Il compagno Jacopo ci segnala questo dispaccio dell’Ansa relativo ad una protesta degli immigrati rinchiusi nel Cpr di Palazzo san Gervasio (Potenza), che ci era sfuggito, e ci sembra abbia avuto quasi nessun eco sui mass media. Ed è invece un primo esempio dell’applicazione della nuova legge sulla “sicurezza” (la sicurezza dei poteri costituiti) entrata in vigore alla fine di luglio di quest’anno, con il solito trattamento speciale in peggio per i proletari immigrati. Vietato protestare (anche in modo “passivo”) nei Cpr!
Esattamente un anno fa era morto in questo luogo di detenzione amministrativa, di vessazioni sistematiche e di tortura, per cause, ad oggi, non accertate dalla magistratura, Oussama Darkaoui, di 22 anni, emigrato dal Marocco.
Il minimo della nostra solidarietà che dobbiamo a questi fratelli di classe è farne conoscere la persecuzione da parte del governo e delle istituzioni carcerarie italiani, avanguardie del razzismo di stato in tutta l’UE, già dai tempi della approvazione della legge Bossi-Fini (luglio 2002), che nessun successivo governo di centro-sinistra ha mai pensato di abolire. (Red.)
“Nove arresti nel Cpr del Potentino, uno resta in carcere. Otto trasferiti in altri Centri per il rimpatrio (ANSA)
Potenza, 9 agosto
“Sono stati convalidati gli arresti eseguiti dalla Polizia per nove uomini (due in flagranza di reato e sette in ‘differita’) coinvolti nei giorni scorsi in proteste e disordini nel Cpr di Palazzo San Gervasio (Potenza). Dopo l’udienza di convalida per i due arrestati in flagranza di reato, il gip del capoluogo lucano ha deciso che uno, il promotore – secondo gli investigatori – della protesta, resti in carcere, mentre l’altro, per il quale non è stata disposta alcuna misura cautelare, sarà trasferito in un altro Centro per il rimpatrio. Per gli altri sette – che erano stati arrestati in flagranza differita, come previsto dal Decreto sicurezza 2025 – si è tenuto il processo per direttissima, al termine del quale non è stata disposta alcuna misura cautelare, con il conseguente trasferimento in altri Cpr.
“Le proteste e i disordini erano scoppiati nei giorni scorsi in occasione del primo anniversario della morte di Oussama Darkaoui, un 22enne marocchino deceduto il 5 agosto 2024 all’interno del Cpr di Palazzo San Gervasio. Sulle cause della morte è in corso un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza”. (ANSA)
Qui sotto dei materiali relativi alle prassi abituali in uso in questo Cpr che portarono, l’anno scorso, all’apertura di una inchiesta, senza arresti ovviamente, nonostante i pesantissimi capi di imputazione.

https://www.meltingpot.org/2024/07/cpr-di-palazzo-san-gervasio-27-indagati-e-26-capi-di-imputazione

