Da “Bolzano antifascista” ci arriva questo testo che volentieri pubblichiamo.
Esso unisce all’invito a manifestare domani, 12 settembre, a Termeno contro l’asse politico Südtiroler Freiheit – Alternative für Deutschland, un’analisi dei fattori che hanno portato alla recente, larga vittoria elettorale dell’AfD nel Land Sassonia Anhalt, sostenendo a ragione che “la lotta contro neofascisti e neonazisti non può essere separata dalla critica ad un sistema economico che genera e normalizza guerre e genocidi. Un sistema che normalizza il razzismo e le politiche predatorie nei confronti dei paesi del Sud globale.”. Altrimenti siamo nel perimetro dell’ipocrita anti-fascismo democratico che non intende, e non è assolutamente in grado di mettersi di traverso alle forze neo-fasciste e neo-naziste con la sola arma che può fermarne l’ascesa in Germania e ovunque: la lotta di classe contro le guerre del capitale e lo sfruttamento del lavoro. (Red.)

Al nostro invito a partecipare alla manifestazione lanciata da numerose realtà provinciali uniamo una breve e certamente incompleta riflessione sui tempi che viviamo e sulla necessità di affilare l’analisi. In un momento storico in cui guerra, riarmo e genocidio diventano normali è necessario denunciare gli interessi politici ed economici che ne sono alla base.
Il 12 settembre il partito sudtirolese Südtiroler Freiheit ha invitato nel paese di Termeno Pascal Hohm, deputato nel Land Brandeburgo ed esponente di Alternative für Deutschland, il partito di estrema destra che ha recentemente vinto le elezioni nel land Sachsen-Anhalt. Hohm è presidente dell’organizzazione giovanile dell’AfD Generation Deutschland e giunge in Sudtirolo per saldare i già solidi legami con il partito di Sven Knoll in nome della comune identità tedesca (Volksdeutsche) ed europea, nella loro propaganda minacciata dall’immigrazione e dal rischio di “sostituzione etnica”.
Ma altri fattori hanno contribuito a far maturare il risultato nel land orientale tedesco: crisi sociale, declino industriale, guerra per procura contro la Russia e il malessere storico della Germania dell´est, mai davvero risolto dopo la riunificazione.
Se una buona parte della popolazione della Sassonia ha deciso di votare AFD la spiegazione non può essere cercata solo nella radicalizzazione in senso razzista della popolazione anche se questo “sentimento” è stato scientificamente coltivato e legittimato dall’alto.
In Germania Merz è espressione politica dei grandi fondi finanziari mentre i partiti della sinistra di governo – Verdi e SPD – sono copromotori del più grande programma di riarmo della storia tedesca dal 1945 ad oggi e sono strenui sostenitori di Israele nel mettere in atto il genocidio del popolo palestinese. La subalternità della sinistra alle logiche neoliberiste e guerrafondaie ha contribuito a fare perdere ulteriore credibilità agli occhi dei proletari che pagano sulla propria pelle le politiche del capitale.
Dall’altra parte i fascisti rimangono sempre fascisti: arroganti, spregiudicati e capaci di sfruttare le contraddizioni del tempo, abili nel dire tutto e il contrario di tutto ma sempre legati a doppio filo con i padroni di cui alla prova dei fatti sono i più fedeli servitori e garanti.
Lo vediamo in Italia con il governo degli influencer Meloni-Salvini impegnati da 4 anni a utilizzare il codice penale e lo slogan della sicurezza per fare propaganda sulla pelle dei piú deboli e poveri. Di fronte alla mancanza di case, salari decenti e una sanitá accessibile a tutti questi sciacalli hanno aumentato fino al 5% del Pil la spesa militare, togliendo risorse a scuola e servizi sociali.
Oltre a ció, di decreto sicurezza in decreto sicurezza, hanno trasformato l’Italia in uno Stato di polizia introducendo una quantità infinita di nuovi reati con l’obiettivo di restringere la libertà di manifestare e di esprimere il dissenso, criminalizzando il conflitto sociale e trasformando le proteste popolari in un problema di polizia.
Di fronte all’inconsistenza di una sinistra incapace di parlare alla parte più povera della società i fascisti hanno gioco facile nel far circolare il veleno del rancore razzista, riuscendo così ad indirizzare la rabbia sociale verso il basso, verso chi sta peggio e non verso ultramiliardari troppo lontani che con un tweet possono condizionare la vita e il dibattito di un intero paese. Nel deserto digitale/sociale e nella spoliticizzazione di massa vediamo proliferare influencer diffondere idiozie e costruire nemici a buon mercato e quindi a raccogliere follower che credono a veri e propri deliri. In questo processo di dissociazione di massa succede quindi che lavoratori e proletari votino Trump (e quindi Musk, Kushner, Zuckerberg, Bezos ecc.) credendo di andare così contro le èlite. Lo stesso schema si ripete in Europa.
