A genocidio di Gaza in corso; ad ennesimo assalto dell’esercito sionista al Libano in corso (con 700.000 libanesi in fuga dalle proprie case); a proditoria guerra di aggressione Stati Uniti-Israele all’Iran in pieno svolgimento; il Senato ha approvato ieri (4 marzo) una legge che equipara l’anti-sionismo – cioè la critica di questi crimini – all’antisemitismo. Primo promotore il leghista Romeo (quello a destra nella foto).
L’ha fatto in un clima di oscena celebrazione della cultura e della storia del sionismo (spacciata per cultura e storia “ebraica”, con la cancellazione dell’antisionismo di matrice ebraica), e di vero e proprio idillio tra le destre e il centro-sinistra.
I senatori del Pd, infatti, o hanno votato a favore (in sei) o si sono astenuti, come ha detto uno di loro (Giorgis) per dare un “segno di vicinanza e promessa di impegno per contrastare ogni forma di odio contro gli ebrei”.
In uno dei loro frequenti cambi di casacca i senatori Cinquestelle, gli stessi che sotto il Conte-2 avevano accolto e sottoscritto, nel 2020, la definizione di antisemitismo coniata dall’IHRA, hanno votato contro. Ma se leggete i verbali della discussione in aula del giorno 3 marzo, scoprite che la senatrice Cinquestelle F. Gaudiano ha sottolineato perfino più dei promotori leghisti l’importanza delle “azioni formative [al sionismo – n.] per i docenti”, le “attività didattiche rivolte agli studenti”, la “formazione delle Forze dell’ordine, dei corpi militari, della magistratura e del personale prefettizio” affinché siano in grado di “riconoscere la matrice antisemita” di date azioni e “tutelare le vittime” (tipo: i supporter italiani del carnefice Netanyahu) – tutto bene, tutto bene fin qui, però “non possiamo ignorare la clausola di invarianza finanziaria”, cioè l’assenza di soldi per questa formazione. Questa, per lei, è una mancanza grave del DDL 1004 perché “senza investimenti reali, il rischio è che le strategie restino solo enunciazioni di principio (…) affermiamo un principio giusto, ma lo rendiamo fragile nella sua attuazione”. A questa critica il governo delle destre ha dato immediata risposta stanziando i primi 20 milioni di euro, così da rafforzare (come chiedeva la Gaudiano) la attuazione della legge. Dei collitorti di AVS non è neppure il caso di parlare – basterà ricordare cosa disse Bonelli della manifestazione del 5 dicembre 2024 a Roma.
Il dibattito in aula al Senato del 3 marzo si è svolto sotto lo sguardo vigile della presidente uscente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane Di Segni e di quella entrante Ottolenghi, entrambe presenti in aula. Non che ce ne fosse bisogno. Perché è stato, e sarebbe stato comunque, un convinto tripudio di filo-sionismo a prescindere. Il termine genocidio (riferito ai palestinesi di Gaza) è stato evocato una sola volta dal sen. Pd Verducci, ma per attaccarlo come “sbagliato” e “fuorviante”. Qualche critica al governo Netanyahu, alla sua “reazione militare sconcertante” al 7 ottobre, e ai “massacri” di palestinesi, ma nell’insieme è stata una diretta e indiretta celebrazione del sionismo, del “valore anche morale della storia di Israele” (Gasparri). E dell’eccezionalismo ebraico. L’art. 1 della legge ribadisce il falso: “l’unicità storica del fenomeno”.
Molteplici forme di razzismo?
Sì, ma non perdiamo il nostro tempo con le quisquilie sulle diverse forme di razzismo, perché ce n’è una del tutto speciale, che non va confusa con le altre, e contro quella bisogna concentrare le forze dello stato per “svuotare il brodo della cultura che la alimenta”: è l’antisemitismo. “L’antisemitismo è un veleno che uccide l’intera società” (Verducci, Pd); “è un nemico di tutti” (Lombardo); “è il male assoluto” (Verdini, Pd). E dell’antisemitismo è obbligatorio riconoscere “l’eccezionalità” (Parrini, Pd).
Dunque, le forme di razzismo non sono tutte eguali. C’è un razzismo leggero come una piuma (quello islamofobo, ad esempio) e c’è un razzismo pesante come le montagne – quello contro “gli ebrei”, anzi contro il sionismo e, in particolare, contro lo stato sionista e i suoi crimini (ribattezzato anti-semitismo). Per questo è passata la decisione delle destre, eredi del fascismo e delle leggi razziali (!), di non accomunare l’anti-semitismo alle altre forme di discriminazione e di razzismo, come timidamente proposto da Pd e Cinquestelle – partiti che poi, nella sostanza, hanno convenuto, nei loro interventi, con l’impostazione suprematista delle destre.
