In un post di qualche giorno fa, Ahmad M. Shakakini [ http://www.osservatoriosullalegalita.org/24/acom/11/03shakagaza.htm ] dava una notizia di un certo interesse:
“L’editore del quotidiano israeliano Haaretz ha chiesto ieri a Londra sanzioni contro il regime israeliano, accusandolo di praticare “una crudele apartheid” contro il popolo palestinese, una “pulizia etnica” e una “seconda Nakba”. Nella sua dichiarazione l’editore israeliano definisce “combattenti per la libertà” quelli che Israele chiama terroristi.
“Posizioni queste di un editore ebreo israeliano hanno suscitato l’ira del governo israeliano: il ministro dell’Interno ha deciso di interrompere pubblicità e ogni cooperazione con il quotidiano Haaretz. E il ministro della giustizia israeliano ha ordinato di promulgare una legge che prevede 20 anni di carcere per gli israeliani che chiedono sanzioni contro Israele.
“Sono posizioni che evidenziano la scandalosa copertura filoisraeliana e USA di editori e media occidentali complici del genocidio. L’enorme crimine dell’Occidente nella guerra di Gaza e in Libano è bidimensionale: non è solo la piena partecipazione (di tutti i paesi della NATO) al genocidio, ma anche la soppressione della parola e delle libertà di critica all’apartheid israeliano. (…)
“Le posizioni dell’editore di Haaretz inoltre sono molto più avanzate di quelle di forze politiche e sociali italiane che condizionati da letture vecchie di 30 anni sul Movimento di Liberazione Nazionale Palestinese e condizionati dall’islamofobia dilagante in Occidente, hanno posizioni simili a quelle del regime genocida israeliano sui combattenti per la libertà palestinese.
“La soluzione “due stati due popoli” portata avanti da 30 anni, solo ipocritamente a parole, dagli Stati Uniti, dai governi europei e dai regimi arabi reazionari degli “accordi di Abramo”, oltre ad essere ormai impraticabile per via degli insediamenti illegali costruiti proprio là dove sarebbe dovuto nascere lo stato palestinese, costringe i palestinesi, in cambio, a dover riconoscere uno stato terrorista, genocida, coloniale e razzista.”
Senonché, neppure il tempo di registrare questa notizia interessante, che ne arriva un’altra di segno contrario: la redazione di Haaretz (composta di giornalisti “liberali”…) contesta l’editore: come ti sei permesso di definire “combattenti per la libertà” i “terroristi palestinesi”? Mezza marcia indietro di Amos Schocken: non mi riferivo ad Hamas. Ma neppure questo basta ai redattori “liberal”… non doveva permettersi di dare questo riconoscimento ai combattenti palestinesi in genere! Evidentemente la libertà è, per principio, un attributo dei colonizzatori. Potete seguirne lo sviluppo di questa vergognosa contestazione in un articolo di Infopal
E’ di oggi – ci è appena arrivata – un’altra segnalazione : The Jerusalem Post dà notizia dell’approvazione di una legge che concede al ministro dell’Interno la potestà, a seguito di un’udienza, di ordinare l’espulsione dal territorio di Israele (dal territorio che Israele considera proprio) di un membro della famiglia di un “terrorista”, di un combattente per la liberazione della Palestina, si tratti del padre, della madre, del fratello, del figlio, del coniuge o del convivente…
https://www.jpost.com/breaking-news/article-827931
No comment.

