
A Napoli gli apparati repressivi dello stato sono in febbrile attività contro il Movimento 7 novembre, con l’ostinata intenzione di decapitarlo.
La Questura è impegnata giorno e notte a ricostruire l’attività del Movimento e scovare tutte le possibili violazioni del cosiddetto ordine pubblico, e all’occorrenza, dove non ne trova, inventarsene. L’attacco non è solo sul divieto di manifestare e sull’applicazione, addirittura retroattiva, dei Decreti Salvini. Nei giorni scorsi, dopo l’imputazione di “associazione a delinquere” per due portavoce del Movimento (Maria e Eddy), sono arrivate cinque notifiche di avvisi di “pericolosità pubblica” a Eddy, Mimì, Maria, Antonio e Ciro, con l’annessa intimazione a tenere “una condotta conforme alla legge”. Notifiche avvenute attraverso convocazioni negli uffici della questura, attuate con veri e propri fermi ed accompagnamenti per far sentire anche fisicamente la vigile presenza dello Stato.
Se si considera, poi, che solo in questo mese di marzo sono previsti cinque processi contro questo Movimento di senza lavoro, si ha un’idea della carica di aggressività delle istituzioni della repressione, volta a fiaccare la lotta anche sul piano materiale (i costi per la difesa) e morale, ricorrendo per esempio alla vile insinuazione che qualcuno tra i più impegnati nella lotta alla disoccupazione svolgerebbe “attività illecite… ai fini del proprio sostentamento”.
Come si spiega questa carica di aggressività proprio nel momento in cui un primo sbocco positivo di questa lotta sembra molto vicino dati, tutti gli impegni presi e confermati a livello istituzionale, sia a Napoli che a Roma?
Non ci sono che due risposte possibili.
La prima, è che si colpisce il Movimento 7 novembre, e il SI Cobas che lo spalleggia, per mettere il Comune di Napoli e alla Regione Campania al riparo dal controllo sulle rispettive attività di gestione dei fondi del PNRR, il Piano di “rinascita” dei profitti della borghesia.
La seconda, è che si cerca di spegnere un focolaio che potrebbe diventare un riferimento, un punto di aggregazione dei numerosi nuclei di proletari licenziati, oggi tenuti ben separati gli uni dagli altri dall’occhiuta politica dei sindacati confederali. Il Movimento 7 Novembre appare particolarmente pericoloso perché è stato capace di indicare una molteplicità di lavori socialmente necessari, perché non si muove in maniera corporativa e, anzi, ha cercato e cerca in ogni modo di unire le spinte e le volontà di lotta di tutti i possibili settori, operai licenziati, precari, studenti.
E’ urgente, perciò, far circolare la denuncia di quanto sta avvenendo a Napoli, anche a livello internazionale, e fare quadrato intorno a queste compagne e compagni, anche attraverso il sostegno alla loro cassa di resistenza, come stanno già facendo associazioni, gruppi di compagni e singoli cittadini.
Vi chiediamo di sostenere le spese legali con un contributo alla seguente Associazione Cassa di Resistenza Operaia ODV
IBAN: IT44V0501803200000017119678
BIC banca destinataria: CCRTIT2T84A
Denominazione della banca: BANCA POPOLARE ETICA
Qui di seguito, prima due dei 5 avvisi distribuiti dalla questura di Napoli, poi l’”avviso orale” del Movimento 7 novembre alle istituzioni, infine l’appello (in più lingue) del Laboratorio politico Iskra.


Pubblichiamo il testo del “nostro avviso orale” che simbolicamente abbiamo dato a chi vorrebbe criminalizzare la nostra lotta.
IL NOSTRO AVVISO ORALE
ALLE ISTITUZIONI NAZIONALI E LOCALI
VISTI
gli 8 anni di percorso in cui sono stati individuati numerosi percorsi e risorse economiche per poter sbloccare la possibilità per l’inserimento al lavoro ed alla formazione per centinaia di disoccupati/e che hanno indicato esigenze, bisogni sociali e lavori socialmente necessari che servono alla città su tanti argomenti e settori d’intervento: la messa in sicurezza dei territori, la riqualificazione della città, la valorizzazione del patrimonio culturale, la lotta allo spreco alimentare costruendo un ciclo di riutilizzo virtuoso, la prevenzione contro roghi e sversamenti illeciti, la raccolta differenziata ed i servizi legati al ciclo dei rifiuti, la manutenzione delle poche spiagge a disposizione, la manutenzione stradale, la cura del verde e degli spazi inutilizzati della città, la valorizzazione dei beni comuni, il potenziamento del trasporto pubblico e dei servizi territoriali, lo sviluppo delle opere di ripascimento e rifunzionalizzazione del litorale, la realizzazione per progetti di miglioramento della vivibilità quotidiana, il contrasto al dissesto idrogeologico affiancato ad un serio programma per le bonifiche, il superamento di un approccio emergenziale che rincorre smottamenti del terreno, inquinamento da polveri sottili, alluvioni e frane, il piano di formazione per mansioni di controllo, monitoraggio e cura del territorio anche come utile argine per le infiltrazioni criminali, ecc…
ACCERTATO
che questi percorsi sono resi disponibili oltre che dalle risorse ordinarie ed europee, dalle risorse del PNRR ed altri finanziamenti come quelle previste dalla Legge di Bilancio (vedi il comma 249 e la possibilità di Patti territoriali per la Transizione Ecologica per progetti formativi e di inserimento al lavoro) collegati al programma di Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori (G.O.L.) che per la Campania destina 124 milioni di euro per la formazione al lavoro, ai quali si sommano gli Accordi per la promozione della Sicurezza Integrata recentemente in Prefettura stipulati ai sensi dell’art.3 del d.l. n14/2017 convertito, con modificazioni, dalla l.n. 38 del 18/04/2017 che con l’art.11 prevedono Tavoli straordinari anticrisi per prevenire le situazione di disagio sociale fornendo la possibilità di affiancare al tavolo interistituzionale alcune procedure urgenti per situazioni di crisi legate al problema della crisi del lavoro, disoccupazione ed occupazione, e preso atto del D.L. 152/2021, convertito con modificazioni dalla L. 233/2021, prevede l’assegnazione di apposite risorse alle città metropolitane in attuazione della linea progettuale «Piani Integrati – M5C2 – Investimento 2.2» nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), per un ammontare complessivo pari a 2.493,79 milioni di euro per il periodo 2022-2026, e che l’importo destinato alla Città Metropolitana di Napoli, calcolato secondo quanto previsto dal comma 3 dell’art. 21, e come da Allegato 1 del D.L. 152/2021, è pari a € 351.207.758 ripartiti in sei anni, dal 2021 al 2026.
CONSIDERATO
Che dal 2014 ad oggi ci sono stati innumerevoli confronti in continuità con gli innumerevoli incontri dei mesi ed anni precedenti tra enti, istituzioni nazionali locali, e le delegazioni del Movimento dal 2014 ad oggi, dopo tentativi falliti di bandi per progetti condivisi tra le istituzioni locali e le nostre delegazioni,
Che solo per riportare alcuni tra i recentissimi passaggi ci limitiamo a ricordare…
Che il giorno 5 Novembre del 2021 nella Prefettura di Napoli si è tenuto l’ultimo Tavolo Interistituzionale alla presenza del Ministro del Lavoro – Andrea Orlando, del Prefetto di Napoli, Carlo Palomba, del Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, dell’Assessore del Lavoro del Comune di Napoli, Chiara Marciani nel quale si concordò l’impegno di riconvocare entro i primi giorni del mese di Dicembre 2021 a seguito di verifiche tecniche per concretizzare un percorso possibile per dare una prima risposta all’esigenza di salario e lavoro, tramite l’approfondimento di alcune proposte che gli enti avrebbero sostanziato,
Che si è accertato in sede Prefettizia e dinanzi agli enti, che il nostro Movimento non è stato coinvolto in alcuni episodi che il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, indica come motivo per il quale non c’è volontà a dialogare con le nostre delegazioni, auspicando quindi una rinnovata capacità di confronto che noi abbiamo sempre ricercato vista l’importanza ricoperta dalla Regione in materia,
Che il giorno 13 Novembre 2021, a seguito di una manifestazione di migliaia di persone a Napoli in solidarietà del Movimento, ci fu comunicata la conferma della volontà di dare seguito agli impegni,
Che il giorno 29 Novembre, a seguito di un incontro con l’Assessore al Lavoro del Comune di Napoli, ci fu comunicato che il lavoro di verifica sulla nostra platea e sulle possibilità di inserimento lavorativo erano in corso e si era in attesa della riconvocazione del Tavolo Interistituzionale
Che il 22 Gennaio 2022 tutte le forze politiche ed i Capogruppi di maggioranza ed opposizione, come pubblicato dal sito ufficiale del Comune di Napoli, hanno condiviso un documento politico in cui sostengono all’unanimità le rivendicazioni del Movimento 7 Novembre, il percorso indicato, riconoscendo l’attività fatta questa estate sulle spiagge cittadine, la richiesta di accelerare il Tavolo Interistituzionale, la sollecitazione alla Regione Campania di fare la sua parte, l’impegno a creare tutte le condizioni favorevoli per dare un segnale positivo alla vertenza, la convocazione della Commissione Lavoro ad hoc sulla nostra vertenza per spingere l’amministrazione comunale ad individuare soluzioni concrete,
Che dal 1 Febbraio 2022 siamo stati in presidio permanente a Piazza Municipio a causa di informazioni contrastanti circa le cause del mancato rinnovo e la mancata riconvocazione del Tavolo Interistituzionale e di rimbalzo delle responsabilità tra gli enti,ù
Che la Giunta del Comune di Napoli ha pubblicato un comunicato stampa ufficiale circa la volontà di dare seguito agli impegni assunti nei mesi precedenti,
Che il 21 Febbraio, siamo stati ricevuti in delegazione nella sede del Ministero del Lavoro dal Dott. Andrea Bianchi e dal Dott. Romolo De Camillis i quali hanno confermato la disponibilità del Ministro del Lavoro, Andrea Orlando e della struttura ministeriale a partecipare e contribuire al Tavolo Interistituzionale ed in generale con il percorso di confronto con il nostro movimento per individuare soluzioni possibili per la formazione ed il lavoro nella città di Napoli,
RITENUTO
Che la platea dei disoccupati e disoccupate di Napoli è composta da disoccupati di lunga durata, giovani e meno giovani, donne e uomini, ex-licenziati, lavoratori inoccupati, precari e lavoratori intermittenti, percettori di reddito di cittadinanza ed anche non percettori di reddito a causa dei vincoli circa la residenza ed altri requisiti manchevoli ed anche persone che in passato hanno scontato pene o commesso reati ma che oggi collettivamente hanno scelto la strada della lotta per il lavoro per emanciparsi e liberarsi dalla marginalità sociale con l’auspicio di avere un salario ed un lavoro per una vita dignitosa, da abitanti provenienti dalle principali periferie della Città di Napoli che vivono situazioni di degrado, abbandono, assenza di servizi sociali ed alla persona.
Che la platea dei disoccupati e disoccupate ha già dimostrato in numerose occasioni di pulizia e riqualificazione di zone, aree e parchi dei nostri quartieri ed infine ha garantito per tutto il periodo estivo la pulizia gratuita del litorale e delle spiagge cittadine da San Giovanni a Teduccio a Bagnoli, in tutti e 7 i lidi, tramite la raccolta di carta, plastica, vetro dalle 14:00 alle 18:00 per due mesi interi senza contributo economico, come dimostrano i numerosi attestati individuali e collettivi e le relazioni ufficiali del Servizio Tutela Mare del Comune di Napoli.
AVVISA
Che il comportamento che tutte le istituzioni devono assumere non è quello di reprimere chi rivendica un salario ed un lavoro indicando anche strade percorribili in una città dove bisogna sottrarre tanta manovalanza alla marginalità sociale, pertanto
INVITA
tutti gli enti ad avere un atteggiamento finalizzato alla necessaria sinergia istituzionale per individuare nel prossimo Tavolo Interistituzionale un chiaro percorso finalizzato a sostanziare con determinazione ed atti amministrativi concreti un piano di formazione senza il quale lo stesso Movimento 7 Novembre non avrà altra strada che continuare la lotta e la rivendicazione legittima di un salario ed un lavoro.

====================================
Salve a tutti e a tutte
Abbiamo prodotto un appello di solidarietà nei confronti di Eddy, Mimi, Maria, Antonio e Ciro appartenenti al sindacato intercategoriale Si Cobas e al Movimento di lotta “Disoccupati 7 Novembre” colpiti/e dalla repressione.
GIU’ LE MANI DA EDDY, MIMI’, MARIA, ANTONIO, CIRO!
Mercoledì 23 Febbraio la Questura di Napoli ha inoltrato avvisi orali a Eddy, Mimì, Maria, Antonio e Ciro, appartenenti al Movimento di lotta “Disoccupati 7 Novembre” e al sindacato intercategoriale Si Cobas.
Il questore in persona “intima di tenere una condotta conforme alla legge” per evitare “l’applicazione di una delle misure di prevenzione previste”.
Non commenteremo le accuse infamanti che arrivano, nel caso di Eddy, già inquisito assieme a Maria per associazione a delinquere, a parlare di non meglio precisate “attività illecite ai fini del proprio sostentamento”, gettando fango sulla sua attività sindacale con il SiCobas al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici.
Consapevoli che non saranno certo queste favolette questurine o i teoremi fantasiosi della magistratura a fermarci, vogliamo sottolineare la cornice politica entro cui si attua tutto ciò.
Nelle ore e nei giorni in cui il mondo sprofonda nella ennesima escalation imperialistica continua l’accanimento giudiziario e la criminalizzazione delle avanguardie del movimento dei disoccupati e del sindacalismo conflittuale qui a Napoli.
Si prova a distruggere queste esperienze di lotta collettive, utilizzando la repressione come monito chiaro per chiunque avverta la necessità di mobilitarsi in difesa del diritto ad un salario e di condizioni di vita migliori.
I padroni tremano perché molte di queste sfruttate e sfruttati si stanno organizzando in maniera sempre più convinta mettendo in discussione l’intero sistema sociale ed economico.
Per gli sfruttatori l’unica esigenza diventa quella di prevenire e poi reprimere ogni tentativo di cambiamento.
Se è vero che una lotta contro questi meccanismi repressivi non può essere slegata da una lotta quotidiana contro il sistema economico e sociale che li produce, tra le esigenze immediate resta centrale la necessità di fare quadrato attorno a chi viene represso perché prova a rovesciare lo status quo.
Ci rivolgiamo agli attivisti e alle attiviste, alle realtà di lotta, ai lavoratori e lavoratrici, ai sindacati conflittuali, ai disoccupati e disoccupate, agli studenti e le studentesse, ai comitati di lotta ambientali e territoriali. Auspichiamo che tanti e tante prendano parola rispetto a questa vergogna.
Facciamo sentire la nostra vicinanza a queste compagne e a questi compagni.
Nessuno/a venga lasciato nelle mani della repressione.
I compagni e le compagne del Laboratorio Politico Iskra.
==========================================================
Hola a todos y todas,
Hemos realizado un llamamiento de solidaridad con Eddy, Mimi, María, Antonio y Ciro, miembros del sindicato intercategorial Si Cobas y del movimiento de lucha “Disoccupati 7 Novembre” (Parados 7 Noviembre), que se han visto afectados por la represión.
¡QUITAD LAS MANOS DE EDDY, MIMÌ, MARIA, ANTONIO Y CIRO!
El miércoles 23 de febrero, la Jefatura de Policía de Nápoles transmitió unas advertencias verbales a Eddy, Mimì, Maria, Antonio y Ciro, miembros del Movimiento de Lucha de Parados 7 de Noviembre y del sindicato intercategorial Si Cobas.
El Jefe de Policía en persona “les ordena comportarse de acuerdo con la ley” para evitar “la aplicación de una de las medidas de prevención previstas”.
No vamos a comentar las acusaciones calumniosas que llegan, en el caso de Eddy, que ya ha sido investigado junto a María por asociación ilícita, a hablar de “actividades ilícitas para su propio sustento” no especificadas, echando basura sobre su actividad sindical con el SiCobas al lado de las trabajadoras y de los trabajadores.
Conscientes de que, sin duda, no serán estos pequeños cuentos de hadas ni las fantasiosas teorías del poder judicial los que nos detengan, queremos subrayar el marco político en el que se desarrolla todo esto.
En las horas y días en que el mundo se hunde en una nueva escalada imperialista, continúa aquí en Nápoles el acoso judicial y la criminalización de las vanguardias del movimiento de los parados y del sindicalismo conflictivo.
Se intenta destruir estas experiencias de lucha colectiva, utilizando la represión como una clara advertencia a tod@s l@s que sientan la necesidad de movilizarse en defensa del derecho al salario y a mejores condiciones de vida.
La patronal está temblando porque muchos de estas explotadas y explotados se están organizando de forma cada vez más convencida, desafiando todo el sistema social y económico.
Para los explotadores, la única exigencia es prevenir y luego reprimir cualquier intento de cambio.
Si bien es cierto que la lucha contra estos mecanismos represivos no puede separarse de la lucha diaria contra el sistema económico y social que los produce, entre las necesidades inmediatas está la de unirse en torno a las reprimidas y a los reprimidos por intentar derrocar el status quo.
Hacemos un llamamiento a las activistas y a los activistas, a l@s militantes, a las trabajadoras y a los trabajadores, a los sindicatos, a las paradas y a los parados, a l@s estudiantes, a los comités de lucha ambiental y territorial. Esperamos que muchas y muchos tomen la palabra en contra de esta vergüenza.
Hagamos sentir nuestra cercanía a estas compañeras y a estos compañeros.
Que nadie quede en manos de la represión.
Los compañeros y las compañeras de Laboratorio Politico Iskra.
===============================
مرحبا بكم وبكن جميعا
لقد أصدرنا نداء للتضامن مع إيدي، وميمي، وماريا، وأنطونيو وتشيرو المنتمين إلى النقابة التي تضم كل الفئات سي كوباس وحركة نضال “معطلي 7 نونبر” الذين واللواتي تم قمعهن.
ارفعوا أيديكم عن ايدي وميمي وأنطونيو وتشيرو!
قد أرسلت مديرية الأمن بنابولي يوم الأربعاء 23 فبراير تحذيرات شفهية لايدي وميمي وانطونيو وتشيرو، المنتمين إلى حركة نضال “معطلي 7 نونبر” والنقابة التي تضم كل الفئات سي كوباس.
وقد هدد مفوض الشرطة شخصيا “بالتصرف وفقا للقانون” من أجل تجنب “تطبيق أحد الإجراءات الوقائية المنصوص عليها”.
لن نعلق على الاتهامات المهينة التي هي، في حالة ايدي، وماريا اللتان هما الآن قيد التحقيق بتهمة التآمر من أجل القيام بعمليات اجرامية، والتحدث عن أشيء غير محددة “أنشطة غير قانونية من أجل كسب قوت عيشهم” ملقين اللوم على أنشطتها النقابية مع سي كوباس إلى جانب الشغيلين والشغيلات.
مدركين تماما أن هذه القصص البوليسية أو نظريات القضاء الخيالية لن توقفنا، نريد أن نؤكد الإطار السياسي الذي يحدث فيه كل هذا.
في الساعات والأيام التي يغوص فيها العالم في التصعيد الامبريالي اللامتناهي، تستمر هنا في نابولي المضايقات القضائية وتجريم طلائع حركة المعطلين والنشطاء النقابيين.
يحاولون جاهدين أن يدمروا تجارب النضال الجماعي هذه، باستخدام القمع كتحذير واضح ضد كل من يشعر بالحاجة إلى التعبئة للدفاع عن الحق في الحصول على أجر وظروف معيشية أفضلين.
يرتجف ارباب العمل لأن الكثير من هؤلاء المستغلين والمستغلات بدأوا ينظمون أنفسهم بطريقة أكثر اقناعا دائما واضعين كل النظامين الاجتماعي والاقتصادي برمتهما محل نقاش.
ومطلب المستغلين الوحيد هو كبح وقمع أي محاولة للتغيير.
إن كان صحيحا أن نضالا ضد هذه الاليات القمعية لا يمكن فصله عن النضالات اليومية ضد النظامين الاقتصادي والاجتماعي اللذين ينتجانه، فإن ضرورة الالتفاف حول كل المقموعين بسبب محاولتهم نقض الوضع الراهن تبقى هي الضرورة المركزية من بين باقي الضروريات الملحة.
نتوجه بخطابنا هذا إلى كل النشطاء والنشيطات، إلى المناضلين، إلى الشغيلين والشغيلات، إلى النقابات العمالية المكافحة، إلى المعطلين والمعطلات عن العمل، إلى الطلبة والطالبات، إلى لجان النضال من أجل البيئة والأرض. نتمنى أن يأخذ الكثير منهم والكثيرات منهن الكلمة للتنديد بهذا العار.
نشعر هؤلاء الرفاق والرفيقات بقربنا منهم ومنهن
لن يتم ترك أحد في أيدي القمع
رفاق ورفيقات المختبر السياسي إيسكرا
================================================
Dear everyone,
We have produced a call of solidarity towards Eddy, Mimi, Maria, Antonio and Ciro who belong to the trade union Si Cobas and to the so called unemployed’s Movement “Disoccupati 7 Novembre” who is suffering the repression.
HANDS OFF EDDY, MIMI, MARIA, ANTONIO, CIRO!
On Wednesday, February 23, the Naples’ Police Headquarters sent oral warnings to Eddy, Mimi, Maria, Antonio and Ciro, members of the so called unemployed’s Movement “Disoccupati 7 Novembre” and of the “Si Cobas” trade union.
The police commissioner ordered them to “behave in a manner compliant with the law” in order to avoid “the application of one of the preventive measures provided for”.
We are not going to comment on the defamatory accusations arriving in these days. Regarding Eddy, for example, who has already been investigated, together with Maria, for criminal conspiracy, are mentioned unspecified “illicit activities in order to achieve his own sustenance”. That kind of insults are digging up dirt on his trade union activity with the SiCobas alongside the workers.
This kind of fairy tales and fancy theories of the judiciary will not stop us. Our aim is to emphasize the political framework in which these facts are happening.
While the world is sinking into the umpteenth imperialistic escalation, in our city the judicial harassment and criminalization of the vanguards of the unemployed’s Movement and of the conflictual activities of the trade union is getting bigger.
They are trying to destroy these experiences of collective struggle, using repression as a clear warning for anyone who feels the need to mobilize in defense of the right to a better wage and living conditions.
The masters are trembling because many of these exploited workers are organizing themselves in an increasingly convinced way, in order to change the entire social and economic system.
So that the mainly preoccupation of the exploiters is to prevent and try to repress any attempt of changing.
The fight against these repressive mechanisms cannot be separated by a daily struggle against the economic and social system which produces them, the main need is to come together and be united around those who suffers repression.
We address to all the activists, to the anticapitalistic movements, to the workers, to the unemployed, to the students, to the environmental and territorial committees. We hope that a lot of people will speak out against this shame.
Let’s express our closeness to these comrades.
No one should be left alone in front of repression.
Laboratorio Politico Iskra
===============================================
Bonjour à tous
Nous avons écrit un appel à la solidarité pour Eddy, Mimi, Maria, Antonio et Ciro, membres du syndicat interindustriel Si Cobas et du mouvement de lutte “Disoccupati 7 novembre”, qui ont été touchés par la répression.
NE TOUCHEZ PAS À EDDY, MIMI, MARIA, ANTONIO, CIRO !
Mercredi 23 février, la préfecture de police de Naples a envoyé des avertissements oraux à Eddy, Mimi, Maria, Antonio et Ciro, qui appartiennent au Mouvement de lutte “Disoccupati 7 Novembre” et au syndicat Si Cobas.
Le préfet de police en personne “leur ordonne de se comporter conformément à la loi” afin d’éviter “l’application d’une des mesures de prévention prévues”.
Dans le cas d’Eddy, qui a déjà été, avec Maria, l’objet d’une enquête pour association de malfaiteurs, nous ne commenterons pas les accusations calomnieuses qui parlent d’”activités illicites pour sa propre subsistance” non spécifiées, disant du mal de son activité syndicale avec les SiCobas aux côtés des travailleurs.
Conscients que ce ne sont certainement pas ces petites histoires du commissariat ou les théories fantaisistes du pouvoir judiciaire qui nous arrêteront, nous voulons souligner le cadre politique dans lequel tout cela se déroule.
Pendantces heures et ces jours dans lesquels le monde s’enfonce dans la énième escalade impérialiste,l’acharnement judiciaire et la criminalisation de l’avant-garde du mouvement des chômeurs et du conflit syndical ici à Naplescontinue.
Ils tentent de détruire ces expériences de lutte collective, en utilisant la répression comme un avertissement clair pour tous ceux qui ressentent le besoin de se mobiliser pour défendre le droit à un salaire et à de meilleures conditions de vie.
Les patrons tremblent parce que beaucoup de ces personnes exploités s’organisent de manière de plus en plus convaincue, remettant en cause l’ensemble du système social et économique.
Pour les exploiteurs, la seule exigence devient celle d’empêcher et puis de réprimer toute tentative de changement.
S’il est vrai qu’une lutte contre ces mécanismes répressifs ne peut être séparée d’une lutte quotidienne contre le système économique et social qui les produit.Parmi les besoins immédiats figure la nécessité de s’unir autour de ceux qui sont réprimés pour avoir tenté de renverser le statu quo.
Nous appelons les militants, les activistes, les travailleurs, les syndicats, les chômeurs, les étudiants, les comités de lutte environnementale et territoriale. Nous espérons que de nombreuses personnes s’exprimeront contre cette disgrâce.
Faisons sentir notre proximité avec ces camarades.
Que personne ne soit laissé seul contre la répression.
Les camarades du laboratoire politique Iskra
=====================================
Olá a todos
Fizemos um apelo à solidariedade com Eddy, Mimi, Maria, Antonio e Ciro, membros do sindicato inter-industrial Si Cobas e do movimento de luta “Disoccupati 7 Novembre”, que foram afectados pela repressão.
TIRE AS MÃOS DE EDDY, MIMI, MARIA, ANTONIO, CIRO!
Na quarta-feira, 23 de Fevereiro, a Sede da Polícia de Nápoles enviou avisos orais a Eddy, Mimi, Maria, Antonio e Ciro, que pertencem ao Movimento de Luta “Disoccupati 7 Novembre” e ao sindicato inter-industrial Si Cobas.
O Questore em pessoa “ordena que se comportem em conformidade com a lei”, a fim de evitar “a aplicação de uma das medidas de prevenção previstas”.
Não comentaremos as acusações caluniosas que chegam, no caso de Eddy, que já foi investigado juntamente com Maria para associação criminosa, para falar de “actividades ilícitas para o seu próprio sustento”, lançando lama sobre a sua actividade sindical com os SiCobas ao lado dos trabalhadores.
Conscientes de que não serão certamente estes contos de fadas ou as teorias fantasiosas do poder judicial que nos impedirão, queremos sublinhar o quadro político em que tudo isto está a ter lugar.
Nas horas e dias em que o mundo se afunda na enésima escalada imperialista continua a obstinação judicial e a criminalização da vanguarda do movimento de desempregados e do conflito sindical aqui em Nápoles.
Está a ser feita uma tentativa de destruir estas experiências de luta colectiva, utilizando a repressão como um claro aviso a qualquer pessoa que sinta necessidade de se mobilizar em defesa do direito a um salário e a melhores condições de vida.
Os patrões tremem porque muitos dos explorados estão a organizar-se de uma forma cada vez mais convencida, desafiando todo o sistema social e económico.
Para os exploradores o único requisito torna-se o de prevenir e depois reprimir qualquer tentativa de mudança.
Embora seja verdade que uma luta contra estes mecanismos repressivos não pode ser separada de uma luta diária contra o sistema económico e social que os produz, entre as necessidades imediatas está a necessidade de se unir em torno daqueles que são reprimidos por tentarem derrubar o status quo.
Apelamos aos activistas, activistas, trabalhadores, sindicatos, desempregados, estudantes, comités ambientais e territoriais. Esperamos que muitas pessoas se manifestem contra esta vergonha.
Façamos sentir a nossa proximidade a estes camaradas.
Que ninguém seja deixado nas mãos da repressão.
Os camaradas do Laboratório Político de Iskra
