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Argentina: un piano di lotta della Assemblea nazionale dei lavoratori per sconfiggere l’intero piano Milei – “Prensa Obrera” (italiano – Español)

Riprendiamo e traduciamo da “Prensa Obrera” del 25 maggio le risoluzioni approvate dall’importante Assemblea (o Incontro) nazionale dei molteplici organismi operai, sindacali, dei piqueteros, popolari, femminili, delle università, che sono stati in questi mesi in primissima fila nella lotta contro la Legge Omnibus, e lo sono ora nelle mobilitazioni contro la Legge Base e le prime raffiche di licenziamenti voluti da Milei&Co., da tutta la classe capitalistica argentina e dal FMI. Al di là dell’analisi delle singole rivendicazioni (su cui c’è sempre da ragionare) l’elemento politico molto positivo, per noi, è nella determinazione espressa da questa assemblea a muoversi in modo indipendente dalle strutture sindacali peroniste in vario grado colluse con i governi precedenti, ed anche con l’attuale, che finora non hanno certo svolto un ruolo propulsivo nella lotta per abbattere il complessivo piano d’azione anti-operaio e anti-popolare della banda Milei. Il nostro augurio e il nostro invito è a procedere su questa strada perché non vadano disperse le energie che si sono sprigionate finora, ma siano sempre più organizzate e concentrate, in modo da riuscire ad allargare ulteriormente il movimento di lotta e a scagliarlo contro il nuovo blocco di potere con l’obiettivo di impedirne il consolidamento e travolgerlo. (Red.)

https://prensaobrera.com/politicas/resoluciones-del-encuentro-nacional-de-trabajadores-del-25-de-mayo

Risoluzione dell’Assemblea Nazionale dei Lavoratori del 25 maggio

Prensa Obrera, 25 maggio

Riportiamo qui di seguito le risoluzioni votate all’Incontro Nazionale dei Lavoratori tenutosi il 25 maggio in Plaza Congreso, che ha riunito decine di organizzazioni sindacali, di piqueteros, pensionati, assemblee popolari, della cultura, gruppi studenteschi, femminili e transgenders, per i diritti umani e socio-ambientali, in una deliberazione comune su come sconfiggere l’offensiva del governo Milei e dei suoi complici.

1) Il governo Milei rappresenta gli interessi dei grandi gruppi economici e del FMI che hanno dichiarato guerra ai lavoratori e alla maggioranza della popolazione. Attraverso il suo piano cosiddetto “frullatore” e “motosega” polverizza salari, pensioni e piani sociali, favorisce il licenziamento di decine di migliaia di lavoratori e soffoca l’istruzione e la sanità pubblica. Un piano di povertà pianificata, che prevede la cessazione dell’invio di cibo alle mense popolari e aumenti permanenti delle tariffe sui servizi essenziali per la popolazione. Si tratta di un piano di attacco alle condizioni di vita dei lavoratori e, insieme a questo, il tentativo di privarli dei diritti conquistati.

Il fallimento del “patto di maggio” tra il governo nazionale e i governatori è dovuto ai brutali aggiustamenti addossati alle province e agli scontri tra gli stessi capitalisti di fronte alla crisi economica nazionale. Ciò non ha impedito ai governatori di ogni orientamento politico di riproporre tali aggiustamenti nelle loro province, anzi. Prova di ciò è la rivolta in corso nella provincia di Misiones, con migliaia di lavoratori in piazza che reclamano tutte le loro rivendicazioni popolari e ai quali dobbiamo dare il nostro pieno appoggio. Alla lotta degli insegnanti contro la burocrazia si sono uniti gli impiegati statali, i farmacisti, gli operatori giudiziari, gli universitari, i lavoratori delle imprese elettriche e dell’energia e gli operatori sanitari autoconvocati. La rivolta dei lavoratori e il fallimento dello Stato con la sua forza repressiva sono espressione della crisi in cui sta navigando il governo Milei. Stiamo assistendo ad un aumento del malcontento sociale. Mentre Milei intende considerarsi un “leader mondiale” di estrema destra, il nostro Paese versa in una situazione sociale disperata, con una recessione paragonabile solo a quella della pandemia. In Argentina sono stati chiusi 275.000 versamenti salariali e i licenziamenti sono oggi il primo problema del popolo argentino, insieme alla crescente povertà e alla polverizzazione delle entrate della popolazione, con i salari che perdono potere d’acquisto di fronte alla crescente inflazione. Oggi il capitale finanziario e agrario si stanno rivolgendo al dollaro, spingendo verso un’altra svalutazione che rivela tutte le menzogne di Milei e aggrava ulteriormente la miseria di salari, pensioni e piani sociali.