La difesa del sionismo, dopotutto, è la difesa della supremazia della razza bianca colonizzatrice europea sul resto dell’umanità. La legittimazione dell’imperialismo occidentale. E su questo punto il Pd non intende essere, e non è, secondo a nessuno.
D’altronde, è in carica una Commissione “contro l’intolleranza, il razzismo, l’antisemitismo e l’istigazione all’odio e alla violenza”, la cui presidenza è stata assegnata non a caso alla sionista Segre che è stata la fanatica sponsor di questa legge “trasversale” contro l’antisionismo; c’è un coordinatore nazionale della lotta contro l’antisemitismo, il generale Angelosanto (“specialista della lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo”…); c’è già una “strategia nazionale contro l’antisemitismo” sviluppata da Angelosanto e dal suo gruppo di lavoro – di cui fanno parte diverse organizzazioni sioniste (1); a completamento dell’opera, arriva ora il DDL 1004, con l’organizzazione sistematica e capillare di una sistematica attività di monitoraggio su larga scala, raccolta dati, e soprattutto con una vera e propria educazione al sionismo e all’inferiorizzazione/criminalizzazione dei palestinesi, e con essi dei popoli arabi e di tradizione islamica.
In questa orgia di razzismo di stato italiano-europeo-occidentale il 7 ottobre è diventato un atto di “terrorismo”, un orribile “pogrom”. Il Pd Del Rio – incurante delle mille smentite, anche di quella ufficiale della procuratrice israeliana Gaz – è tornato a parlare degli “stupri del 7 ottobre”, mentre il BDS è stato indicato come un movimento da colpire. Hamas e le altre forze della resistenza sono state raffigurate come “il peggior nemico della causa palestinese”. Ovvio, no? I veri amici della causa palestinese soggiornano nel parlamento italiano, che – parola della leghista Pirovano – confezionando questa legge di buon accordo tra destre e centro-sinistra, ha dato davvero “un bell’esempio di cosa può fare un Parlamento”… come fanno i palestinesi a non accorgersene?
L’intesa maggioranza-opposizione ha portato a questo: le destre hanno lasciato cadere il divieto preventivo delle manifestazioni in caso di “grave rischio potenziale” di antisemitismo (cioè di antisionismo) previsto nel testo originario di Romeo. Sono cadute anche le aggravanti specifiche delle pene rispetto a tutte le altre forme di razzismo previste nella legge Mancino, presenti nel DDL Gasparri. Ma, come ha riconosciuto questo stesso figuro, le sue richieste “erano ultronee”: infatti la legge Mancino già “prevede una serie di sanzioni molto gravi: reclusione fino a tre anni…”, e l’art. 604-bis del codice penale già punisce “la propaganda e l’istigazione a delinquere” (antisionista) con la reclusione fino a un anno e 6 mesi. Insomma, “le sanzioni penali ci sono. Le potevamo ribadire, inasprire, ma ci sono“. E ora che, destre e centro-sinistra insieme, hanno varato un “approccio sistemico” alla questione, basterà applicare quelle. Se sarà necessario, in futuro, aggravarle, lo si potrà fare su queste solide basi.
In tale “passo indietro” delle destre si può cogliere l’abituale accorta regia del Quirinale nei consigli dati per schivare i possibili problemi di costituzionalità della nuova legge (rispetto agli articoli 17, 21 e 25).
Su questo punto, anche il Cinquestelle Cataldi non ha saputo fare a meno di congratularsi con le destre. E’ stato il solo ad ammettere che il DDL 1004 era nato “per silenziare il dissenso nelle piazze, per vietare le manifestazioni per la pace in Palestina” (lasciamo perdere la formula), ma “il testo uscito dalla Commissione – ve lo riconosco – ha risolto alcune delle pesanti criticità che caratterizzavano il testo di partenza”, benché “non tutte”… Se non è idillio, come nel caso dei Pd, siamo ad un passo dall’idillio.
Poiché è davvero difficile che alla Camera il DDL 1004 incontri veri intoppi, il movimento per la Palestina è chiamato da subito a rispondere con la lotta a tutto campo – nelle piazze, ma non solo nelle piazze – a questa nuova, pesante, vile provocazione di stato. Anzitutto denunciandone la gravità, e il suo carattere radicalmente antisemita, dal momento che legittima l’oppressione e lo sterminio dei palestinesi, una popolazione semitica.
(1) Fanno parte del “gruppo tecnico di lavoro” che affianca il gen. Angelosanto, oltre i componenti della Delegazione italiana presso l’IHRA, rappresentanti dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, dell’Unione giovani ebrei d’Italia, del Centro di documentazione ebraica contemporanea, della Fondazione Museo della Shoah, della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano e del Museo nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoah.
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Qui sotto il testo approvato al Senato
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