Di sicuro un Primo Maggio che – in Italia – non passerà alla storia.
Quello ufficiale è stato quanto mai vuoto di contenuti di lotta, dominato dai concerti di Roma e di Taranto, e dalle stucchevoli polemiche intorno alla parola partigiano sostituita da essere umano (copyright by Delia) o intorno alla battuta di Pelù su Mussolini “morto sul lavoro”. Detto questo, detto tutto.
Il comizio-evento nazionale per CGIL, CISL e UIL di Landini, Bombardieri e Fumarola a Marghera è stato uno spettacolo desolante.
3-4.000 presenti convenuti da molte regioni, pochissimi operai, ancor meno immigrati, con una predominanza di colori di CISL e UIL. Convenuti per sentire vuote e false declamazioni. Fumarola (CISL): “I contratti firmati dai sindacati confederali, a differenza dei contratti-pirata, tutelano i lavoratori” – come si spiega, allora, la perdita di potere d’acquisto dei salari? (-7,8% solo dal 2021 ad oggi). Bombardieri (UIL): “Non ci possiamo fermare sulla sicurezza sul lavoro, bisognerebbe istituire l’omicidio sul lavoro e una Procura speciale”. Più fermi di così? Dal 2015 (anno di approvazione del Jobs Act) ad oggi: +43% di morti sul lavoro! Dove eravate nel frattempo? A sorpresa, ce lo spiega lo stesso Bombardieri : “quando il sindacato è unito, non ce n’è per nessuno, le regole le scriviamo noi“. Ah, ecco. Quindi, ove nascesse davvero una Procura speciale sugli “omicidi bianchi” e ove (per assurdo) facesse vere indagini, insieme ai padroni e ai ministri del lavoro, dovrebbe condannare anche voi, autori di regole che hanno moltiplicato i morti sul lavoro e la perdita di potere d’acquisto dei salari. Passiamo a Landini (CGIL): “La pace è la condizione per il lavoro dignitoso. Condivido al 100% quello che ha detto il Papa: non esistono guerre giuste”. E allora? Che ci sia qualcosa da fare contro le guerre ingiuste, contro la corsa al riarmo, contro la complicità dell’Italia in tutte le guerre in corso, contro la NATO, per il ritiro delle 40 missioni militari italiane all’estero? Nulla di tutto questo, iddio ne scampi da simili obiettivi eversivi. Quindi, solo vuote declamazioni. Meno peggio l’originale della sua copia-Landini.
Questo spettacolo desolante rispecchia anche lo stato di perdurante passività in Italia del proletariato industriale, e del proletariato in genere. Dopo la buona risposta del 3 ottobre allo sciopero per la Palestina, e alla successiva grandissima manifestazione di Roma, non ci sono state altre scosse, e la spontaneità operaia – ad oggi – è a zero.
Questa constatazione non cambia la nostra priorità politica, che è quella di fare il possibile (il più, mettiamo anche il 99%, non dipende da noi) per favorire la scesa in campo della classe lavoratrice contro il governo Meloni, contro il padronato, contro la corsa alla guerra e la Nato, per fermare il genocidio a Gaza, le guerre in Ucraina, l’aggressione al Libano e all’Iran. E per affermare i nostri bisogni e le nostre necessità immediate (forti aumenti salariali, riduzioni di orario, incremento delle spese sociali) e di prospettiva (la liberazione dal capitalismo).
Per questo abbiamo partecipato o co-organizzato quel tanto di Primo Maggio combattivo e internazionalista che c’è stato in Italia a Torino, Milano, Napoli, Perugia e Marghera – promosso nei primi tre casi dal SI Cobas.
Qui di seguito una parziale documentazione.
Iniziamo da Torino.
Qui di seguito l’intervento del compagno Piero a nome della Tendenza internazionalista rivoluzionaria al corteo di Milano, organizzato dal SI Cobas e da altri organismi (tra cui i GPI), che ha coinvolto un migliaio di partecipanti.
A seguire un’immagine del corteo di Napoli, a Bagnoli, e il commento alla manifestazione del SI Cobas di Napoli.

1 MAGGIO A BAGNOLI: MIGLIAIA IN PIAZZA CONTRO ECONOMIA DI GUERRA, SFRUTTAMENTO E DEVASTAZIONE AMBIENTALE.
IL CORTEO INVADE I CANTIERI DELL’ AMERICA’S CUP!!!
Mentre al centro di Napoli i bonzi sindacali di Cgil-Cisl-Uil hanno messo in piedi la solita triste ed inutile passerella, stendendo i tappetini rossi a un sindaco servo dei padroni, degli affaristi e degli speculatori, a Bagnoli un corteo di migliaia di manifestanti ha sfilato con rabbia e determinazione contro guerra imperialista, genocidio, decreti sicurezza, attacco ai salari, norme antisciopero e “grandi eventi” come l’America’s Cup, utili solo a saccheggiare risorse pubbliche a vantaggio dei soliti capitalisti parassiti.
Durante il corteo, cui il SI Cobas ha preso parte con il proprio spezzone operaio e proletario, è stata invasa l’area dei cantieri per la Coppa America.
La grande manifestazione di oggi rafforza e rilancia le ragioni della lotta contro guerra, economia di guerra e carovita, verso lo sciopero generale del prossimo 29 maggio!
Dai compagni/e di Perugia ci arrivano queste foto e questo commento:

