La “Regione della pace” va alla guerra, scegliendo come suo “asset strategico” il settore aerospaziale – che ci sia al governo il centro-destra o il centro-sinistra. La tesi centrale di questo dossier del Laboratorio politico OSA di Perugia, che molto volentieri pubblichiamo, è sostenuta da un’analisi quanto mai solida e convincente. Come per l’intera classe borghese italiana, anche per la classe dirigente umbra la guerra è una “possibilità”, una buona opportunità di “crescita” dell’economia regionale su montagne di cadaveri di sfruttati/e e di oppressi/e.
Il filo rosso che regge l’analisi è quello del disfattismo internazionalista: il primo nemico è in “casa nostra”! Come facciamo a non vederlo? Ecco perché questo testo è, come rivendica il collettivo che l’ha scritto, “prima di tutto una chiamata all’internazionalismo più schietto e sincero”, una chiamata alla lotta “contro le guerre, le ingiustizie e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e dell’uomo sulla natura”. (Red.)
Come Laboratorio Politico Osa/VDL abbiamo prodotto il documento intitolato “L’Umbria va alla guerra. Il ruolo della nostra Regione nella corsa al riarmo” con il quale vogliamo dare il nostro contributo sul tema del riarmo. La tesi di fondo è che il nemico di classe (la borghesia e tutto l’apparato statale e politico che la circonda) è molto più vicino di quanto si pensi, tant’è che proprio in Umbria molte tra aziende e consorzi si stanno arricchendo di fatto sulla pelle dei morti prodotti dalle guerre.
Condividiamo intanto questo nostro contributo sperando possa essere utile alle realtà che lottano contro questo sistema.
Leggilo qui: https://drive.google.com/file/