2) Nonostante gli scontri e le divisioni tra gli imprenditori per i propri interessi, costoro si trovano d’accordo, senza differenze sostanziali nell’agire contro i lavoratori, e procedono nelle trattative per cercare di votare la legge al Senato nelle prossime settimane. Lo scopo di calpestare le conquiste operaie ha il sostegno dei partiti allineati al sistema e di tutte le organizzazioni imprenditoriali. E sebbene il peronismo critichi il governo, non è per la sconfitta del piano dell’estrema destra, e si sta riorganizzando in funzione delle prossime elezioni. Il peronismo non ha un programma alternativo al piano del FMI e dei gruppi economici, come è stato chiaro durante l’ultimo governo.

Questo piano di attacco generalizzato può essere imposto solo con la violenza dello Stato. Per questo esiste il protocollo repressivo di Patricia Bullrich, applicato a Buenos Aires e in diverse province come Mendoza. È in questo quadro che si verifica una feroce persecuzione contro il movimento piquetero da parte del governo e del sistema giudiziario, con ogni tipo di false denunce per cercare di disgregare i quartieri più poveri. Il protocollo attacca i settori indipendenti e combattivi che sono stati protagonisti della lotta per le rivendicazioni popolari di fronte a tutti i governi. Questo Incontro si pronuncia contro ogni persecuzione, criminalizzazione e sporca campagna contro il movimento piquetero e le organizzazioni sociali, e considera questa persecuzione come un attacco all’intero movimento operaio e popolare argentino.

3) Il voto favorevole alla “Legge Base” alla Camera dei Deputati ha smascherato i partiti del regime. Tutti questi sono prima di tutto rappresentanti del potere economico e dei suoi interessi, e per questo fino ad oggi hanno sostenuto la disastrosa DNU 70/23 (la Legge Base per la Ricostruzione dell’Economia Argentina). Pur tra attriti e trattative di ogni genere, intendono votare la legge al Senato con il pieno consenso e imporre una Riforma del Lavoro e delle Pensioni, nuove privatizzazioni, agevolazioni fiscali [per le imprese] e una garanzia trentennale di saccheggio da parte delle multinazionali con la RIGI (Regime di Incentivi per Grandi Investimenti, previsto nella legge Base, implica l’approfondimento del modello estrattivo grazie ad ampi benefici per le imprese internazionali, ndt). Chiedono l’estensione del periodo di prova per i lavoratori, l’eliminazione delle multe per le aziende per il lavoro nero (le aziende potranno mantenere il lavoro nero senza alcuna conseguenza), l’eliminazione della possibilità per il lavoratore di essere reintegrato dalla magistratura a fronte di un licenziamento discriminatorio dovuto all’attività sindacale, la fine del sistema di indennizzi, la possibilità che gli imprenditori assumano “collaboratori” fuori contratto e senza alcun diritto, la fine della responsabilità delle aziende che appaltano a terzi nel caso di un reclamo di un lavoratore somministrato e la fine della stabilità nel pubblico impiego. Intendono impedire le moratorie pensionistiche condannando 9 donne su 10 a non poter andare in pensione, concedendo un sussidio di miseria all’età di 65 anni. Sono tutti d’accordo anche nel votare maggiori agevolazioni per promuovere grandi miniere inquinanti, il fracking e l’estrattivismo, producendo una distruzione ambientale molto maggiore di quella attuale, per favorire le multinazionali.