Oggi a Perugia siamo scesi in piazza per ribadire il nostro NO alla guerra imperialista ed al riarmo. La manifestazione è partita in un luogo rappresentativo degli interessi imperialisti in Umbria: la sede di Confindustria.
Lì dentro ha sede il Cluster Aerospaziale Umbro, una associazione di aziende che producono componenti meccaniche e tecnologiche dichiarate formalmente dual-use, ma che in realtà vengono molto spesse utilizzate su aerei ed elicotteri militari come gli Apache in dotazione a moltissimi eserciti o i famigerati F-15, F-16 ed F35, responsabili dei bombardamenti a Gaza da parte dell’esercito genocidia di Israele.
Questo cluster col suo fatturato annuo aggregato di un miliardo di Euro ha ricevuto favori politici ed economici da anni da tutte le giunte Regionali di Destra e di Sinistra.
Il nostro grido contro la guerra e la sempre più attuale Terza Guerra Mondiale deve partire da “casa nostra”, contro tutte quelle realtà che oggi guadagnano sul sangue versato da migliaia di proletari in tutto il mondo.
La Terza Guerra Mondiale parte da casa nostra e da qui noi siamo pronti a contestarla! Ai nostri posti ci troverete!

A Marghera, per la situazione di riflusso e la crescita della frammentazione delle iniziative, non è stato possibile replicare il combattivo e partecipato corteo che il Primo Maggio di due anni fa si concluse davanti ai cancelli della Fincantieri con una forte denuncia dell’industria bellica nazionale, e la significativa partecipazione di operai bengalesi dello stabilimento. Vi è stata, però, un’azione di propaganda ben organizzata dal Comitato permanente contro le guerre e il razzismo e dalla TIR con la diffusione a tappeto di questo volantino ai partecipanti al comizio dei confederali (con innumerevoli faccia a faccia, anche polemici, con loro) e la successiva distribuzione di un altro volantino ad una moschea di Marghera per un’iniziativa cittadina del Comitato permanente prevista per domenica 24 maggio.
Lavoratori e lavoratrici che siete qui per il Primo Maggio,
da anni crescono soltanto i prezzi, la precarietà, i morti sul lavoro, il numero delle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese, le guerre, i decreti sicurezza.
E il futuro si presenta ancor più minaccioso del presente: enormi spese militari, ancora tagli alle spese sociali, licenziamenti per le crisi aziendali, l’uso anti-operaio dell’intelligenza artificiale.
Intanto il governo Meloni continua, anche con il “pacchetto Primo Maggio”, a regalare miliardi ai padroni. E a condonare tutto a quella massa di parassiti che evadono sistematicamente le tasse, quasi sempre piccoli e medi imprenditori pieni di soldi.
La guerra in Ucraina (quasi un milione di morti!), il genocidio di palestinesi a Gaza (in gran parte donne e bambini), l’aggressione di Usa-Israele a Iran e Libano, il riarmo generalizzato nel mondo, il sequestro ieri, da parte del governo Netanyahu, di 175 attivisti della Global Sumud Flotilla, ci dicono a chiare lettere: è cominciata la corsa ad una guerra globale. E soltanto la classe lavoratrice di tutti i paesi del mondo può fermarla!
Anche i dirigenti di CGIL-CISL-UIL sanno molto bene che cosa si sta preparando nelle alte sfere. Ma continuano a cercare l’intesa con un padronato che ci calpesta ogni giorno sui posti di lavoro, e con un governo delle destre che prepara solo guerre, sacrifici per i lavoratori, repressione.
Siamo qui, oggi, per invitarvi a guardare in faccia questa realtà minacciosa. E a reagire insieme, con forza, unitariamente, prima che sia troppo tardi. Non aspettiamo ordini dall’alto! Prendiamo il nostro destino nelle nostre mani! Auto-organizziamoci, al di là delle appartenenze sindacali.
A settembre-ottobre abbiamo messo in campo uno sciopero e grandi manifestazioni per fermare il genocidio a Gaza. Dobbiamo insistere. La guerra all’Iran, in cui l’Italia è complice, sta facendo esplodere i prezzi dei beni di prima necessità. Si avvicina una nuova crisi economica. I padroni ne profittano per dire: “solo la conversione dell’industria in industria per la guerra ci può salvare”. Sarebbe, invece, la via della rovina.
Basta guerre tra popoli per gli interessi dei capitalisti! Basta sacrifici per le spese militari! Aumento dei salari, delle spese sociali! Riduzione degli orari di lavoro! Basta precarietà, basta morti sul lavoro! Facciamo valere le nostre necessità, i nostri bisogni, le nostre aspettative!
Libertà per tutti gli attivisti della Global Sumud Flotilla! Fine del genocidio a Gaza!
Abbiamo davanti a noi due importanti mobilitazioni. La prima è la manifestazione di sabato 16 maggio a Milano, indetta dalle associazioni palestinesi per fermare il genocidio a Gaza e la corsa alla guerra in Medio Oriente e nel mondo. La seconda è lo sciopero generale del 29 maggio indetto dal sindacalismo di base contro il governo e la corsa alla guerra, per forti aumenti dei salari e delle spese sociali. Diamo forza a queste iniziative! Facciamo sentire chiara e forte la voce di chi manda avanti l’economia e la società.
Comitato permanente contro le guerre e il razzismo – piazza Radaelli 3, Marghera
Tendenza internazionalista rivoluzionaria
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In tutte queste città, a Bologna e a Lucca è stata organizzata la diffusione del foglio a stampa de “Il Pungolo rosso” per il Primo Maggio.

