“Come ferrovieri siamo stati la categoria che più ha partecipato agli scioperi generali contro l’economia di guerra del 18 e del 29 maggio”, rivendica con orgoglio il collettivo Ferroviere/i contro la guerra. E continua così: “Oltre a manifestazione il proprio sdegno contro il massacro di vite umane e il proprio rifiuto delle guerre come strumento di sottomissione dei popoli, i ferrovieri hanno capito (grazie anche al lavoro del nostro collettivo) la connessione reciproca tra guerra, sfruttamento, spreco di risorse pubbliche (vedi i miliardi dilapidati nel riarmo europeo e nel Dual Use civile/militare della rete ferroviaria) e carenza di fondi per un rinnovo dignitoso del CCNL. Lo sciopero di 23 ore, dalle 3 dell’11 giugno alla 2 del 12 giugno, proclamato da CUB Trasporti e SGB, con all’interno lo sciopero di 8 ore proclamato dall’Assemblea PDM/PDB e dal sindacato CAT, è il naturale proseguimento di questa mobilitazione”.
Gli obiettivi fondamentali di questo nuovo sciopero sono il no alla privatizzazione dei servizi, “il trasporto pubblico deve restare pubblico” e la rimessa al centro del tema-chiave della sicurezza nell’iniziativa dei lavoratori, insieme all’affermazione dei propri diritti in quanto ferrovieri e ferroviere contro i contratti di svendita e la spudorata connivenza con le aziende di Cgil-Cisl-Uil.
In questo nuovo appello alla lotta della categoria al momento più combattiva del proletariato in Italia si invitano giustamente “i pendolari, gli studenti e le famiglie a solidarizzare con la protesta”.

