Un blog per chi ama la lotta e sogna la rivoluzione

Milano: 30 aprile-1° maggio, due giornate di lotta contro sfruttamento ed economia di guerra – SI Cobas

Riceviamo e molto volentieri rilanciamo. (Red.)

Anche quest’anno il Primo Maggio, la giornata internazionale di lotta dei lavoratori, è segnata dalle guerre del capitale. È il quinto Primo Maggio di guerra in Sudan durante il quale centinaia di migliaia di persone sono state massacrate e milioni hanno dovuto lasciare le loro case; il quinto primo maggio in cui il popolo ucraino viene usato come carne da macello dall’occidente capitanato dagli Stati Uniti per creare le condizioni verso un nemico comune contro cui armarsi.

È il terzo Primo Maggio del genocidio di Gaza, mentre continua l’invasione in Libano, e la guerra con l’Iran tiene i mercati mondiali col fiato sospeso.

Le distruzioni di impianti petroliferi e del gas in tutto il Golfo, e il blocco di Hormuz stanno facendo balzare in alto i prezzi di tutto: un salasso per il potere d’acquisto dei salari e per le condizioni di vita di centinaia di milioni di lavoratori in tutto il mondo, a fronte dei sovrapprofitti delle compagnie che vendono i prodotti rincarati.

Come classe operaia dobbiamo opporci alle guerre del capitale e al riarmo portato avanti dal governo italiano insieme a quelli europei e di quasi tutto il mondo; allo stesso tempo lottare per difendere le nostre condizioni di lavoro e di vita contro gli attacchi dei padroni e del loro governo: aumentare il salario, e ridurre l’orario di lavoro.

La crisi capitalista porta necessariamente alla guerra per riprodurre le proprie dinamiche di sfruttamento dei lavoratori e l’appropriazione di risorse naturali dei vari paesi.

La guerra esterna è strettamente collegata alla guerra interna, per imporre e garantire lo sfruttamento. 

La nostra lotta contro la complicità del governo italiano nel genocidio di Gaza, e la partecipazione alla guerra in Ucraina è tutt’uno con la nostra lotta contro i decreti sicurezza che vogliono limitare la nostra possibilità di protestare e scioperare, che ci unisce a chi subisce direttamente sulla propria pelle la guerra in Palestina, Libano, Iran e il Golfo, Ucraina e Sudan, e ai lavoratori che ovunque nel mondo lottano per difendere le loro condizioni, contro la repressione di padroni e governi.

Dopo decenni di lotte, negli anni ’70 i lavoratori italiani hanno conquistato la settimana di cinque giorni per otto ore. 

Ma questa conquista è continuamente messa in discussione: da una parte dai bassi salari, che spingono molti lavoratori a fare straordinari per arrivare a fine mese; dall’altra dalla precarizzazione, che crea maggiori condizioni di sfruttamento legalizzato attraverso contratti precari e mal pagati e una disoccupazione crescente.

Questo Primo Maggio manifestiamo contro guerre ed economia di guerra che dirotta sulle armi i soldi che ci servono per costruire case, garantire sanità e istruzione universali e gratuite, per la Palestina libera. 

Contro i decreti sicurezza del governo Meloni e le decisioni della Commissione di “Garanzia” contro gli scioperi, volti a colpire proteste e scioperi. Per la liberazione dei prigionieri politici palestinesi e solidali a tutte le persone colpite dalla repressione.

Per forti aumenti salariali, l’abolizione degli straordinari e la riduzione dell’orario di lavoro: lavorare meno , lavorare tutti! 

Le nuove tecnologie, compresa l’intelligenza artificiale, permettono di vivere meglio lavorando meno, ma in mano al capitale, senza la lotta operaia, sono usate per aumentare i profitti licenziando e intensificando lo sfruttamento.

Lavoratori di tutto il mondo, uniamoci!

,

articoli correlati

Scopri di più da Il Pungolorosso

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere