Riprendiamo e rilanciamo un post che è stato pubblicato ieri pomeriggio su Instagram dal Comitato permanente contro le guerre e il razzismo di Marghera e dalla Tendenza internazionalista rivoluzionaria, in risposta ai recenti annunci di Meloni sulla presenza di alunni figli di immigrati nelle scuole e le loro madri, che, vista “l’estrema urgenza” (Valditara), saranno tradotti in decreti legge.
Di urgente in tutto ciò c’è solo la necessità di mobilitarsi con forza contro questa nuova spudorata aggressione alle popolazioni immigrate e (prima lo si capisce, meglio è) alla grandissima maggioranza della società che non vive di sfruttamento, e non vuole la guerra tra immigrati e autoctoni, né la guerra tra stati. (Red.)
Questo il messaggio di accompagnamento scritto dal Comitato di Marghera
Sempre più gesti infami, intimidatori e razzisti colpiscono immigrati e immigrate e chi si batte al loro fianco, in Italia e fuori dal Paese.
A Venezia e Mestre ne abbiamo avuto esempi recenti: dalle provocazioni degli influencer di destra ai messaggi razzisti e intimidatori comparsi nei pressi dell’Istituto Pavese e al parco Piraghetto.
Non è un fenomeno isolato. Mentre questa propaganda alimenta odio e divisione, il governo Meloni annuncia nuove misure sulla scuola: tetto agli studenti stranieri per classe, obblighi linguistici per alcuni genitori e divieto di burqa e niqab a scuola.
La risposta deve essere chiara:
no al razzismo di Stato,
no alla propaganda identitaria e suprematista,
no al governo Meloni e alle squadracce nere.
Il problema non sono gli immigrati.
Il problema è un sistema che ci divide per continuare a sfruttarci.
Italiani e immigrati:
un comune nemico,
il capitalismo.









