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I ministri della malavita

E dunque il “generale” al-Masri, killer e torturatore di immigrati/e nei kampi di concentramento libici voluti dall’Italia, è stato arrestato in Libia. Ci sono prove di omicidi, torture e altre crudeltà, sostiene la Procura generale della Libia, a ruota della Corte penale internazionale che lo accusa da tempo di “crimini contro l’umanità”.

Per un tragico errore la Digos di Torino aveva fermato questo brav’uomo in gennaio, ma il duo dei ministri della malavita aveva provveduto a rimpatriarlo il prima possibile su volo di stato con tutti gli onori del caso.

Ora Schlein e Conte sbraitano, con un’impudenza senza limiti. Ma i kampi libici non li ha voluti forse il Pd Minniti, degno erede di Napolitano, il ministro dell’interno che varò i CPR? Per un utile promemoria, c’è un opuscolo della Calusca di Milano con l’intervista ad un compagno della nostra redazione.

E i famigerati kampi di tortura e di esecuzione sommaria di emigranti – a capo dei quali era al-Masri – non li ha forse confermati il ministro di polizia del governo Conte I, Salvini, l’autore dei decreti-sicurezza varati per spezzare le ossa agli immigrati “irregolari”?

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