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No ai licenziamenti! Sciopero contro la multinazionale Sherwin Williams a Pianoro (Bologna)

Riceviamo questa corrispondenza dal compagno Tiziano, coordinatore del SI Cobas di Modena, e molto volentieri la pubblichiamo. (Red.)

Da stamattina alle 5 siamo in sciopero alla Sherwin Williams di Pianoro, un comune della città metropolitana di Bologna.

La Sherwin e’ una multinazionale che conta 64.000 dipendenti in tutto il mondo ed e’ l’azienda chimica piu’ importante nella produzione di vernici e dei rivestimenti.

Una societa’ che opera in oltre 120 paesi del mondo, con migliaia di strutture produttive e negozi

Una multinazionale che in questo momento chiede mano libera per ristrutturazioni selvagge, e che la settimana scorsa ha aperto la procedura di licenziamento collettivo nello stabilimento di Pianoro. Dopo aver chiuso stabilimenti in alcuni paesi europei e spostato la produzione in luoghi in cui maggiore e’ il profitto e minori sono le tutele per i lavoratori, ha deciso di “riorganizzare” anche lo stabilimento bolognese, attraverso il solito sistema: licenziamento collettivo.

Abbiamo gia’ avuto un primo incontro in Confindustria, e l’ azienda e’ stata irremovibile riconfermando la decisione.

Da oggi iniziamo una serie di scioperi e blocchi che dureranno fino al prossimo incontro in Confindustria fissato per il 21 luglio.

L’ attacco dei padroni e’ generale, e quindi generale deve essere la risposta, dei lavoratori e delle lavoratrici che in questi giorni stanno scioperando nel settore della logistica, ai lavoratori degli altri settori per lo piu’ in lotta per difendere il loro posto di lavoro, ai disoccupati di Napoli, attori di una lotta durissima, ai driver scesi in sciopero in diverse città per difendere insieme la propria salute e il proprio salario.

La capacità unificare queste lotte contro i licenziamenti e per il salario, insieme a quelle per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, è il presupposto per invertire il declino dell’iniziativa sindacale di questi ultimi tempi e porre le basi per il suo rilancio in tutti i settori sulla base di una piattaforma comune: no ai licenziamenti, forte recupero salariale, scala mobile per adeguare i salari ai prezzi, rispetto degli accordi presi per i disoccupati organizzati di Napoli, salario garantito per tutti/e i disoccupati e le disoccupate.

Questa è una fase importante, forse decisiva, non per qualcuno, bensì per l’ intero sindacato, che puo’ tornare ad essere uno dei principali motori di un conflitto che provi a ribaltare i rapporti di forza, abbia come orizzonte la rottura con questo sistema, che sta bruciando una dopo l’altra le ipotesi di mediazione.

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