Ha aperto le danze Mattarella che dopo due anni si è accorto della disumanità di ciò che accade in Palestina. Anche in questo caso le fintopposizioni contribuiscono a creare attorno alla sua figura un’aura di nobiltà, di savia imparzialità dietro la quale si nasconde il suo contrario: l’ipocrisia di stato, parziale e faziosa. Vi si aggrega subito il PD insieme alle sue alette implumi e Bonelli che, dimentico degli insulti lanciati l’anno scorso contro le manifestazioni dei palestinesi in Italia, invita tutti in piazza per il 7 giugno.
Con queste premesse c’è poco da sperare che questa manifestazione porti qualche giovamento alla causa palestinese. Né depongono meglio le precedenti posizioni del PD, del M5S, di Avs che esprimono la connivenza di chi non ha mosso un dito a sostegno della causa della liberazione del popolo palestinese. Anzi! Mai una volta che il PD abbia ricordato che Israele non ha mai rispettato alcun accordo fissato in sede internazionale: nemmeno gli accordi separati di pace con Egitto e Giordania; nemmeno gli accordi di Oslo, pur essendo questi del tutto svantaggiosi per i palestinesi. Le direzioni israeliane, da sempre saldamente nelle mani di oltranzisti di destra, hanno respinto ogni possibile soluzione che fosse in contrasto con la finalità di spingere i progetti di colonizzazione fino alle estreme, e più illimitate, conseguenze.
La sistematica violazione degli accordi, e perfino quella delle tregue temporanee, hanno sempre mostrato con chiarezza le intenzioni del sionismo di occupare tutta la Palestina e di portare a termine il progetto della Grande Israele. Quanto alle ricorrenti guerre per l’occupazione dei territori palestinesi e alla riduzione di questi a campi di concentramento a cielo aperto, nemmeno a parlarne. NO, per il PD tutto era pacifico, tranquillo e rispettoso dei diritti umani, dal ’47 e fino al 7 ottobre del 2023. Fino a quel fatidico giorno l’esercito israeliano non era mai entrato a Gaza abbattendo case, distruggendo orti e uliveti dei palestinesi. Fino ad allora non aveva mai arrestato ragazzi e donne, non aveva mai ucciso bambini tra le braccia dei genitori magari mirando direttamente alla testa; non aveva mai azzoppato giovani; non aveva ucciso medici e giornalisti. I muri di sei metri d’altezza eretti per impedire le evasioni da Gaza non sono mai apparsi nelle foto della stampa di questi sinistri per caso: niente di niente, nemmeno una condanna delle azioni dei coloni, armati ed addestrati dall’esercito israeliano, che molto prima del 7 ottobre irrompevano quotidianamente a Gaza, entravano nelle case dei palestinesi, le distruggevano, incendiavano le colture, disperdevano le piccole greggi che garantiscono un minimo di sussistenza a popolazioni ridotte alla fame da un assedio sempre più soffocante in atto da 17 anni.
Per il PD ed i suoi soci elettorali tutte le sofferenze dei palestinesi sono dovute alla reazione di Hamas. E siccome il PD è una forza parlamentare, istituzionale e ragionevole, finge di non sapere che gli appetiti dei colonialisti se ne sono fregati bellamente anche delle elezioni vinte da Hamas nel 2006. Anzi, l’assedio e le più sanguinarie operazioni contro la popolazione di Gaza sono nati proprio per punirla di un esito elettorale non gradito dai colonizzatori.
Siccome i paesi democratici e gli Usa, il più democratico di tutti, non erano d’accordo con gli esiti di quella elezione, decisero di non riconoscerne i risultati, e mentre facevano piovere sanzioni su Gaza, l’estrema destra sionista lanciava pubblicamente inviti a risolvere il problema con omicidi mirati dei parlamentari eletti nelle liste di Hamas, in coerenza con lo spirito di quello che gli opportunisti di ogni ordine e grado definiscono il più democratico degli stati mediorientali.
E qui sta un’altra delle menzogne spudorate su cui marciano il PD e l’ineffabile Mattarella: il governo Netanyahu sarebbe l’unico colpevole di tutte le “esagerazioni” e dei “danni collaterali” degli attacchi israeliani a Gaza – da cui si ricava che sostituendo il folle assetato di sangue si risolvono i problemi. E si ritorna d’incanto alla moderazione, vale a dire, al massacro graduale senza tanto scalpore e senza “eccessiva” ferocia esibita davanti agli occhi del mondo. Il ritornello è assillante: Netanyahu, Netanyahu, Netanyahu eccede, e Hamas terrorista, un po’ come gli opposti estremismi di moda qualche anno fa, ma in cui – da parte del PD e dei suoi soci in affari – è sempre dalla parte di Hamas, e cioè della resistenza palestinese, che pende la bilancia della colpa.
Senonché nessuno più, tranne la “sinistra” nostrana, crede che i bombardamenti di Israele su ospedali e scuole sono fatti perché in quei luoghi si nascondevano capi di Hamas. Anche questo è uno stanco ritornello al quale centinaia di migliaia di giovani e proletari in tutto il mondo non credono, e che denunciano come falso ed ipocrita. Le loro manifestazioni, ancorché represse o proibite, le vessazioni su singole persone che espongono la bandiera palestinese hanno sortito alcuni effetti, hanno portato alla ribalta una lotta che è diventata simbolo degli oppressi in rivolta, hanno restituito voce alla ribellione all’ingiustizia.
