Il compagno Pierpaolo C. ci segnala la lista completa delle imprese italiane che commerciano con Israele nel settore alimentare – la lista formulata è stata compilata qualche anno fa, ma resta sostanzialmente valida anche oggi salvo qualche impresa che ha comunque comunicato di non avere più rapporti.
Con la loro pubblicazione “Made in Italy per l’industria del genocidio: esportazioni militari ed energetiche per Israele” (marzo 2026) i GPI (ed altre organizzazioni) hanno ricostruito in modo esemplare la mole delle centinaia e centinaia di spedizioni di carattere militare e di combustibili che sono state effettuate dall’Italia verso lo stato genocida a partire dall’ottobre 2023. L’Italia “amante della pace e della diplomazia” è il terzo fornitore di armi di Israele… (in straordinaria crescita, +335% tra il 2023 e il 2025, è anche l’import italiano di armi e munizioni da Tel Aviv).
Oltre questo sostegno diretto al genocidio, sono di rilievo anche altre voci dell’export italiano che servono al “buon funzionamento” dell’economia e della società israeliana come retroterra fondamentale della macchina di sterminio – un sostegno indiretto, ma essenziale. L’alimentare copre il 15% dell’export italiano verso lo stato sionista, un export che nel suo insieme è superiore ai 3,5 miliardi di euro, e che nel triennio 2023-2025 del genocidio è cresciuto del 5%.
In giorni in cui verrà rilanciata nelle piazze la parola d’ordine dell’”embargo popolare” ad Israele è utile tenere presente anche la lista di imprese che qui sotto riportiamo.







