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Sindacati palestinesi: appello globale all’azione dei lavoratori contro il genocidio (Italiano – English)

Riceviamo e subito rilanciamo questo forte Appello dei sindacati palestinesi ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali di tutto il mondo affinché continui e si rafforzi l’iniziativa contro il genocidio tuttora in corso a Gaza e contro la pulizia etnica in Cisgiordania.

Al di là di questo o quel singolo aspetto di questo Appello, concordiamo in pieno sulla sua sostanza, in particolare sul fatto che “laddove gli Stati non rispettano il diritto internazionale e non pongono fine alla propria complicità, i lavoratori e i loro sindacati devono assumere su di sé il ruolo di guida nell’azione finalizzata a mettere fine a tale complicità!”.

Sentiamo il rilancio dell’iniziativa contro lo stato sionista terrorista, i suoi protettori e i suoi complici, tra cui sono in prima fila il governo Meloni, l’industria e lo stato italiani, come un nostro obbligo primario. (Red.)

21 settembre 2026 •  Sindacati palestinesi dei lavoratori e dei professionisti

Il movimento operaio palestinese ribadisce la propria solidarietà ai lavoratori di tutto il mondo che resistono a ogni forma di oppressione, e chiede un’azione globale per porre fine alla complicità nel genocidio e nell’apartheid in corso perpetrati da Israele, a partire da venerdì 20 novembre fino alla Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese di domenica 29 novembre 2026.

Il prossimo novembre, noi, sindacati e federazioni palestinesi sottoscritti, rinnoviamo con urgenza il nostro appello ai sindacati di tutto il mondo:

Per sostenere e difendere i diritti inalienabili del popolo nativo della Palestina come sancito dal diritto internazionale, in particolare il diritto dei nostri rifugiati a tornare a casa e a ricevere risarcimenti, e

Per intensificare la pressione del movimento BDS per porre fine a ogni complicità statale, aziendale e istituzionale nell’occupazione illegale, nell’apartheid e nel genocidio perpetrati da Israele.

Genocidio in corso a Gaza

Mentre ci avviciniamo al terzo anniversario dall’inizio del genocidio israeliano in corso a Gaza e alla Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese, e alla luce dell’accelerazione da parte di Israele in termini di pulizia etnica, di annessione territoriale, di violenza dei coloni e pogrom in Cisgiordania , e della depravata repressione violenta dei nostri prigionieri, ricordiamo a noi stessi che la ferita di uno è la ferita di tutti. Il genocidio israeliano trasmesso in diretta streaming, unito alle guerre e alle minacce di aggressione dei suoi partner imperialisti a Washington, sta portando al collasso del rispetto per il diritto internazionale, per i diritti umani e per i diritti dei lavoratori, minacciando l’umanità intera, non solo i palestinesi.

Oggi, la lotta palestinese per la giustizia è al centro della battaglia contro un ordine mondiale basato sul principio “la forza fa la legge”, imposto dall’asse genocida USA-Israele e reso possibile dalle potenze coloniali. Mentre le guerre di aggressione di Israele contro i popoli della regione si estendono dal Libano alla Siria e dallo Yemen all’Iran, e mentre gli Stati Uniti minacciano i popoli di Cuba, Groenlandia, Venezuela e Oman (tra gli altri), è chiaro che quasi nessuno è al sicuro da questa discesa nell’abisso.

