La nuova agghiacciante strage di operai avvenuta questa notte a Brandizzo sulla linea Milano-Torino dove hanno perso la vita cinque lavoratori impegnati nella sostituzione di alcune rotaie, porta oggi alla ribalta per un attimo un fenomeno strutturale davanti al quale tanti, anche nella cd. sinistra di classe, restano totalmente indifferenti (per non parlare dei bonzi sindacali): il continuo aumento dei proletari e dei lavoratori caduti sul lavoro a causa dell’indefinito peggioramento delle condizioni di lavoro, della violazione di tutte le norme più elementari di sicurezza, degli straordinari a raffica, dell’incremento dei lavoratori molto anziani e – naturalmente – della completa latitanza dei sindacati confederali ormai del tutto proni alle decisioni aziendali, quali che siano i rischi e i danni che comportano per i lavoratori. Per la strage di Brandizzo si parla, al momento, di “difetto di comunicazione” e, chi sa, si troverà il singolo o la singola dipendente su cui far cadere integralmente la colpa dell’eccidio. Ma sta di fatto che lo spezzettamento – a fini di profitto – di tutta l’attività ferroviaria in società differenti e nella consueta catena di appalti e sub-appalti che appesta ormai tutti i settori di attività ha creato il terreno favorevole per simili “incidenti” da “difetti di comunicazioni”, oltre che per una illimitata intensificazione dello sfruttamento del lavoro e della precarietà.
Per quanto sta a noi, non ci stancheremo di richiamare i compagni, le compagne, le lavoratrici e i lavoratori combattivi alla necessità di reagire in modo organizzato a questa strage e alle sue cause, che hanno la loro matrice nel carattere sempre più feroce e distruttivo del capitalismo decadente nella sua guerra senza quartiere al lavoro salariato per cavarne quanto più valore possibile (altro che fine della legge del valore!).
Rilanciamo qui un nuovo comunicato del compagno Carlo Soricelli, curatore dell’Osservatorio nazionale morti sul lavoro, e torniamo a segnalare la preziosa attività, finora molto sottovalutata, della Rete nazionale Lavoro sicuro, promossa dal SI Cobas, con il coordinamento di Vito Totire e Francesco Cappuccio. (Red.)
Sono a darvi i grafici con la situazione dei morti sui luoghi di lavoro (esclusi i morti in itinere, andando al lavoro o tornando dal lavoro) al 28 agosto del 2023, comparati con lo stesso giorno del 2008 e del 2022. Nel 2023 c’è uno spaventoso aumento dei morti sui luoghi di lavoro dei lavoratori con più di 60 anni, quasi tutti senza assicurazione e non monitorati da INAIL che non li assicura.


Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro
