Riceviamo dai compagni/e del SEP, il Partito Socialista dei Lavoratori della Turchia, il seguente comunicato:
“Questa mattina, 15 nostri compagni, tra cui il nostro leader Güneş Gümüş, sono stati arrestati nel corso di retate in varie città.
“Vogliono far sprofondare la Turchia nell’oscurità, stanno facendo di tutto per impedire tutti i diritti democratici. Stanno cercando di reprimere la lotta rivoluzionaria con dossier inventati e detenzioni ingiuste. Non rinunceremo alla nostra lotta rivoluzionaria, continueremo ad affrontare ogni oppressione insieme ai nostri compagni e amici. La nostra lotta, che porterà alla vittoria, non può essere impedita da queste operazioni senza scrupoli, e il governo dell’AKP e l’ordine di cui si nutre saranno alla fine mandati nella pattumiera della storia.
“Questo è il nostro appello a tutti i rivoluzionari, ai democratici e ai partiti politici; uniamoci nella lotta contro le politiche oppressive del governo dell’AKP e il tentativo di imprigionare la Turchia nell’oscurità.”

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Gli arresti sono stati effettuati simultaneamente, senza comunicare agli arrestati i capi di imputazione, anche se pare che le accuse si riferiscano a fatti del 2020.
Forse non è un caso che gli arresti siano stati effettuati mentre è in corso il cambio di regime in Siria, in relazione al quale i compagni turchi hanno denunciato il ruolo di primo piano del governo turco, insieme agli attacchi da questo portato ai curdi in Siria.
L’ultimo colpo di stato dei militari in Turchia, nel 1980, ha comportato l’uccisione di migliaia di militanti operai e comunisti, e l’imprigionamento di decine di migliaia. Anche dopo il ritorno alla democrazia, i vari governi e la magistratura della Turchia reprimono come “terroristi” tutti coloro che lottano per il rovesciamento del sistema capitalistico e denunciano l’oppressione dei curdi.
La Turchia è parte della NATO (con il secondo esercito dopo quello americano, per numero di effettivi), e oltre a partecipare alle redditizie forniture d’armi all’Ucraina (soprattutto droni, prodotti dalla Baykar, impresa del genero di Erdogan), approfitta dello scontro tra il blocco imperialistico occidentale e quello orientale per accrescere la propria influenza, non solo in Medio Oriente e nell’area turcofona dell’Asia centrale, ma anche in Africa (dalla Libia al Corno d’Africa e Africa Occidentale), dove ora sta cercando di approfittare della sconfitta russa in Siria per accrescere il proprio peso.
Erdogan – che è tra gli sponsor dei Fratelli Musulmani in contrapposizione all’Egitto di al Sisi – è tra gli artefici della caduta di Assad (la cui causa prima, tuttavia, è il crollo interno di quel regime oppressore e sanguinario) avendo lasciato crescere nella provincia di Idlib sotto la supervisione dei propri servizi segreti la formazione HTS di al-Jawlani e organizzato proprie bande armate di “ribelli siriani”. Nonostante il suo ergersi a difensore dei palestinesi contro Israele, l’operazione di Erdogan in Siria è in evidente collusione con la strategia israeliana.
La decisa denuncia del ruolo anti-proletario e reazionario del governo turco e del partito AKP al potere da oltre vent’anni da parte del SEP, e la sua denuncia della manomissione della Siria, ha verosimilmente spinto lo Stato turco ad effettuare l’arresto dei dirigenti e militanti del SEP, con i quali la TIR ha avviato rapporti di collaborazione nell’opposizione alle guerre del capitale e di confronto di analisi e posizioni, nella comune prospettiva della formazione di un campo proletario anti-capitalista e internazionalista.
Tutta la nostra solidarietà ai compagni e alle compagne del SEP arrestati!
Denunciamo la repressione arbitraria dello Stato turco e chiediamo la loro immediata scarcerazione!
Tendenza Internazionalista Rivoluzionaria

Oggi, a Roma, alla manifestazione contro il DDL 1660
WE DEMAND THE IMMEDIATE RELEASE OF SEP COMRADES IN TURKEY!
We receive the following communiqué from the Turkish comrades of the SEP, the Socialist Workers’ Party:
” This morning, 15 of our comrades, including our Leader Güneş Gümüş, were detained in house raids from various cities.
They want to plunge Turkey into darkness, they are doing everything they can to prevent all democratic rights. They are trying to suppress the revolutionary struggle with fabricated files and unjust detentions. We will not give up on our revolutionary struggle, we will continue to face all oppression together with our comrades and friends. Our struggle, which will lead to victory, cannot be prevented by such helpless operations, and the AKP government and the order it feeds on will eventually be sent to the dustbin of history.
This is our call to all revolutionaries, democrats and political parties; let’s unite in the struggle against the AKP government’s oppressive policies and efforts to imprison Turkey in darkness.”
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The arrests were made simultaneously, without informing those arrested of the accusations, although it appears that the charges relate to events in 2020.
It is perhaps no coincidence that the arrests were made while the regime change in Syria is underway, in connection to which Turkish comrades have denounced the leading role of the Turkish government, and the attacks it has carried out on the Kurds in Syria.
The last military coup in Turkey, in 1980, resulted in the killing of thousands of workers’ and communist militants, and the imprisonment of tens of thousands. Even after the return to democracy, Turkey’s various governments and the judiciary have repressed as ‘terrorists’ all those who fight for the needs and rights of the working class, the overthrow of the capitalist system, and denounce the oppression of the Kurdish population, and those who.
Turkey is part of NATO (with the second largest army after the US, in terms of number of troops), and besides participating in the profitable arms supplies to Ukraine (mainly drones, produced by Baykar, a company owned by Erdogan’s son-in-law), it takes advantage of the clash between the Western and Eastern imperialist blocs to increase its influence, not only in the Middle East and in the Turkic-speaking area of Central Asia, but also in Africa (from Libya to the Horn of Africa and West Africa), where it is now trying to take advantage of the Russian defeat in Syria to increase its own clout.
In Syria, Erdogan – one of the sponsors of the Muslim Brotherhood in contrast to al Sisi’s Egypt – is clearly among the architects of Assad’s downfall (the root cause of which, however, is the internal collapse of that oppressor and bloodthirsty regime), having allowed al-Jawlani’s HTS formation to grow in Idlib province under the supervision of his own secret services and organised its own armed bands of ‘Syrian rebels’. Despite his standing up as a defender of the Palestinians against Israel, Erdogan’s operation in Syria is in clear collusion with the Israeli strategy.
The SEP’s firm denunciation of the anti-proletarian and reactionary role of the Turkish government and the AKP party that has been in power for over twenty years, and its denunciation of the tampering with Syria, has probably prompted the Turkish state to carry out the arrest of SEP leaders and militants, with whom the TIR has started a collaboration in the opposition to the wars of capital and in the exchange of analyses and positions, in the common perspective of the formation of a proletarian, anti-capitalist and internationalist camp.
All our solidarity to the arrested SEP comrades!
We denounce the arbitrary repression by the Turkish state and demand their immediate release!
Revolutionary Internationalist Tendency – Italy
Exigimos la inmediata liberación de los militantes detenidos del Partido Socialista de Trabajadores de Turquía
Declaración del SEP


SEP de Turquía
A continuación, reproducimos la declaración del Partido Socialista de Trabajadores de Turquía (SEP) ante la detención de 15 de sus militantes, y nos sumamos al reclamo por su inmediata liberación:
Al público
Esta mañana, 15 de nuestros camaradas, incluido nuestro líder Güneş Gümüş, fueron detenidos en redadas domiciliarias en varias ciudades.
Quieren sumergir a Turquía en la oscuridad, están haciendo todo lo posible para impedir todos los derechos democráticos. Están tratando de reprimir la lucha revolucionaria con archivos inventados y detenciones injustas. No renunciaremos a nuestra lucha revolucionaria, continuaremos enfrentando toda la opresión junto con nuestros camaradas y amigos. Nuestra lucha, que conducirá a la victoria, no puede ser impedida por operaciones tan inútiles, y el gobierno del AKP y el orden del que se alimenta finalmente serán enviados al basurero de la historia.
Este es nuestro llamado a todos los revolucionarios, demócratas y partidos políticos; unámonos en la lucha contra las políticas opresivas del gobierno del AKP y los esfuerzos por encarcelar a Turquía en la oscuridad.
https://prensaobrera.com/internacionales/exigimos-la-inmediata-liberacion-de-los-militantes-detenidos-del-partido-socialista-de-trabajadores-de-turquia
Guillermo Kane (Partido Obrero) – @guillekane – Militante del @PartidoObrero – . Diputado provincial bonaerense del @FdeIzquierda – Unidad. Editor revista http://revistaedm.com
En la madrugada de hoy la justicia turca ha detenido en sus hogares a 19 dirigentes del Partido Socialista de Trabajadores -SEP. La fiscalia no informa de que se los acusa y prepara un juicio sumario. Es una brutal persecución política de Erdogan. Exigimos su inmediata liberación

