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Cosa sta succedendo a chi lotta contro la guerra e per la Palestina? – Laboratorio politico Iskra

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Abbiamo scritto un messaggio in cui proviamo a spiegare sinteticamente quanto successo a livello repressivo, a 4 compagni tra Si Cobas, Iskra e Disoccupati 7novembre, questa settimana.

Per chi volesse, abbiamo caricato anche un video che raccoglie le voci della conferenza stampa di ieri fuori la sede napoletana della RAI.

LE VOCI DALLA CONFERENZA STAMPA DI IERI: LIBERI DI LOTTARE CONTRO LA GUERRA!

COSA STA SUCCEDENDO IN QUESTI GIORNI PER CHI LOTTA CONTRO LA GUERRA E PER LA PALESTINA?

Mercoledì mattina 4 compagni tra Iskra, Si-Cobas e 7 novembre sono stati svegliati dai carabinieri e portati in questura per la notifica di una ordinanza cautelare che prescrive l’obbligo di firma presso gli uffici di polizia 3 volte la settimana.

L’obbligo di firma è una misura cautelare, ovvero un provvedimento limitativo della libertà personale adottato dal giudice prima della emissione di una sentenza e dell’accertamento di una eventuale responsabilità penale. La legge prevede tante e diverse misure cautelari, che servono a scongiurare eventuali fughe, inquinamento di prove oppure la possibilità dell’indagato di compiere altri reati.

Nel nostro caso, sono state applicate su richiesta del Pubblico Ministero incaricato delle indagini sui fatti del 13/02 presso la Rai di Via Marconi: in quell’occasione il presidio fu caricato violentemente dalla polizia, che ha ferito e lesionato numerosi compagni.

Le immagini di quella violenza hanno fatto il giro del paese e circolato sui media, e iniziative come quella di Napoli si sono moltiplicate in tutta Italia.

In relazione ai fatti di quel giorno sono partite indagini per resistenza, lesioni e danneggiamento nei confronti di (minimo) 18 persone, molti appartenenti all’area Iskra, Si-Cobas, 7 novembre, ma anche di altre strutture della città.

PERCHE’ DEI 18 INDAGATI, GLI OBBLIGHI DI FIRMA SONO STATI APPLICATE SOLO A 4 COMPAGNI NOSTRI?

Il pm ha chiesto al giudice l’applicazione a 18 degli indagati della misura del divieto di dimora nella regione Campania. Una misura sproporzionata e profondamente afflittiva, che il giudice ha rigettato. Questo, infatti, ha ritenuto sussistente l’esigenza cautelare rispetto al pericolo di commissione di ulteriori reati soltanto nei confronti di 4 persone, e ha ritenuto soddisfatte queste esigenze dalla più “tenue” misura dell’obbligo di firma.

Gli argomenti sui quali il Gip fonda la decisione sono però basati su eventi distinti da quelli contestati alla rai. Determinante, secondo il giudice, è il fatto che quest 4 compagn risultano indagati per altri reati simili commessi in un’altra occasione, ovvero il presidio di dieci giorni successivo fuori la sede della Leonardo Spa al Fusaro del 23/02. Nell’ordinanza è riportato che a seguito di quella iniziativa sono partite altre denunce e altre indagini per i reati di violenza privata e danneggiamento, di cui non possiamo sapere ancora niente.

PER QUALI MOTIVI STAVAMO MANIFESTANDO?

Le due manifestazioni coinvolte nell’indagine riguardavano la lotta in solidarietà al popolo palestinese, massacrato da 9 mesi dall’operazione genocida del governo israeliano, e in particolare alla censura posta dalla RAI a chi dal palco di Sanremo chiese lo stop dei bombardamenti e la fine della guerra. La manifestazione alla Leonardo invece condannava l’invio delle armi, per l’opposizione ad ogni guerra e alle politiche di guerra che impongono sacrifici economici in cambio della necessità dei signori delle armi di partecipare ai conflitti bellici sempre più in aumento.

Si prova in tutti i modi a silenziare e reprimere chi si oppone ai piani dei governi di tutto il mondo che stanno portando sempre di più la popolazione globale in guerra. Siamo consapevoli di essere dalla parte giusta della storia e per questo continueremo ad opporci a tutto questo. È una necessità che deve riguardare sempre di più tutte e tutti noi.

COSA POSSIAMO FARE IN QUESTO MOMENTO?

In generale è sempre più necessario attivarsi contro la guerra e le conseguenze economiche delle politiche dei vari governi che penalizzano chi già vive condizioni difficili: dobbiamo organizzarci e cambiare tutte le cose che non vanno, non possiamo restare indifferenti e immobili.

Per finire, è importante sostenere, per chi può, le spese legali perché questo permette agli imputati di continuare la difesa sul piano giuridico.

CONTRO LE GUERRE IMPERIALISTE – AL FIANCO DEL POPOLO PALESTINESE

GIÙ LE MANI DA CHI LOTTA – TOCCANO UNO/A, TOCCANO TUTTI/E

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