Quella di venerdì 19 dicembre sarà probabilmente la seduta conclusiva del processo intentato dallo stato italiano, nelle persone fisiche di Anan Yaeesh, Ali e Mansour, alla resistenza palestinese – un processo che dice fino a che punto estremo è arrivata la complicità dello stato italiano con la macchina di distruzione e di morte sionista. Per questo è di particolare significato la partecipazione al presidio che si terrà sabato a L’Aquila.
Nel giorno in cui possiamo festeggiare l’uscita di Mohamed Shahin dal CPR di Caltanissetta, torniamo a gridare: libertà per Anan Yaeesh, Ali Irar, Mansour Doghmosh e per tutti i detenuti e militanti accusati di solidarietà con il popolo e la resistenza palestinese.

