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Il 7 ottobre dei sionisti

Lo stato d’Israele mordeva il freno in attesa di poter dare la sua rabbiosa risposta alle grandi
manifestazioni del 3 ottobre e dei giorni seguenti con le quali si è risvegliato anche il “popolo
d’Italia” allineandosi, finalmente, al resto del mondo. La rabbia ed il livore sionista erano già al
colmo durante la vigilia: due ragazze con la kefiah aggredite, in due distinti episodi, da turisti
israeliani venuti a Napoli, un medico aggredito allo Spallanzani dopo aver partecipato ad un flash
mob per Gaza, un crescente numero di azioni di chi – a detta del papa e della meloni – lavora
contro l’odio. E da dove è partita l’aggressione agli studenti del liceo Caravillani di Roma? Da un
altro centro di pace: la sinagoga Beth Michael dalla quale è uscito un gruppo di adulti che, entrato
negli spazi scolastici, ha interrotto l’assemblea degli studenti aggredendoli fisicamente e
costringendoli a rientrare in classe. Ma alla fine delle lezioni di nuovo gli uomini di pace della
sinagoga si sono lanciati all’attacco degli studenti – minorenni – che uscivano dalla scuola.
Aggrediti anche i genitori che accompagnavano i figli, viene chiamata la polizia, accorrono le
ambulanze ma la stampa no! Le tv niente! Filmati soppressi!

Eppure, se indagate su questi episodi, le pagine di ricerca sui web vi restituiscono solo notizie di
presunte aggressioni contro turisti ebrei quasi tutte sonoramente smentite da filmati e
testimonianze: la macchina della stampa è ben oleata dalla moneta sionista.
Ma per stampa non deve intendersi solo quella cartacea ed ecco le TV al completo gettarsi sulla
commemorazione del dì fatidico. E come sfuggire a questa mannaia, pronta sul capo di chiunque,
dell’accusa di antisemitismo! Una giornalista ci spiega che Israele ha avuto un deficit di
propaganda (bum!) e che avrebbe dovuto mostrare molto più intensamente le immagini
dell’azione di Hamas e perché non l’ha fatto ce lo spiega lei che sa tutto dei pensieri sionisti. Il
governo Netanyahu non voleva offendere parenti e cittadini con immagini crude: capite,
finalmente, come sono sensibili, come sono delicati costoro che i facinorosi manifestanti
descrivono come belve?! Noi, però, non ce la beviamo e sappiamo bene che lo stato sionista non
ha voluto mostrare che il gigante Golia può essere messo in ginocchio da una fionda.

Perfino ‘la Repubblica’, rappresentata sugli schermi dal suo ex-direttore Molinari, mette in risalto la
grande volontà di pace dello stato d’Israele e il sicuro NO di Hamas al piano Trump. Previsione
facile dato che quelle condizioni capestro sono inaccettabili da chiunque abbia un minimo di buon
senso; manca solo l’accettazione della pena di morte per tutti i componenti di Hamas. Si sbilancia
anche un altro ipocrita invitato permanente a La7: il Giannini (anch’egli di ‘la Repubblica’) che
prima di tutto – copiando Bonelli – dichiara tutto il suo disgusto per la celebrazione di un pogrom.
Nella stessa giornata Meloni corona le sue dichiarazioni contro i manifestanti con una presa di
posizione dall’alto del suo sapere in materia di storia: “Sono trascorsi due anni dall’ignominia
del massacro compiuto dai terroristi di Hamas contro migliaia di civili inermi e innocenti
israeliani, donne e bambini compresi. Crimini indicibili che fanno del 7 ottobre una delle pagine
più buie della storia”. E meno male che non ha messo in campo lo stupro, mai provato e
smentito perfino da fonti giornalistiche con simpatie sioniste!