L’asse Israele-USA sta conducendo la sua guerra per il Grande Israele senza alcuna considerazione per la recessione globale (forse persino una depressione) che sta potenzialmente creando e per i suoi impatti a livello mondiale. Ciò include l’aggravarsi della crisi del costo della vita, le misure di austerità, la crisi abitativa e l’insicurezza alimentare, tra gli altri problemi. I bilanci militari stanno crescendo a scapito della sanità, dell’edilizia abitativa e dell’istruzione. I primi a risentirne sono i lavoratori e le loro famiglie. Le richieste di prezzi accessibili, salari equi, servizi sociali migliori e più numerosi e costi della vita più bassi sono organicamente connesse alle richieste di porre fine alle astronomiche spese militari, alle spietate privatizzazioni e alla complicità globale nei crimini israeliani. Questo ci riguarda tutti e quindi dovrebbe unirci tutti. Laddove gli Stati non rispettano il diritto internazionale e non pongono fine alla propria complicità, i lavoratori e i loro sindacati devono assumere su di sé il ruolo di guida nell’azione finalizzata a mettere fine a tale complicità!

La nostra lotta per la giustizia in Palestina è inseparabile dalla lotta globale contro il razzismo sistemico, lo sfruttamento, la devastazione climatica e ogni forma di oppressione.

È dovere dei sindacati garantire che i lavoratori che rappresentano – siano essi impiegati nei porti, sulle navi, nelle aziende o negli uffici governativi – non siano coinvolti, spesso a loro insaputa e/o senza il loro consenso, in azioni di complicità rispetto a crimini atroci in ogni dove, compresi i crimini di guerra, i crimini contro l’umanità e il genocidio perpetrati da Israele contro il nostro popolo.

Le decisioni del 2024 della Corte Internazionale di Giustizia (CIG) – secondo cui Israele sta plausibilmente commettendo un genocidio, la sua occupazione è illegale e le sue politiche equivalgono ad apartheid – rendono la fine di ogni complicità nei crimini di Israele non solo un obbligo morale, ma anche legale. Stati, istituzioni (compresi i sindacati) e aziende devono imporre sanzioni mirate e legittime a Israele. Facciamo appello a tutti gli organismi sindacali e alle organizzazioni della società civile di tutto il mondo affinché si organizzino, promuovano e trasformino la solidarietà in azioni strategiche concrete nei dieci giorni che precedono la Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese, dal 20 al 29 novembre 2026.

Noi, sindacati palestinesi sottoscritti, invitiamo i lavoratori e i sindacati di tutto il mondo ad intensificare il loro sostegno alla nostra lotta di liberazione attraverso le seguenti azioni:

Organizzare, partecipare e amplificare azioni pacifiche a livello globale per celebrare la Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese, da venerdì 20 novembre a domenica 29 novembre.

Adottare politiche di approvvigionamento etico (EPP) e, ove applicabile, politiche di investimento etico (EIP) che escludano le società implicate in gravi violazioni dei diritti umani ovunque, inclusa la Palestina;

Esercitare pressioni sulle aziende e sulle istituzioni in cui lavorano affinché cessino qualsiasi complicità, interrompendo i contratti che supportano direttamente o indirettamente i crimini atroci di Israele e adottando l’EPP e/o l’EIP ;

Rifiutare qualsiasi accordo razzista con Israele che faciliti la sostituzione e l’ulteriore oppressione dei lavoratori palestinesi;

Intensificazione delle campagne BDS in ambito economico, accademico, culturale e sportivo ;

Interrompere e bloccare pacificamente il trasferimento di forniture militari, energetiche e di altro tipo a duplice uso verso Israele, mediante:

Partecipare ad azioni volte a identificare e fermare il trasferimento illegale via mare, terra o aria, anche esercitando pressioni sugli Stati affinché applichino gli obblighi internazionali relativi a tali spedizioni e facendo pressione sugli attori aziendali complici,

Rifiutarsi di gestire forniture militari israeliane o destinate a Israele, energia e altri carichi a duplice uso;

Esercitare pressioni sui governi affinché rispettino i loro obblighi legali a seguito delle sentenze della Corte Internazionale di Giustizia del 2024, come affermato dagli esperti delle Nazioni Unite in materia di diritti umani, imponendo, come minimo, “un embargo totale sulle armi contro Israele, bloccando tutti gli accordi, le importazioni, le esportazioni e i trasferimenti di armi, compresi quelli di articoli a duplice uso che potrebbero essere utilizzati contro la popolazione palestinese sotto occupazione”, nonché annullando o sospendendo “le relazioni economiche, gli accordi commerciali e le relazioni accademiche con Israele che potrebbero contribuire alla sua presenza illegale e al regime di apartheid nei territori palestinesi occupati”;

Tagliare tutti i legami con la federazione coloniale israeliana Histadrut ed espellerla, insieme a tutti i sindacati e le associazioni israeliane (accademiche, mediche, ecc.) similmente complici, da tutte le competizioni internazionali per un periodo di tempo limitato.

