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La strage di lavoratori e lavoratrici, e la demagogia di Mattarella&Meloni

Carlo Soricelli, il cocciuto, meritorio promotore (in solitario) dell’Osservatorio di Bologna morti sul lavoro, non ha particolari doti di vignettista satirico (immaginiamo lo riconosca).

Ma con questo suo disegno mette in luce la nobile gara tra due settori del capitale, l’agricoltura e i trasporti (e i relativi ministri al loro servizio, Lollobrigida e Salvini) nel battere record su record di morti sul lavoro.

Il dato è questo: 4 morti al giorno. Un dato, però, quanto mai incompleto perché un Osservatorio basato esclusivamente sul lavoro volontario e solitario, per quanto oculato, non è in grado di avere informazioni complete su un paese che ha milioni di imprese. E soprattutto perché i dati forniti da Soricelli non comprendono l’ingente numero di lavoratori e lavoratrici che ogni anno muoiono per una malattia professionale.

Il dodicesimo Rapporti INAIL-Regioni sulle malattie professionali è ricchissimo di tabelle, ma manca in esso la cosa essenziale: la stima di quanti/e siano i lavoratori e le lavoratrici che ogni anno muoiono in conseguenza di malattie contratte sul lavoro a causa delle malsane condizioni di lavoro imposte dai capitalisti, favorite dai governi dei vari colori al loro servizio e tollerate passivamente dalle centrali sindacali maggioritarie. Tanto per avere un ordine di grandezza di riferimento, basti considerare che tra il 2021 e il 2022 ci sono state 6 milioni e 11.678 segnalazioni di malattie professionali

I reali morti sul lavoro e di lavoro salariato capitalistico sono quindi enormemente di più dei numeri forniti dall’Osservatorio di Bologna.

Ecco perché risulta insopportabile sentire Mattarella affermare: “La sicurezza sul lavoro resta un impegno, un dovere, che non consente rinunce o distinguo”. Costui è lo stesso che ha controfirmato il Jobs Act dopo il quale le morti sul lavoro sono cresciute del 43%!! Lo stesso che ha firmato senza battere ciglio tutti i decreti legge e le leggi ferocemente anti-operaie del governo Meloni, a cominciare dalle nuove disposizioni sugli appalti!!

Non meno insopportabile – per noi – è sentire la Meloni vantarsi del “Pacchetto Primo Maggio” con cui ha regalato circa 1 miliardo ai padroni favorendo così un’ulteriore espansione del lavoro sottopagato, fonte strutturale di infortuni e morti dul lavoro.

Quanto ai bonzi sindacali di CGIL-CISL-UIL, sono capaci oramai di trangugiare di tutto come fosse acqua fresca di fonte. Sono interamente complici dell’ininterrotto peggioramento delle condizioni di lavoro all’origine di questa strage infinita, che la classe lavoratrice sta subendo finora, salvo eccezioni, passivamente. Più tarderà a svegliarsi, peggio sarà. (Red.)

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REPORT MORTI SUL LAVORO 2026

Osservatorio di Bologna morti sul lavoro

📊 IL BILANCIO IN TEMPO REALE

Morti sui luoghi di lavoro al 2 maggio: 341 vittime. Aprile drammatico con 103 morti sui luoghi di lavoro che diventano 138 con i morti in itinere e in categorie non conteggiate da nessuno e che lavorano sulla strada.
Totale lavoratori e lavoratrici morti, con i morti “In Itinere” al 2 maggio: 481 vittime (parziale).
Media 2025: Ogni 24 ore sono morti 3,95 lavoratori (sabati e domeniche inclusi).
Il dato politico: Al 28 aprile 2026 si registra un piccolo calo del 4,1% rispetto al 2025 , ma resta un numero drammatico, considerando che il 2025 è stato l’anno più nefasto nei 19 anni di monitoraggio dell’Osservatorio.

🚜CATEGORIE A RISCHIO (Dati 2026 vs 2025)
Morti nel 2026 (parziale) Morti nel 2025 (totale)

Categorie

Schiacciati da trattore 41 (144)
Autotrasportatori 58 (169)
Karoshi (superlavoro) 24 (111)
Infortuni domestici 30 (81)
Taglialegna 18 (21)

Vittime fragili: ultra-sessantenni e ultra-settantenni 118, rappresentano il 33% di tutti i morti sui luoghi di lavoro, e questo grazie alle leggi “porcate” che hanno allungato l’età per andare in pensione anche a chi svolge lavori pericolosi, per sé e per gli altri come gli autotrasportatori
66 lavoratori immigrati regolari.

Genere: Le donne muoiono meno sui posti di lavoro, ma quasi quanto gli uomini in itinere per lo stress tra lavoro e famiglia. L’ultimo caso proprio ieri: Cinzia Macchioni di 64 anni è morta in itinere mentre
tornava a casa a piedi: è stata investita da un automobilista.

⚖️ LE CAUSE POLITICHE (Perché i morti aumentano?)

  1. Jobs Act (2015): dall’abolizione dell’Art. 18, l’aumento dei morti è stato del 43%.
  2. Appalti a cascata (2023): la legge Salvini ha causato un +15% di decessi, specie in edilizia.
  3. Legge Fornero: ha costretto al lavoro persone anziane in mansioni pericolose senza distinzioni.
  4. Subappalti folli: il caso Esselunga (Firenze) con 5 morti e 56 aziende coinvolte in un solo cantiere.
  5. 3 delle ultimi 6 stragi sono state in aziende a partecipazione statale: Brandizzo (ferrovie) – Suviana (Enel) – Cavenzano Eni.
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