4) Il governo di Milei, inoltre, aggrava la dipendenza nazionale arruolandosi incondizionatamente con l’imperialismo yankee, aumentando il saccheggio illimitato dei beni comuni naturali e sostenendo inflessibilmente gli Stati Uniti e lo Stato di Israele, che sta portando avanti il genocidio del popolo palestinese a Gaza con più di 35mila morti tra i civili, cioè nonni, madri, padri e migliaia di bambini. Questo al punto da concordare una base militare congiunta con gli Stati Uniti alle porte dell’Antartide argentino. Si sono rafforzati i legami di sottomissione al FMI che sono stati sostenuti e approfonditi dai governi precedenti. Per questo motivo salutiamo le occupazioni e gli accampamenti dei giovani negli Stati Uniti, in Europa, in Oceania e nei paesi dell’America Latina, che chiedono non solo che si fermi il genocidio, ma che le loro università interrompano i loro affari con le grandi aziende legate all’attacco israeliano a Gaza. Tutta la nostra solidarietà al popolo palestinese e a tutti coloro che lottano nel mondo contro il genocidio di Gaza e il regime di apartheid imposto dallo Stato di Israele, dagli Stati Uniti e dalle potenze imperialiste.

5) La burocrazia sindacale ha impedito con tutti i mezzi che i lavoratori scendessero in piazza contro tutti questi attacchi in un’azione congiunta, massiccia e determinata fino a quando l’intero piano Milei non sarà sconfitto. Anche se alcuni dirigenti hanno annunciato che si mobiliteranno al Senato, rifiutano che si convochi uno sciopero generale il giorno in cui si discuterà la legge e la CGT non ha nemmeno convocato una vera e propria mobilitazione. Questa politica contrasta con la rivolta dei lavoratori in province come Misiones, con gli importanti scioperi provinciali degli insegnanti e con le massicce mobilitazioni universitarie e dell’istruzione, nonché con la lotta e il blocco del Sutna [il sindacato del settore della gomma] contro i licenziamenti, la lotta in difesa della cultura, dell’arte e del cinema dell’INCAA contro i licenziamenti, lo sciopero e la lotta nel settore della sanità e nell’Ospedale Italiano, lo sciopero dei ferrovieri e dei macchinisti, la lotta di Sarmiento contro i licenziamenti e le privatizzazioni, la lotta contro i licenziamenti sia statali che privati, come GPS (aeroporti) , e molte altre; sono lotte che i lavoratori affrontano mentre la burocrazia sindacale guarda dall’altra parte. Si firmano accordi al ribasso, in alcuni casi senza mezz’ora di sciopero e in altri tradendo gli scioperi, senza mandato della base, in contrasto con il sindacalismo combattivo, come nei casi del settore della gomma, degli insegnanti, come nelle università, che stanno lottando contro il patto tra rettorato dell’UBA e il governo per far finire la lotta e chiudere l’emergenza di bilancio. Rifiutiamo qualsiasi trattativa delle centrali sindacali che sia contro gli interessi dei lavoratori e chiediamo uno sciopero e una mobilitazione il giorno in cui verrà discussa la Legge al Senato.