Dichiarare il proprio sindacato Zona Libera dall’Apartheid (ZAF) per porre fine alla complicità aziendale e istituzionale con i sistemi di oppressione, in particolare il regime di apartheid e il genocidio israeliano contro il popolo palestinese.

Firmatari:

Federazione Generale dei Sindacati Palestinesi (PGFTU), Gaza

Federazione Generale dei Sindacati Palestinesi (PGFTU), Gerico

Unione Generale dei Lavoratori Palestinesi (GUPW)

Unione Palestinese dei Lavoratori Postali, Informatici e delle Telecomunicazioni

Federazione dei sindacati indipendenti

La Nuova Federazione Palestinese dei Sindacati

Associazione dei dipendenti del settore finanziario – Palestina

Sindacato dei dipendenti dei servizi sanitari

Sindacato dei lavoratori degli asili nido e delle scuole private

Sindacato dei lavoratori degli enti locali

Unione degli elettricisti palestinesi

Sindacato dei dipendenti della Southern Electricity Company

Unione Palestinese dei Servizi Postali

Associazione Palestinese di Pittori e Intonacatori

Unione delle autorità locali del Sud

Palestine Unions: Global Call for Worker Action Against Genocide

The Palestinian labour movement reiterates its solidarity with workers across the world resisting all forms of oppression and calls for global action to end complicity in Israel’s ongoing genocide and apartheid from Friday, November 20th, leading up to the International Day of Solidarity with the Palestinian People on Sunday, November 29th, 2026.

This coming November, we the undersigned Palestinian trade unions and federations urgently renew our call to unions around the world:

  • Uphold and defend the inalienable rights of the Indigenous people of Palestine as stipulated in international law, particularly the right of our refugees to return home and receive reparations, and
  • Escalate BDS pressure to end all state, corporate, and institutional complicity in Israel’s illegal occupation, apartheid, and genocide.

Ongoing Genocide in Gaza

While approaching the third anniversary of the beginning of Israel’s ongoing genocide in Gaza and the International Day of Solidarity with the Palestinian People, and in light of Israel’s accelerating ethnic cleansing, annexation, settler violence and pogroms in the West Bank, and depraved violent repression of our prisoners, we remind ourselves that an injury to one is an injury to all. Israel’s livestreamed genocide, coupled with the wars and threats of aggression by its imperialist partners in Washington, is leading to the collapse of respect for international law, human rights, and workers’ rights, threatening humanity at large, not just Palestinians.

Today, the Palestinian struggle for justice is at the heart of the battle against a world order of “might makes right” that is being imposed by the US-Israel genocidal axis and enabled by colonial powers. As Israel’s wars of aggression against the peoples of the region expand from Lebanon to Syria and from Yemen to Iran, and as the US threatens the peoples of Cuba, Greenland, Venezuela, Oman, among others, it is clear that hardly anyone is safe from this descent into the abyss.

The Israel-US axis is waging its war for Greater Israel without any consideration for the global recession (maybe even depression) it is potentially creating and its impacts globally. This includes the exacerbation of the cost-of-living crisis, austerity measures, the housing crisis, and food insecurity, among others. Military budgets are swelling at the cost of health, housing, and education. The first to feel the brunt of all this are working people and their families. The demands for affordability, fair wages, more and better social services, and lower living costs are organically connected to the calls for an end to astronomical military spending, vicious privatisation, and global complicity in Israeli crimes. This affects us all and therefore should unite us all. Where states fail to uphold international law and end their own complicity, workers and their unions must take the lead in acting to end this complicity!

Our struggle for justice in Palestine is inseparable from the global struggle against systemic racism, exploitation, climate devastation, and all forms of oppression.

It is the duty of unions to ensure that the workers they represent – whether in ports, on ships, in businesses, or in government offices – are not involved, often without their knowledge and/or consent, in actions that involve complicity in atrocity crimes anywhere, including Israel’s war crimes, crimes against humanity, and genocide against our people.

The 2024 decisions of the International Court of Justice (ICJ) – that Israel is plausibly committing genocide, that its occupation is illegal, and its policies amount to apartheid – make ending all complicity in Israel’s crimes not only a moral but also a legal obligation. States, institutions (including unions), and corporations must impose targeted, lawful sanctions on Israel. We call on all union bodies and civil society organisations worldwide to organise, uplift, and turn solidarity into concrete strategic action across the ten days leading up to the November 29th international day of solidarity with the Palestinian people from November 20th to November 29th 2026.

We, the undersigned Palestinian trade unions, call on workers and unions around the world to escalate their support for our liberation struggle by:

  • Organising, joining, and amplifying global peaceful actions to mark the International Day of Solidarity with the Palestinian People from Friday, November20th to Sunday November 29th;.
  • Adopting ethical procurement policies (EPP) and, where applicable, ethical investment policies (EIP), that exclude corporations implicated in grave human rights violations anywhere, including in Palestine;
  • Pressuring corporations and institutions they work in to end any complicity through ending contracts that directly or indirectly support Israel’s atrocity crimes, and adopting EPP and/or EIP;
  • Rejecting any racist agreement with Israel that facilitates the substitution and further oppression of Palestinian workers;
  • Escalating economic, academic, cultural, and sports BDS campaigns;
  • Peacefully disrupting and blocking the transfer of military, energy, and other dual-use supplies to Israel, by:
    • Participating in actions to identify and stop the illegal transfer by sea, land, or air, including by pressuring states to enforce international obligations in relation to such shipments, and by pressuring complicit corporate actors,
    • Refusing to handle Israeli or Israeli-bound military supplies, energy, and other dual-use cargo;
  • Pressuring your governments to uphold their legal obligations following the ICJ rulings of 2024, as stated by UN human rights experts, by, at a minimum, imposing “a full arms embargo on Israel, halting all arms agreements, imports, exports and transfers, including of dual-use items that could be used against the Palestinian population under occupation,” as well as canceling or suspending “economic relationships, trade agreements, and academic relations with Israel that may contribute to its unlawful presence and apartheid regime in the occupied Palestinian territory”;
  • Cutting all ties with Israel’s colonial Histadrut federation and expelling it and all similarly complicit Israeli unions and associations (academic, medical, etc.) from all international for a;
  • Declaring your union an Apartheid-Free Zone (AFZ) to end corporate and institutional complicity with systems of oppression, particularly Israel’s regime of apartheid and genocide against the Palestinian people.

Signatories:

  • Palestinian General Federation of Trade Unions (PGFTU), Gaza
  • Palestinian General Federation of Trade Union (PGFTU), Jericho
  • General Union of Palestinian Workers (GUPW)
  • Palestinian Union of Postal, IT & Telecommunications Workers
  • Federation of Independent Trade Unions
  • The Palestinian New Federation of Trade Unions
  • Association of Employees of The Financial Sector – Palestine
  • Health Services Employees’ Union
  • Union of Workers in Kindergartens and Private Schools
  • Union of Workers in Local Authorities
  • Palestinian Electricians Union
  • Southern Electricity Company Employees Union
  • Palestinian Union Of Postal Services
  • Palestinian Painters and Plasters Association
  • Union of the Southern Local Authorities

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