivi.“
Stampa e Tv rilanciano la notizia, sottolineando che la piccola banda che ha assassinato il bracciante originario del Mali veniva da una zona povera della città da cui proviene anche qualche forma di complicità con gli assassini, opportunamente amplificata dai mass media per suggerire: il razzismo e l’omicidio per “futili motivi” si addice ai poveracci, è dal basso che sale il razzismo.
Tutte le luci, quindi, sugli esecutori del delitto. La magistratura li punirà a dovere (forse).
E i mandanti?
Sono quelli che interessano a noi. E non stanno nella “città vecchia” di Taranto. Stanno nelle alte sfere dello stato, del governo, del parlamento, delle banche, delle imprese, dei gruppi editoriali, delle Tv di stato e private. Sono loro che hanno scatenato da decenni una vera e propria guerra agli emigranti e agli immigrati che solo nel Mediterraneo ha inabissato decine di migliaia di Bakari Sako.
Sono loro che hanno armato la mano e infettato il cervello e i sentimenti degli sciagurati esecutori di Taranto. Sono loro che hanno creato i Cpr, la legislazione speciale contro le popolazioni immigrate, la catena dei “decreti sicurezza” e ogni altra forma di discriminazione razziale. Che si perpetua nelle questure, sui luoghi di lavoro, nelle scuole, nei mass media, etc.
E’ contro di loro che bisogna rivoltarsi, uniti proletari/e autoctoni e immigrati/e, è con loro che dobbiamo regolare i conti!

