Riceviamo e molto volentieri rilanciamo.
Ancora una grande prova di forza del movimento proletario e popolare in campo in Argentina contro il governo Milei, impegnato a cancellare i crimini della dittatura militare degli anni ’70 e ’80, e determinato a portare avanti “riforme” altrettanto ferocemente anti-operaie di quelle dei militari – nell’uno e nell’altro caso perfettamente allineato agli interessi e ai voleri dell’imperialismo yankee.
Un’altra bella prova di organizzazione, combattività e coerenza politica da parte del Partido Obrero, che ha deciso di differenziarsi nel comizio finale dalla componente peronista, ieri – in alcune sue componenti – duramente repressa dai generali, oggi complice della banda Milei, degna erede di quei generali. (Red.)
“Un imponente 24 marzo, una fragorosa dimostrazione di rifiuto del governo Milei, del suo “negazionismo”, della riforma del lavoro sfruttatrice, della chiusura delle fabbriche, del crollo dei salari, della sua sottomissione all’imperialismo yankee e al sionismo genocida, della cessione delle risorse e della riforma della Legge sui Ghiacciai, della sua repressione, e per il trionfo di tutte le lotte dei lavoratori e dei popoli.
Perché non dimentichiamo, non perdoniamo e non ci riconciliamo. Memoria, verità e giustizia. Sono 30.000 [i desaparecidos]; è stato un genocidio.”
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