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Morti sul lavoro: è il 20 novembre 2024, o il 20 ottobre 1907? – Osservatorio nazionale morti sul lavoro

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio nazionale morti sul lavoro curato a Bologna da Carlo Soricelli. Con un’immaginazione un po’ situazionista, il compagno data “Oggi, 20 ottobre 1907” a voler significare che si sta tornando sempre più brutalmente indietro ai tempi del proto-capitalismo. Ed in effetti l’ultimo capitalismo sta recuperando molte delle forme di super-sfruttamento caratteristiche del primo capitalismo. (Non a caso Ricardo Antunes ha avvicinato il lavoro uberizzato, da finti lavoratori autonomi, al lavoro femminile a domicilio dei primi tempi dell’accumulazione capitalistica.)

Nei giorni in cui un cumuletto di spazzatura di nome Valditara accolla perfino i femminicidi agli immigrati (pur essendo il 93,8% di essi compiuti da italiani), schiaffeggiato dalla sorella di Giulia Cecchettin, l’Osservatorio fa bene a notare che quasi la metà dei morti sul lavoro – da capitale – sono immigrati albanesi.

La nota di Soricelli, infine, contiene un appello alla sottoscrizione per la realizzazione di un filmato sull’attività dell’Osservatorio. (Red.)

Oggi, 20 ottobre 1907, assistiamo alla morte di 13 lavoratori, 4 ieri (19 novembre) e oggi altri 9. Sì, siamo tornati agli anni della prima industria: lavoro nero, precariato, vecchi costretti a lavorare per le magre pensioni, per aiutare figli e nipoti, perché perdono il lavoro in tarda età, per il continuo allungamento dell’età per andare in pensione anche se svolgono un lavoro pericoloso.

Ieri tre giovani, tutti e tre con figli, lavoravano in nero in un tugurio, e maneggiavano esplosivo per creare fuochi d’artificio senza nessuna protezione, morti nella stesse modalità della famiglia Colle, dove in provincia di Rieti l’anno scorso persero la vita padre e due figli. Sono morte così le due madri di 24 anni, Sara e Aurora Esposito, tutte e due con due figli piccoli da sfamare, così come era già padre di un bambino di pochi mesi Samuelm Tafciu; ma nello stesso giorno nell’esplosione,  a Torino è morto Fatmir Isufi, travolto dal carico di una gru: ha sacrificato la sua vita per salvare il figlio che lavorava con lui, spingendolo lontano.

Oggi, 20 novembre, una donna è morta guidando un furgone sull’A4 rimanendo schiacciata tra due TIR. Un altro vecchio, Marino Gazzolo di 69 anni, è morto cadendo da un’impalcatura in provincia di Treviso. Ma altri sono morti in Sicilia, in Friuli Venezia Giulia (una donna), un’altra auto trasportatrice nel padovano, altri due autotrasportatori in Basilicata, altri due nel napoletano, un 22enne muore travolto dal treno dopo un turno di 10 ore. Cinque di questi morti sono albanesi.

Stiamo raccogliendo fondi per il film sull’Osservatorio “Io conto i morti”, con raccolta fondi dal basso, anche pochi euro servono, se siete in tanti a fare un piccolo versamento.

Ecco il link  https://sostieni.link/36551 

https://www.produzionidalbasso.com/project/io-conto-i-morti-l-osservatorio-nazionale-di-bologna-morti-sul-lavoro-di-carlo-soricelli

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