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Oltre 530 arresti a Londra, solidali con Palestine Action – a proposito di democrazie reali (per il genocidio)

Riceviamo dal Collettivo Hurriya! di Pisa, e volentieri rilanciamo.

Si tratta del più grande arresto politico di massa avvenuto nel Regno Unito dal 1945, che è stato compiuto in applicazione del Terrorism Act del 2000. Autore il governo laburista di Starmer che nell’occasione ha applicato la decisione di mettere fuori legge Palestine Action. Non si può fare a meno di notare che in contemporanee manifestazioni dell’estrema destra neo-nazista (Homeland Party) per la deportazione dei richiedenti asilo, la polizia si è comportata con ben altra tolleranza, se non complicità.

Nessuna differenza, quindi, tra l’attuale governo laburista e i precedenti governi conservatori nella repressione delle proteste contro la guerra e il genocidio, anzi! Sotto inchiesta sono finiti, infatti, anche esponenti di Stop the War Coalition, Palestine Solidarity Campaign e Campaign for Nuclear Disarmament, con l’arresto anche di un compagno del SWP.

Sulla scia del capobanda Trump, che ha scatenato una campagna mondiale di terrorismo di stato contro i solidali con il popolo e la resistenza palestinese, tutti i paesi europei, le famose democrazie occidentali portabandiera delle libertà nel mondo a suon di guerre e stermini, stanno affrettando ad attrezzarsi come veri e propri stati di polizia necessari per tempi di guerra.

Ecco perché appare sorprendente che “Defend Our Juries”, l’organizzazione che ha indetto la protesta e si è vista impedire perfino un incontro on line in nome della normativa anti-terrorismo, abbia emesso una presa di posizione che tende a minimizzare l’accaduto, in considerazione del fatto che gli arrestati non dovrebbero avere condanne superiori ai 6 mesi. Sfugge, purtroppo, a questi attivisti il significato politico complessivo di un atto del genere. (Red.)

https://www.youtube.com/watch?v=Xn57RrajhHs

Nella guerra imperialista contro il popolo palestinese, due giorni fa le democrazie occidentali hanno stabilito un nuovo primato: oltre quattrocento persone, tra cui un cieco e due signore ultra ottantenni, sono state arrestate a Londra durante un sit-in per aver esposto cartelli contro il genocidio e in supporto a Palestine Action, organizzazione di solidarietà con la Palestina, definita terroristica all’inizio di luglio e recentemente sciolta dalla magistratura britannica.

Si tratta del gruppo di solidali che, a partire dal 2020, ha sanzionato anche con azioni di sabotaggio le aziende belliche, soprattutto l’israeliana Elbit, per bloccare l’ingranaggio del genocidio.

Nel febbraio del 2021 uno dei membri, durante un’azione,  con una scritta vergata su un muro aveva spiegato che agire contro Elbit significava sanzionare un’azienda “responsabile di atti di violenza estrema, avendo testato le sue armi sui bambini palestinesi, per poi esportarle ad altri regimi oppressivi nel mondo”.

Tale misura repressiva, senza precedenti nel Regno Unito, è un chiaro segno di quello che presto potrà capitare ovunque ed è allo stesso tempo un monito contro chiunque si prefigga di compiere azioni dirette per bloccare la macchina del genocidio o anche solo di solidarizzare con esse.

Va registrato comunque che mezzo migliaio di persone ha infranto le regole e il piano della narrazione contro il terrorismo, dimostrando anche a proprio rischio (fino a 14 anni di detenzione) di avere chiaro chi è e come agisce il vero terrorista.
Esprimiamo la nostra solidarietà alle persone arrestate per non aver capitolato di fronte allo Stato di polizia che ovunque avanza.

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