Al regalo ai sionisti per la ricorrenza non poteva sottrarsi Gasparri con una proposta di legge
che punisce ogni critica allo stato d’Israele: si va dall’obbligo di segnalazione fino a norme
penali come l’odio razziale (col che Gasparri dimostra di pensare che i cittadini israeliani sono
una razza!) e l’antisemitismo. Ora anche noi, che abbiamo sempre distinto il sionismo dall’antisemitismo, potremmo trovarci a processo con accuse che non vengono certo
rivolte ai coloni sbarcati in Palestina e che attaccano case, orti, greggi e palestinesi che sono
semiti molto più di loro.

E adesso avanti, campisti e affini! Cantateci ancora il ritornello dell’Italia serva degli Usa da
correggere ed emancipare dal giogo imperialista con una potente guerra di popolo! Come non
accorgersi che il livore della destra è di vecchia data, viene da molto prima del 7 ottobre del
2023, è radicato nel loro odio contro i proletari e perfino contro settori delle classi medie purché
non siano i bottegai, i balneari, i piccoli usurai, gli evasori grandi e piccoli che costituiscono la
loro base elettorale. L’occasione è troppo ghiotta per non approfittarne e per giocarsi la carta
di un nuovo attacco ai proletari fatto con tutto l’apparato di stato: dal parlamento alla polizia.
E’ così che il governo Meloni cerca di stare alla pari del centro motore amerikano e anzi tenta
un suo personale sorpasso. Incoraggiati dalla criminalizzazione trumpista di Antifa, la destra
cerca in tutti i modi, non solo con le sortite di Gasparri, di parare una probabile estensione alle
classi più espressamente proletarie del carattere delle manifestazioni attuali. Meloni cerca
anche di non farsi sorpassare dalle vere e proprie “campagne” di arresti che si susseguono
sull’esempio dell’Inghilterra e che portano il segno del rinnovato bellicismo dell’Europa, culla di
civiltà, faro di pace e del diritto internazionale – “fino ad un certo punto” (così Tajani).

Quindi a Bologna si assediano i manifestanti e li si stringono contro i muri con botte e idranti. A
Torino è vietato manifestare, a Roma allerta massima intorno all’area del Ghetto e attenzione
perfino alla prossima partita di calcio Italia-Israele.

Quello che ci meraviglia, e ci avviamo alla conclusione, è il silenzio del Transatlantic Friends of
Israel, una lobby regolarmente iscritta nel registro di Bruxelles. Gli incontri con le istituzioni
europee sono regolari e proficui: lo scorso anno ha gestito un budget di 700mila euro di cui non
dichiara la provenienza ma dall’esame dei bilanci le entrate del Transatlantico sembrano
dipendere principalmente dall’American Jewish Committee che si configura, quindi, come casa
madre. E’ utile dire che AJC ha inviato nel 2023 in Europa quasi 3,5 milioni di dollari per attività
di advocacy (lobbystica). Ecco perché dalla prua del Transatlantic si staglia imponente la
sagoma di Fassino e di un seguito nutrito di esponenti del PD (Curti, Marco Di Maio, Stefano
Graziano, Pina Picierno,…) insieme a figure di spicco di FdI, FI, Lega. Chi vorrebbe vestire di
dignità politica le posizioni del PD fa il grave errore di attribuire loro qualcosa di più della
corruttela democristiana. E se ora scendono in piazza strappandosi tardivamente i capelli per la
strage di bambini, riescono solo a mostrare una profonda ipocrisia contro la quale non si può
fare a meno di battersi. E’ un compito imposto dalla necessità della chiarezza.

Una chiarezza che molti giovani hanno mostrato in questi giorni. Certamente le elezioni non
spiegano tutto ma restano un indicatore di tendenze e, nonostante il PD abbia “scoperto”
quanto valgono le manifestazioni di questi giorni, in pochi ci sono cascati. Certo non è bello
vedere la destra esultante, ma ci conforta il fatto che questa nuova generazione non si lascia
incantare, e questo è buon segno per il futuro, è una buona premessa per il lavoro che ci attende!

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