Un blog per chi ama la lotta e sogna la rivoluzione

Venerdì 3, sabato 4 ottobre: altre due grandi giornate di lotta per la Palestina e contro il governo Meloni

Sarà necessaria un’attenta analisi dei fattori internazionali e interni che hanno provocato l’esplosione di scioperi e di manifestazioni per la Palestina avvenuta nelle ultime settimane in Italia, dopo che per due interi anni la situazione italiana si era segnalata solo e soltanto per la grande fatica nel coinvolgere masse rilevanti di proletari e di giovani negli innumerevoli presidi e cortei e in azioni incisive che spezzassero realmente, e non in maniera solo simbolica, i mille legami esistenti tra l’economia italiana/lo stato italiano e lo stato colonialista, razzista, sterminista di Israele.

Ma ora possiamo registrare con entusiasmo che la rottura è avvenuta con le centinaia di migliaia di lavoratori in sciopero nei più diversi settori del mondo del lavoro salariato, porti e stazioni bloccati, piazze finalmente piene, anzi – come quella di ieri a Roma – traboccanti all’inverosimile di manifestanti uniti dal volere la fine del genocidio in atto a Gaza e nel condannare il governo Meloni, in tutto e per tutto complice di questo genocidio.

Una volta avvenuta questa rottura, è decisivo dare continuità alla lotta per ottenere ciò che finora il movimento internazionale di solidarietà con la Palestina non è riuscito ad ottenere: la fine immediata del genocidio a Gaza, la ripresa immediata delle forniture di cibo e di medicinali alla popolazione di Gaza decimata e tormentata dalla macchina di distruzione e di morte sionista, il ritiro totale delle truppe occupanti dalla Striscia e poi … tutto il resto, fino alla Palestina libera dal fiume fino al mare dal dominio dell’imperialismo. E, per quel che riguarda l’Italia, la lotta a fondo al governo Meloni, complice di Israele e propagandista del piano Trump, fino alla sua caduta dalle piazze – dal momento che non sarà certo l’opposizione di sua maestà del centro-sinistra a provocarla.

Proprio contro il piano Trump e il governo Meloni si è caratterizzata la presenza al corteo della Tendenza internazionalista rivoluzionaria che, insieme ai facchini e ai driver immigrati del SI Cobas, collocati immediatamente dopo le organizzazioni palestinesi, ha animato uno dei settori più vivaci del corteo, infaticabile dall’inizio alla fine nel gridare: Free, free Palestine; Palestina immortale, Israele criminale; Gaza Gaza libera, Gaza Gaza vincerà; Netanyahu assassino / Trump assassino / Meloni – Salvini assassini (gridato un’infinità di volte); Il mondo lo sa da che parte stare, Palestina libera dal fiume sino al mare; se non cambierà, Intifada pure qua; contro la guerra del capitale / Palestina libera dal fiume al mare; contro le guerre del capitale / sciopero sciopero generale; aumentano le tasse, riducono i salari / i nostri soldi li danno ai militari; operai, studenti, disoccupati, vinceremo organizzati; o riprendendo alcuni degli slogan lanciati dal settore del SI Cobas (il proletariato non ha nazione, internazionalismo, rivoluzione; viva, viva la classe operaia).

Le destre al governo, accusato il pesante colpo sui denti, non hanno trovato di meglio che scagliarsi con furia omicida contro lo striscione di apertura del corteo, che ricordava giustamente il 7 ottobre, e contro i “violenti”, con l’intento tipicamente sionista di criminalizzare qualunque critica allo stato coloniale e terrorista di Israele. E subito hanno trovato la complicità dei soliti gaglioffi del centro-sinistra, che se la sono presa anche loro con lo stesso striscione e con i manifestanti arrestati o fermati dalla polizia (Landini è arrivato a definirli “criminali”…).

La nostra risposta è questa: postiamo lo striscione di apertura del corteo, e chiediamo l’immediato rilascio dei due giovani dimostranti ancora in stato di fermo.

A presto per considerazioni più ampie e dettagliate.

Questo il volantino diffuso in migliaia di copie:

Contro il piano Trump-Netanyahu, contro il governo Meloni!

Con la resistenza palestinese e delle masse sfruttate di tutto il mondo!

Siamo qui oggi per manifestare la nostra incondizionata solidarietà al popolo della Palestina e alla sua magnifica resistenza, che con la sua forza ha saputo suscitare un grande movimento internazionale di lotta (di cui è figlia la Global Sumud Flotilla) contro la macchina di distruzione e di morte sionista-occidentale.

Questa solidarietà, se è vera, comporta la condanna totale del piano Trump che non è un “piano di pace”, ma un piano colonialista e schiavista perché nega ai palestinesi  il diritto di auto-determinarsi e auto-governarsi. Questo popolo è punito con un infame ultimatum (“arrendetevi entro 3-4 giorni”!) perché ha osato ribellarsi all’oppressore. Invece nessun obbligo preciso c’è per lo stato terrorista di Israele, nessuna garanzia che il genocidio e la carestia finiscano davvero.

Pressoché tutti gli stati e i governi del mondo, a cominciare dai regimi arabi, hanno accettato il piano perché temono l’effetto-contagio della ribellione palestinese. E ora tutti insieme ricattano le forze della resistenza palestinese perché si arrendano.

Tra gli infami ricattatori c’è in prima fila il governo Meloni e lo stato italiano, il terzo fornitore di armi per il genocidio, legato allo stato sionista da una complicità totale in campo economico, politico, diplomatico, nella disinformazione. Un governo che è in prima fila anche nella corsa all’economia di guerra e al riarmo, che comporta tagli brutali alla spesa sociale e la militarizzazione di tutti gli ambiti della vita sociale: uno stato di guerra e di polizia.

Per queste ragioni, ora che le piazze italiane sono tornate finalmente a riempirsi in una con le piazze di mezzo mondo; ora che finalmente la classe lavoratrice è tornata ad usare lo sciopero politico per difendere il presente e il futuro proprio e dei propri fratelli e sorelle di classe; dobbiamo andare fino in fondo, senza farci fermare dai vili calcoli di convenienza della opposizione parlamentare di centro-sinistra Pd-5Stelle-AVS, sempre pronta a ricucire con il governo in nome degli interessi dell’Italia, cioè del capitalismo italiano.

Stop immediato genocidio e carestia a Gaza! Stop pulizia etnica in Cisgiordania!

Con la resistenza del popolo palestinese! Palestina libera dal fiume al mare!

Contro il piano colonialista e schiavista Trump-Netanyahu!

Contro riarmo, guerra e stato di polizia!

Abbattiamo in piazza il governo Meloni, governo dei padroni!

Tendenza internazionalista rivoluzionaria

,

articoli correlati

Scopri di più da Il Pungolorosso

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere