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Presidio per Gaza e la Palestina – Venezia, 18 maggio (la cronaca su “Pressenza”)

Questa è la cronaca del presidio di solidarietà al popolo palestinese e alla resistenza palestinese tenutosi domenica 18 a Venezia, che su Pressenza ha scritto Maria Grazia Gagliardi.

I giornalisti della Rai, dei giornali locali, capaci di ignorare sistematicamente – come da ordini ricevuti – le nostre iniziative di lotta a Venezia, inclusi il corteo del 22 marzo in città e quella di ieri, hanno deciso di manifestare il prossimo sabato per segnalare che a Gaza sono stati assassinati finora 209 giornalisti palestinesi, e protestare per questo annientamento deliberato delle uniche fonti di informazione sul genocidio sionista-occidentale in corso. Alla buon’ora! Andremo a chiedere loro come mai hanno finora chiuso gli occhi su tutto il resto.

La Palestina deve vivere. Presidio a Venezia

20.05.25 – Maria Grazia Gagliardi – Redazione Italia

Nel pomeriggio del 18 maggio a Venezia di fronte alla Stazione ferroviaria ha avuto luogo il presidio per la Palestina indetto dal Comitato contro le guerre e il razzismo di Marghera, TIR, GPI e CinemaSenzaDiritti. 400 persone si sono convocate per denunciare il genocidio in atto.

Per terra, al centro del raduno, un lenzuolo macchiato di rosso e numerose pentole a rappresentare lo spargimento di sangue e la fame che subiscono gli abitanti di Gaza bombardati, assediati, privati di tutto ormai da mesi dalla ferocia dell’esercito israeliano.

L’immagine del manifesto utilizzata per promuovere il presidio è opera di Sliman Mansour: palestinesi che chiedono cibo e ricevono bombe. Attenzione, l’opera è datata 1980. La distruzione del popolo palestinese e della sua terra non è cominciata ieri.

Numerosi gli interventi che si sono susseguiti durante il pomeriggio. La Nakba del 1948 non è mai terminata, siamo ora all’ultimo atto, il genocidio conclamato senza remore dagli stessi assassini al governo di Israele e USA. Genocidio che anche i governi europei sostengono, non solo con il silenzio complice che lascia impunito da anni Israele, ma sopratutto con il sostegno economico e militare, con l’Italia in prima fila.

La mentalità coloniale che discrimina il colonizzato è sempre attiva nelle istituzioni culturali, nel cinema che censura le opere palestinesi come nel mondo della scuola con l’utilizzo di testi che distorcono la verità storica (p.e. nelle carte geografiche Gerusalemme è capitale di Israele).

È stato ricordato che a Gaza più di 200 giornalisti sono morti assassinati, tra cui Fatima Hassouna, fotografa la cui storia sarà presentata a Cannes.

Da Londra è arrivato il messaggio della rete ebrei antisionisti a ricordare le mobilitazioni in atto: 500.000 persone hanno sfilato nella capitale.

Infine la lettura della poesia di Darwish – La cosa bella di Gaza – recitata dall’attore Pierpaolo Capovilla, che ha incantato tutti gli astanti.

La cosa bella di Gaza è che le nostre voci non la raggiungono, niente la distoglie.
Niente allontana il suo pugno dalla faccia del nemico.
Né il modo di spartire le poltrone nel Consiglio nazionale, né la forma di governo palestinese che fonderemo nella parte est della Luna o nella parte ovest di Marte, quando sarà completamente esplorato.
Niente la distoglie.
È dedita al dissenso: fame e dissenso, sete e dissenso, diaspora e dissenso, tortura e dissenso, assedio e dissenso, morte e dissenso.
I nemici possono avere la meglio su Gaza. (Il mare grosso può avere la meglio su una piccola isola).
Possono tagliarle tutti gli alberi.
Possono spezzarle le ossa.
Possono piantare carri armati nelle budella delle sue donne e dei suoi bambini.
Possono gettarla a mare, nella sabbia o nel sangue.
Ma lei: non ripeterà le bugie.
Non dirà sì agli invasori.
Continuerà a farsi esplodere.
Non si tratta di morte, non si tratta di suicidio.
Ma è il modo in cui Gaza dichiara che merita di vivere.
[1973]

Questo è il testo (in italiano e in inglese) che il Comitato permanente contro le guerre e il razzismo di Marghera e la TIR distribuiranno oggi pomeriggio al presidio “La Palestina deve vivere! Oltre le bombe, la fame, arma di guerra. Contro lo stato sionista e i suoi complici”, chiamato insieme ai GPI e a Cinema senza diritti.

Stiamo manifestando per Gaza : Stop al genocidio, stop alla fame, ora!

Unitevi a noi! Fermiamo insieme questo orrendo massacro e l’affamamento dei palestinesi!

Negli ultimi giorni è diventato ancora più brutale il bombardamento della popolazione di Gaza. E ormai, con il blocco totale degli aiuti alimentari che dura da due mesi, decine di migliaia di bambini, donne e uomini, sono a rischio di morire di fame e di sete.

Dopo avere assassinato decine di migliaia di abitanti, lo stato di Israele – d’accordo con gli Stati Uniti – intende deportare da Gaza tutta la popolazione, di cui ha distrutto le case, i campi, le strade, le scuole, le università, gli ospedali, i luoghi di culto.

È un crimine abominevole, che nasce dalla pretesa colonialista, imperialista, razzista del potere sionista e di chi lo protegge (Stati Uniti e Unione europea), di dettare legge in Medio Oriente e in ogni angolo del mondo, sfruttando e saccheggiando tutto e tutti a volontà.

Lo stato italiano, il governo Meloni, le imprese italiane, le università italiane, i mass media italiani sono totalmente complici di questo crimine abominevole contro il popolo palestinese e contro l’umanità, perché sono schierati totalmente dalla parte di Israele.

Da più di un secolo, però, il popolo palestinese resiste con un orgoglio, una dignità, una capacità di organizzarsi e lottare che è diventato un esempio per le masse oppresse e sfruttate di tutto il mondo. Altro che terrorismo! Terrorista è chi bombarda le case e le tendopoli da migliaia di metri di altezza sapendo che i palestinesi non hanno contraerea, chi tortura i carcerati e le carcerate, chi usa lo stupro come arma di guerra, chi sta affamando la popolazione non facendo entrare gli aiuti umanitari, chi ha inquinato le acque, distrutto gli alberi e le greggi – terrorista è lo stato sionista.

I governi arabi non hanno mosso un solo dito contro Israele, e così le grandi potenze come Cina e Russia. Per cui c’è un solo modo per fermare questa devastazione: manifestare nelle piazze di tutto il mondo (come ieri a Londra, in 500.000, o a Sanaa in 1 milione), gridare la nostra rabbia e la nostra indignazione, colpire la logistica di guerra che anche dall’Italia alimenta il genocidio.

Per questo vi diciamo: unitevi a noi! Manifestate insieme con noi! Gridiamo insieme più forte che possiamo: STOP AL GENOCIDIO E ALL’AFFAMAMENTO DEL POPOLO PALESTINESE, ORA!

No alla deportazione degli abitanti di Gaza! No alla fame, alla carestia, alla sete a Gaza!

Fermiamo la macchina di morte sionista e i suoi complici!

Contro il riarmo, i decreti sicurezza, il governo Meloni.

CON LA PALESTINA FINO ALLA VITTORIA!

Venezia, 18 maggio 2025

Comitato permanente contro le guerre e il razzismo, Marghera – TIR

Comitato.permanente@gmail.com

(cicl. in prop. Piazzale Radaelli, 3, Marghera)

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