E così, l’ultimo giorno della campagna per i referendum la “sinistra” – ma sarebbe ora di trovare un altro termine per designare questa cricca – si sveglia e, a massacro avvenuto, dopo che non è rimasto in piedi un solo muro delle case in vastissime aree di Gaza, va a manifestare perché finiscano gli “eccessi” e, magari, finisca anche il massacro, ma senza muovere un solo passo concreto in questa direzione. E, naturalmente, senza farsi mancare di ripetere all’infinito i suoi anatemi contro Hamas, gli stessi identici dei sionisti.
Quanto alla manifestazione del duo Renzi-Calenda, il suo obiettivo sarebbe quello di chiedere di fermare il massacro dei palestinesi ma – dicono – bisogna stare attenti a non favorire con ciò l’antisemitismo, per cui dev’essere messa sempre in primo piano la dura condanna di Hamas che professa la distruzione dello stato d’Israele. Secondo il duo, la manifestazione di PD e cespugli è tutta dalla parte dei palestinesi (cosa !!??), e invece bisogna tener conto anche delle ragioni di Israele, col che si dimostra che Ponzio Pilato era un dilettante a confronto di Renzi e Calenda.
Dal momento che gli obiettivi e l’impostazione di fondo di questa manifestazione non sono affatto distanti da quella dei sinistri del giorno successivo, non si capisce perché non siano confluiti in un’unica data. Sembra che si tratti, per Renzi e Calenda, di volersi riunificare e di volersi misurare in vista delle intenzioni del governo di intervenire sulla legge elettorale in vigore, il Rosatellum. Il Sole24 ore dà per certo che ci sia una finalità elettorale, dato che i due partiti sfiorano a stento il 3%, e sarebbero i sicuri esclusi dal prossimo parlamento nel caso in cui il governo mettesse mano ad una legge elettorale con sbarramento, appunto, del 3% ma senza quei collegi uninominali che hanno consentito l’elezione di candidati dei partiti minori. Ecco spiegato perché i due scendono in piazza insieme, e in altra data rispetto al PD, portandosi dietro i renziani che sono rimasti nel PD apposta per fare azione di disturbo: da Guerini a Sensi, non dimenticando l’israeliano di sinistra (così si è autodefinito!) e ladro di profumi di élite, Fassino.
Ora è un po’ più chiaro perché sono così interessati alla questione palestinese?
Nessuna illusione, dunque, sulle intenzioni dei parlamentari italiani di centro-sinistra di allontanarsi in modo reale dalla linea politica dei governi Usa, del governo delle destre, della Commissione Ue, sul sostegno ora e sempre prioritario allo stato colonialista, suprematista, razzista di Israele. Ad onta delle chiacchiere, la tutela dei “diritti di Israele” ad esistere e ad esistere in sicurezza è quello supremo, salvo solo che questi diritti non disturbino eccessivamente i propri affari economici ed elettorali. Dopotutto, benché molto passivo, c’è nella società italiana un diffuso rigetto verso i crimini che sta commettendo lo stato sionista a Gaza e in Cisgiordania – perché non profittarne? (vedi nota 1)
Che squallore.
P. S. – Un’eccellente sintesi della stretta “amicizia” storica con Israele dei promotori delle manifestazioni del 6 e 7 giugno è in questo volantino del Collettivo Hurriya distribuito nei giorni scorsi a Pisa.

Nota 1
Secondo l’ultimo sondaggio YouGov, il sentimento pubblico nei confronti di Israele è sceso ai minimi storici in tutta l’Europa occidentale. Meno del 20% degli intervistati in sei paesi chiave ha espresso un’opinione positiva del Paese.
Il sostegno a Israele è diminuito drasticamente dall’inizio del monitoraggio nel 2016: Germania (-44), Francia (-48) e Danimarca (-54), Italia (-52) e Spagna (-55), i numeri rimangono ai livelli minimi registrati per la prima volta nel 2021. Persino nella Gran Bretagna, tradizionalmente più filo-israeliana, il tasso di favore netto si attesta a -46, appena al di sopra del minimo storico di -49.
In generale, solo il 13-21% delle persone nei paesi intervistati ha un’opinione positiva su Israele, mentre il 63-70% esprime un’opinione negativa. Alla domanda se le azioni di Israele a Gaza siano giustificate, solo il 6% degli italiani e il 16% dei francesi hanno risposto affermativamente, in netto calo rispetto allo scorso ottobre. Nel Regno Unito, solo il 12%.
Nel frattempo, una parte considerevole degli intervistati – che va dal 29% in Italia al 40% in Germania – ritiene che Israele, pur avendo il diritto di agire, abbia esagerato, causando un numero inaccettabile di vittime civili. In Gran Bretagna, questa opinione è condivisa dal 38% degli intervistati. Inoltre, tra il 12% (Germania) e il 24% (Italia) ha affermato che Israele non avrebbe mai dovuto entrare in territorio palestinese, in primo luogo.