Dagli Stati Uniti il padrone americano/sionista detta la linea alla politica europea identificando nemici da colpire e sanzionare: da Francesca Albanese al collettivo Autistici/Inventati fino a Palestine Action. I governi europei – dai liberali ai neofascisti .- in silenzio obbediscono e fanno propria la propaganda maccartista e guerrafondaia degli psicopatici criminali al potere a Washington, complici attivi del più grande orrore della nostra epoca, il genocidio del popolo palestinese, oltre che dell’infame guerra di aggressione contro l’Iran e degli attacchi imperialisti contro Cuba e Venezuela.
L’odio verso gli immigrati, gli zingari e in generale verso la parte più povera della società viene incoraggiato dall’alto mentre ogni forma di lotta sociale dal basso viene ferocemente repressa e criminalizzata dalle questure in maniera preventiva. Ultramiliardari come Elon Musk, Peter Thiel e Donald Trump diffondono falsità razziste mentre Salvini, Vannacci e Meloni strumentalizzano casi di cronaca per distrarre la popolazione. Gli algoritmi dei giganti social della Silicon Valley censurano le critiche contro la guerra e il genocidio mentre favoriscono la diffusione di fake news razziste e xenofobe condizionando cosí campagne elettorali e il pensiero delle masse, che pensano e votano sempre piú in base ai condizionamenti operati da queste entitá fuori controllo.
Una delle parole d’ordine che attraversa e accomuna questo arcipelago di neofascisti e neonazisti a livello transnazionale è la Remigrazione, una proposta il cui obiettivo reale consiste nella volontà padronale di imporre condizioni di maggiore sottomissione ai lavoratori immigrati, che sarebbero cosí costantemente minacciati dal rischio di espulsione o ritiro della cittadinanza. Una proposta che facilita lo sfruttamento della manodopera straniera e che rende per loro sempre più difficile, se non impossibile, fare rispettare i propri diritti senza correre il rischio di venire identificati come pericolosi o facinorosi.
Forti del vento reazionario che tira dagli Stati Uniti e dalla Germania oltre ai soliti servi leghisti e fratelli d´Italia vediamo anche consiglieri provinciali come Anderlan e Knoll che mostrano il proprio vero volto iniziando a stilare liste di proscrizione di organizzazioni e associazioni sudtirolesi “non tradizionali” che a loro dire vanno a incrinare l’unità del gruppo etnico tedesco. Forme di intimidazioni politiche non nuove ma che in un quadro generale di questo tipo, in cui gli Stati Uniti criminalizzano l´antifascismo, assumono un significato diverso, piú pesante.
Sulle relazioni fra fascisti e padroni il caso del neofascista Vannacci è emblematico. Siamo di fronte a un militare appoggiato e indirizzato dallo stratega della destra americana Steve Bannon (legato e Trump e al finanziere Epstein) e trasformato in politico a tavolino, nei salotti televisivi, pompato quotidianamente da televisioni, giornali e algoritmi con l’obiettivo di spostare sempre più a destra il baricentro del governo e del dibattito. Invitato come relatore a corsi di formazione per la polizia ed al recente Forum di Cernobbio, in pochi mesi è diventato subito un interlocutore affidabile per il potere che conta in vista di un futuro governo in cui potrebbe avere un ruolo centrale nella futura transizione verso forme di democrazia sempre piú autoritarie, in cui l´applicazione di modelli di intelligenza artificiale alla sorveglianza e repressione di massa si unirebbe alla cancellazione di ogni forma di dissenso politico che proviene dal basso.
Di fronte a questo quadro in cui la deriva verso la guerra e lo stato di polizia è già realtà dobbiamo chiederci quale sia l’antifascismo di cui abbiamo bisogno e di come debba essere legato alle lotte e ad una critica generale verso il sistema che ha generato questo cancro politico.
La lotta contro neofascisti e neonazisti non può essere separata dalla critica ad un sistema economico che genera e normalizza guerre e genocidi. Un sistema che normalizza il razzismo e le politiche predatorie nei confronti dei paesi del Sud globale. I diritti valgono per tutti o non valgono per nessuno.
COSTRUIAMO SOLIDARIETA’ LADDOVE VORREBBERO SOLITUDINE E ISOLAMENTO
DIFFONDIAMO CONOSCENZA E INCONTRI LADDOVE CI VORREBBERO IGNORANTI E SOLI
NON C´È ANTIFASCISMO SENZA LOTTA DI CLASSE
NON C´È ANTIRAZZISMO SENZA LOTTA CONTRO GUERRE E SFRUTTAMENTO

