Raccogliamo e rilanciamo questa vibrata denuncia del Partito Obrero contro la perquisizione della sua sede centrale a Buenos Aires avvenuta due giorni fa e motivata ufficialmente da pretesti, ma dovuta in realtà alla volontà della nuova presidenza Milei dell’Argentina, che ha apprestato con la Legge Base/Omnibus un attacco frontale alla classe proletaria e agli strati popolari, di intimidire e attaccare l’organizzazione politica che, insieme al Polo Obrero, sta svolgendo un ruolo di avanguardia in tutte le dimostrazioni di massa che si stanno mettendo di traverso alla approvazione e attuazione di questo piano-miseria e piano-repressione brutale.
Ancora non c’è qui in Italia e in Europa la chiara percezione dell’importanza degli avvenimenti argentini, visti come lontani e “particolari”. Ed invece oggi il vasto movimento delle lotte contro la presidenza Milei, il FMI e gli oligarchi capitalisti e filosionisti che stanno dietro Milei ha una grande importanza politica per l’intera America del Sud, e ciò che ha peso in questo continente (o sud-continente che dir si voglia), ha un peso internazionale.
C’è in Argentina da mesi una fortissima tensione sociale. Gli scioperi nei più diversi settori del privato e del pubblico e la collera popolare sono in crescita. La lotta proletaria e popolare contro la presidenza Milei la sentiamo profondamente nostra, e invitiamo chi ci legge a seguirla con più attenzione e partecipazione.
Dall’Italia è arrivata immediatamente ai compagni del Partido Obrero e del Polo Obrero la totale solidarietà della TIR (Tendenza internazionalista rivoluzionaria) e del SI Cobas, a cui aggiungiamo, naturalmente, quella della redazione del Pungolo rosso e di Combat C.o.c. (Red.)
Il Partido Obrero denuncia l’irruzione nella sua sede centrale, e farà appello alla Corte Interamericana dei Diritti Umani perché le libertà democratiche in Argentina sono in pericolo.
Il Partido Obrero denuncia il raid avvenuto oggi presso la sua sede centrale in Bartolomé Mitre 2162, a Buenos Aires, come parte di un’escalation di persecuzione politica contro i settori dell’opposizione che rifiutano le politiche antioperaie e di austerità del governo nazionale e lottano contro di esse.
È pubblico e noto che il nostro partito è stato in prima linea nel denunciare il protocollo repressivo di Patricia Bullrich [il Ministro della Sicurezza], ha svolto un ruolo di primo piano nella manifestazione del 20 dicembre [l’anniversario della rivolta popolare del 2001], nel chiamare alle proteste contro la Legge Base [Ley de Bases/ Ómnibus], e per la sua partecipazione attiva nel sostenere e promuovere tutte le lotte popolari, da quelle guidate dal movimento Piquetero, alle proteste dei lavoratori, degli studenti e delle donne.
Poiché si tratta di un salto di qualità in questa persecuzione politica, ci rivolgeremo alla Corte Interamericana dei Diritti Umani per denunciare lo Stato Nazionale, comprendendo che sono in gioco le libertà democratiche garantite dalla Costituzione nazionale. Questa persecuzione si è intensificata, a partire dall’attacco del Presidente della Nazione contro i settori combattivi, ed in particolare contro Eduardo Belliboni [leader del movimento Piquetero], che ha invitato a far fuori in un post pubblicato nei suoi stessi social network. Poi, l’intimidazione per impedire la manifestazione del 20 dicembre, l’apertura della “Linea 134” per costruire denunce [alla polizia] contro il movimento piquetero, e infine quasi 30 raid e intercettazioni telefoniche contro il Polo Obrero, il FOL [Fronte delle organizzazioni sociali e delle assemblee territoriali] e i Barrios de Pie [mense popolari].
Il giudice ha accettato come parte querelante nel procedimento contro le organizzazioni dei piqueteros che ha innescato questa irruzione della polizia, nientemeno che il ministro del Capitale Umano, Sandra Petovello, che deve rispondere in tribunale degli scandalosi atti di corruzione di cui è direttamente responsabile, attraverso la firma di accordi fraudolenti con l’Organización de Estados Iberoamericanos (OEI) e, tra le altre cose, il rifiuto di base di distribuire il cibo che il Ministero possiede.
La perquisizione è stata effettuata con il presunto scopo di sequestrare documentazione di Editorial Rumbos e di cooperative di lavoro, che non operano a quell’indirizzo e che sono già state perquisite. Si tratta di una scusa maldestra, perché né il giudice né la Polizia Federale, che da settimane svolgono un lavoro di intelligence intorno agli uffici, ignorano che si tratta di un luogo pubblico e aperto, un vero e proprio centro di organizzazione per manifestazioni popolari di ogni tipo: dall’Encuentro Memoria, Verdad y Justicia per il 24 marzo [il movimento dei diritti umani contro il colpo di stato del 1976], ai lavoratori, al movimento piquetero, ai settori giovanili e femminili.
Pertanto, chiediamo di denunciare questo raid e convochiamo una conferenza stampa per domani 4 giugno 2024 nel nostro locale di Mitre 2162, alle ore 12.
Partido Obrero
Gabriele Solano
Romina Del Plá
Nestor Pitrola
Vanina Biasi
Guillermo Kane
Eduardo Belliboni
El Partido Obrero denuncia el allanamiento de su local central y se presentará ante la CIDH
Porque están en peligro las libertades democráticas en Argentina. Conferencia de prensa 4/6 a las 12:00 en Mitre 2162 (CABA).