6) Le lotte dei lavoratori sono in crescita, nascono assemblee popolari, nasce un importante movimento nel settore della cultura. Gran parte delle organizzazioni che compongono questo Incontro e difendono questo spazio di coordinamento indipendente, sono scese in piazza 10 giorni dopo l’insediamento di Milei, il 20 dicembre, affrontando il protocollo repressivo di Patricia Bullrich e un’intensa campagna dello Stato per criminalizzare le organizzazioni dei lavoratori, popolari e piqueteras in lotta. Quella notte decine di migliaia di persone sono scese in piazza con le loro pentole ed hanno organizzato decine di assemblee popolari. Il movimento popolare nella sua totalità sta avanzando e riprende la tradizione del 19 e 20 dicembre 2001. Abbiamo partecipato con un grande corteo e slogan di segno indipendente alla mobilitazione del 27 dicembre e poi del 24 gennaio, e siamo stati protagonisti delle mobilitazioni combattive che hanno contribuito a provocare la caduta della Legge Omnibus nella sua prima versione.

Abbiamo partecipato al grande 8 marzo del movimento femminile e dissidente, al massiccio 24 marzo e all’enorme e storica impresa del 23 aprile in difesa dell’Università pubblica e gratuita che ha messo in crisi il governo dopo una mobilitazione storica con 1 milione di persone a Buenos Aires e 2 milioni in tutto il Paese. Questo apre una nuova tappa per il movimento studentesco che scende in piazza e ne esce protagonista. Siamo quelli che hanno lanciato un’azione di lotta indipendente il 1° maggio e ci siamo battuti attivamente per lo sciopero generale del 9 maggio, che è stato di enorme impatto per i lavoratori e lì abbiamo reclamato di continuare per 36 ore. Siamo i protagonisti delle grandi lotte per i salari, siamo il movimento piquetero che ha riempito la Av. 9 Julio subendo una brutale repressione il 10 aprile. Siamo quelli che combattono i crimini d’odio e i discorsi d’odio. La responsabilità è dello Stato e dei suoi governi. All’inizio di maggio un uomo ha aggredito 4 lesbiche lanciando una bottiglia molotov nella loro camera d’albergo. 3 di loro morirono. Un lesbicidio! Il movimento delle donne è diventato un grande protagonista nella lotta contro questo governo, dopo l’enorme giornata dell’8 marzo, e si prepara a tornare in piazza il 3 luglio nella difesa incondizionata del diritto all’aborto, della ESI (programma scolastico di Educazione Sessuale Integrale) e di tutti i nostri diritti.

Lottiamo per l’unità strategica degli occupati, dei disoccupati e dei precari che risponda non solo per affrontare urgentemente la fame, ma per unire l’intera classe operaia insieme alle assemblee popolari e all’intera popolazione sfruttata, nella prospettiva dello sciopero generale che ponga fine non solo al piano di Milei ma all’intero regime del FMI e dei grandi capitalisti, per imporre una direzione propria di tutti i lavoratori in modo che i capitalisti paghino la crisi.

7) Questa Assemblea decide di convocare una mobilitazione indipendente il giorno in cui verrà discussa in Senato la Legge Base, con il programma che qui ratifichiamo. Decide inoltre di coordinare la solidarietà e la mobilitazione attiva e concreta delle lotte per far fronte ai licenziamenti come nel caso del Sutna nel settore pneumatici, nell’INCAA (Istituto di Cinema e Arti Audiovisive), in GPS e in tutte le aziende e organizzazioni statali dove si verificano licenziamenti, sosteniamo ogni lotta operaia e popolare che si sollevi contro il governo e i padroni. Mandiamo un abbraccio di solidarietà a tutti i lavoratori in lotta a Misiones, agli operatori giudiziari di Mendoza, alla lotta nella Sanità, così come per il riconoscimento di sindacati come SiTraRepa (primo sindacato dei Riders), e mettiamo a disposizione questo coordinamento per portare avanti le misure necessarie per sostenerli.

Salario minimo e pensioni equivalenti al paniere familiare. Indicizzazione mensile di tutti i redditi in base all’inflazione. No all’imposta sui salari. Contrattazioni libere. Di fronte al ritardo salariale prodotto dall’inflazione, che ogni contrattazione sia condotta superando la soglia dell’inflazione. Nessun licenziamento. Ripartizione delle ore di lavoro disponibili senza incidere sul salario. Reintegrazione di tutti i licenziati.

