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La campagna di intimidazione condotta dalle autorità italiane contro i sostenitori della Palestina è parte di una politica sistematica dei governi europei per coprire la loro complicità nel genocidio – Le comunità palestinesi in Europa

Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo, impegnati come siamo a contrastare la repressione anti-palestinese in Italia e a denunciare il DDL Gasparri che vorrebbe criminalizzare ogni critica allo stato di apartheid, razzista, genocida di Israele in modo da stroncare il movimento per la Palestina. (Red.)

L’Unione delle Comunità e Organizzazioni Palestinesi in Europa condanna la campagna di repressione condotta dalle autorità italiane contro attivisti in diverse zone d’Italia, che finora ha incluso l’arresto e il fermo da parte della polizia di decine di attivisti contrari alle politiche aggressive portate avanti dal governo italiano nel sostenere la guerra di sterminio sionista contro il popolo palestinese.

L’Unione sottolinea che la campagna di sicurezza e intimidazione, che ha coinvolto l’arresto di numerosi attivisti palestinesi e arabi in varie parti d’Italia e l’emissione di ordini di espulsione per alcuni di loro, non è altro che un’estensione di politiche europee sistematiche volte a sradicare e punire la solidarietà con la Palestina e con le cause giuste. Fa notare inoltre che il governo italiano rivolge accuse di terrorismo a chiunque rifiuti la sua complicità e partecipazione alla guerra di sterminio.

L’Unione ribadisce anche che questa campagna di sicurezza e la repressione della libertà di opinione, mirata contro attivisti palestinesi, arabi e forze solidali, rappresentano una politica condivisa da diversi governi europei. Francia, Danimarca, Austria e Germania hanno infatti condotto campagne di arresti simili che hanno coinvolto decine di attivisti, fabbricando contro di loro diverse accuse in virtù delle loro posizioni politiche contro la guerra genocida e i crimini sionisti.

L’Unione chiarisce che queste misure mirano a creare un clima di intimidazione contro le comunità palestinesi e contro il movimento di solidarietà, mentre gli stessi governi europei continuano a fornire sostegno politico e militare a Israele nonostante le sue gravi violazioni del diritto internazionale e il proseguimento della sua aggressione contro il nostro popolo in patria e in diaspora.

Esprimendo la sua solidarietà con coloro che sono stati oggetto delle campagne di sicurezza, in particolare con coloro i cui processi sono ancora in corso e che rischiano condanne o espulsioni, l’Unione delle Comunità e Organizzazioni Palestinesi in Europa riafferma la necessità di quanto segue:

– Porre fine all’uso sistematico delle leggi antiterrorismo come strumento per demonizzare la solidarietà legittima con il popolo palestinese, la sua giusta causa e il suo diritto a resistere all’occupazione.

– Garantire la tutela delle libertà fondamentali per le comunità palestinesi e arabe e per il movimento di solidarietà con il popolo palestinese.

– Perseguire e processare i responsabili che hanno partecipato alla guerra di sterminio contro il popolo palestinese o che l’hanno sostenuta.

– Porre fine alla politica di complicità e collaborazione con l’occupazione, espressa nel continuo sostegno politico, diplomatico e militare ad essa.

Unione delle Comunità e Organizzazioni Palestinesi in Europa

28 novembre 2025

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