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Riscatto di stato per sequestro di stato – Mai più lager / No ai Cpr

La guerra ai proletari immigrati ed emigranti, che la Repubblica italiana sta portando avanti da almeno quarant’anni e alla quale il defunto Giorgio Napolitano ha contribuito (criminalizzando la solidarietà di chi salva gli emigranti in mare o sui passi montani, istituendo i CPR, lager di stato per immigrati, rei di libertà, e firmando la sua “Turco-Napolitano”, antesignana della “Bossi-Fini”, tutt’oggi in vigore) viene inasprita dall’attuale governo antiproletario.

Alla scuola di disciplinamento, alla palestra di sottomissione della futura forza-lavoro, marchiata a fuoco dal razzismo di stato delle politiche migratorie italiane ed europee – fatto anche di carcerazione preventiva e deportazione degli emigranti, pur senza aver subito alcuna condanna, nei suddetti lager di stato fino a 18 mesi – si aggiunge, ora, anche la richiesta di un riscatto.

Una tradizione tutta mafiosa a cui il tanto decantato stato di diritto (che è rovescio) si rifà esplicitamente.

Chi sono i trafficanti di esseri umani? Chi guadagna col “business dell’immigrazione”? (Red.)

di Mai più lager – NO ai CPR

Ad un sequestro di Stato corrisponde ora anche un riscatto di Stato. È il decreto 14 settembre 2023 (“Indicazione dell’importo e delle modalità di prestazione della garanzia finanziaria a carico dello straniero durante lo svolgimento della procedura per l’accertamento del diritto di accedere al territorio dello Stato”) apparso ieri in gazzetta ufficiale a prevederlo, attuando una previsione del decreto Cutro.

Corrispondendo una garanzia a mezzo fideiussione bancaria o polizza assicurativa (!) “individuale e non versata da terzi”, una persona richiedente asilo può ora evitare la detenzione amministrativa nei nuovi centri introdotti dal DL Cutro.

Il prezzo della libertà di una persona ora è stato definito dal Ministero dell’Interno: è di 4938 euro.

Come più volte abbiamo segnalato, con il DL Cutro si è andati anche oltre l’obbrobrio dei CPR, riservati alle persone senza permesso di soggiorno.

Perché il trattenimento in detenzione amministrativa è ora applicato anche a persone che fino all’altro giorno avrebbero diritto ad un permesso, e che anche nei discorsi più beceri venivano finora fatti salvi, perché in fuga da guerra o persecuzioni per motivi di carattere etnico, religioso, o a causa della appartenenza ad un determinato gruppo sociale, a causa della nazionalità oppure per le opinioni politiche e simili.

Ora neppure queste hanno scampo.

Contro i provvedimenti liberticidi di questo Governo, e contro le politiche dei precedenti Governi che hanno consentito di arrivare a questo punto:

La vera emergenza siete voi!

No ai CPR, No ai lager di Stato

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