Cibo subito alle mense popolari, reintegrazione di tutti i lavoratori del progetto Potenziare il Lavoro che sono stati licenziati, riallineamento con il salario minimo e aumento immediato in base al costo della vita su base mensile. Recupero e aumento di tutti i programmi di assistenza e sociali.

Difesa delle fabbriche recuperate e a gestione operaia. Riconoscimento dei sindacati dei lavoratori che non sono riconosciuti.

Nazionalizzazione di ogni azienda che chiuda o licenzi in massa e riattivazione sotto la gestione dei lavoratori. Triplicazione del budget per l’Università, l’istruzione tutta e la sanità. Imposte progressive e permanenti sulle grandi fortune, le banche, i proprietari terrieri e tutti i capitalisti che sono fuggiti con i capitali e continuano a farlo, per destinare risorse alla sanità pubblica, all’istruzione, ad alloggi dignitosi e a tutti gli interessi della popolazione.

Che tutte le risorse nazionali siano al servizio degli interessi popolari, sotto il controllo dei lavoratori. Rottura con il FMI. Nessun pagamento e rifiuto del debito estero. Nazionalizzazione dell’intero sistema energetico e delle risorse strategiche per poter ridurre le tariffe e organizzare una gestione dei lavoratori al servizio dei bisogni sociali.

Cancellazione del DNU. No alla Legge Base. Difesa dei contratti collettivi e della loro continuità. No alle riforme contro il lavoro e le pensioni. Nazionalizzazione del sistema ferroviario, che sia al 100% statale e sotto il controllo, la gestione e l’amministrazione dei suoi lavoratori e tecnici.

Cancellazione del protocollo repressivo e delle leggi provinciali di Mendoza, Jujuy e di tutte le province contro il diritto a manifestare della popolazione. Difesa del diritto di sciopero e del diritto di manifestare, senza alcun tipo di restrizione. Basta perseguitare le organizzazioni indipendenti da qualsiasi governo e dallo Stato. Basta criminalizzare tutti i militanti. Incriminazione e punizione per gli autori del genocidio e responsabili del ‘grilletto facile’. Abbasso il negazionismo.

*Chiediamo uno sciopero attivo e una mobilitazione nazionale della CGT e della CTA il giorno in cui la Legge Base sarà discussa al Senato. Che il piano di lotta continui con uno sciopero di 36 ore con mobilitazione nazionale.

*Abbasso qualsiasi riforma del lavoro. Nessuna trattativa tra centrali sindacali e governo.

*Abbasso la Legge Base antioperaia e antipopolare.

*Abbasso l’aggiustamento dei governatori delle province.

*Basta con la persecuzione del movimento piquetero. Basta con le incriminazioni.

*Abbasso il protocollo repressivo di Bullrich. Abbasso il DNU. Difesa incondizionata del diritto di protesta e di organizzazione indipendente da tutti i governi e dallo Stato.

*Reintegrazione di tutti i lavoratori licenziati dall’industria e dagli enti statali. Affrontiamo tutti gli attacchi padronali

*Per il trionfo di tutte le lotte operaie e popolari

*Aumento di emergenza di salari e pensioni. Respingiamo la controriforma pensionistica. Per un salario minimo equivalente al paniere familiare. Contrattazioni libere. No a chiusure e privatizzazioni. Basta con il lavoro precario.

*Difesa incondizionata dell’Istruzione e della Sanità pubbliche e gratuite. Triplicare il budget per l’istruzione e la sanità pubblica.

*Giustizia per le vittime del massacro di Barracas. Era lesbicidio. Basta crimini e discorsi d’odio. La responsabilità è dello Stato e dei suoi governi.

*Abbasso gli aumenti delle tariffe.

*Basta con i saccheggi estrattivisti

*Abbasso il RIGI e tutti i piani di ricolonizzazione

* Fuori il FMI.

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