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Palestina: gli ultimi crimini dello stato sionista (durante la tregua)

Nei giorni scorsi Hamas e la resistenza palestinese a Gaza sono stati pesantemente attaccati e minacciati da Trump e Netanyahu perché non rispetterebbero l’accordo di tregua. Senonché sono proprio il governo e l’esercito sionisti a violarla sistematicamente e impunemente – Hamas ha calcolato oltre 700 violazioni! Qui di seguito – limitandoci alle sole segnalazioni che ci sono pervenute dalla compagna Maria Grazia – un elenco molto parziale di alcuni di questi odiosi crimini, che vanno dall’assassinio di bambini alla chiusura della libreria Educational Bookshop a Gerusalemme, dalle torture inflitte in carcere al medico di Gaza Hussam Abu Safiya al massacro di decine di palestinesi che stavano ritornando alle proprie case distrutte. Per non parlare della devastazione su ampia scala dei campi profughi di Jenin e Tulkarem…

Quando dici democrazia, cultura, civiltà (Herzl: “In favore dell’Europa costruiremmo là [in Palestina] una parte del vallo per difenderci dall’Asia, costituendo così un avamposto della cultura [civiltà] contro la barbarie”), è di questo che si tratta. Viva la “barbarie”! (Red.)

26 gennaio 

https://ilmanifesto.it/jenin-resta-nella-morsa-delloffensiva-israeliana?t=vDNG4u0YE1PzoHSFMJtbf

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2025/01/25/anp-bambina-di-2-anni-uccisa-da-spari-israeliani-a-jenin_9296b50b-9d38-4a65-bfb3-1220951252f9.html

30 gennaio

Oltre 80 palestinesi sono stati uccisi in tutta Gaza da quando è entrato in vigore il “cessate il fuoco”, 49 dei quali a Rafah. Israele ha ripetutamente violato l’accordo, uccidendo decine di civili che tornavano nei loro quartieri devastati.

10 palestinesi sono stati uccisi da un raid aereo israeliano su Tammun nel nord della Cisgiordania dove prosegue l’offensiva “Muro di ferro”. A Jenin, sotto assedio e dove oggi è andato il ministro della Difesa israeliano Katz, sono stati uccisi 18 palestinesi negli ultimi giorni.

1 febbraio

Quasi tutti gli abitanti del campo profughi di Jenin sono stati espulsi dopo che l’esercito israeliano ha distrutto case e infrastrutture chiave. (Nicola Perugini)

La marina d’occupazione israeliana ha UCCISO il pescatore palestinese diciannovenne Saher Qur’an, aprendo il fuoco contro la sua barca da pesca al largo del campo profughi di Al Nuseirat, nella zona centrale di #Gaza!

2 febbraio

https://m.youtube.com/watch?v=Of0YidyQZio&t=513s&pp=2AGBBJACAQ%3D%3D

E’ iniziata adesso la distruzione del campo profughi di Jenin.

5 febbraio

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2025/02/05/media-palestinesi-a-rafah-uccise-quattro-persone_4d5388f2-079e-4e1b-9278-7d3645bd0d43.html

8 febbraio

Morti, sfollati e demolizioni. Tulkarem e Jenin come Gaza. Campi profughi sotto attacco. E nell’ospedale governativo di assediato di Jenin arrivano «solo civili, gente innocente». (Michele Giorgio)

9 febbraio

DONNA PALESTINESE INCINTA UCCISA DA SPARI ISRAELIANI

Sundus Shalabi, 23 anni, incinta di 8 mesi è stata uccisa e suo marito ferito dal fuoco dei soldati israeliani mentre cercavano di uscire dal campo profughi di Nur Shams a Tulkarem. (Michele Giorgio)

10 febbraio

Gerusalemme. La polizia israeliana ha effettuato un raid nella nota libreria  Educational Bookshop e ha arrestato i proprietari, i fratelli Mahmud e Ahmad Muna, sostenendo che i libri in vendita, molti dei quali di autori ebrei e israeliani, rappresenterebbero una forma di “istigazione”. Michele Giorgio.   Ci avevo comprato dei libri anch’io.

“Sono circondato da molti soldati armati e tre grandi bulldozer. Hanno invaso il villaggio di Khirbet al-Daba a Masafer Yatta, sfrattando con la forza le famiglie dalle loro case in questo freddo gelido. Finora, tre case sono state demolite e la distruzione è ancora in corso.” Basel Adra, registra di No other land. Oggi.

12 febbraio

https://pagineesteri.it/2025/02/07/medioriente/morti-sfollati-e-demolizioni-tulkarem-e-jenin-come-gaza/   

Ieri le autorità israeliane hanno abbattuto 11 edifici nella regione di Masafer Yatta in Cisgiordania, in quella che, secondo il leader del consiglio locale palestinese Nidal Younis, è stata la demolizione più estesa degli ultimi due anni.

Ieri  i due librai dell’Educational Bookshop di Gerusalemme Est arrestati sono stati rilasciati, ma con divieto di tornare in libreria.

Gli sfollati in Cisgiordania degli ultimi mesi raggiungono ormai la cifra di 40.000. La pulizia etnica continua, con la totale copertura e connivenza dei mass media italiani ed europei.

https://ilmanifesto.it/cacciati-casa-per-casa-incendi-alle-abitazioni-40mila-sfollati-in-cisgiordania?t=qSxWnC8Xt2QWQpSy5CHnK

14 febbraio

Un noto direttore dell’ ospedale di Gaza, il dottor Hussam Abu Safiya, rinchiuso nella prigione israeliana di Ofer,  è sottoposto a varie forme di tortura e trattamenti disumani. Questo secondo il suo avvocato che l’ha visitato per la prima volta, dopo 40 giorni.

15 febbraio

Chiudiamo questa cronaca con alcune parole di Dahlia Scheindlin (da Hareetz), una delle pochissime cittadine ebree di Israele che ha conservato un minimo di spirito critico: ” è necessario ripeterlo: gli ebrei israeliani sono le ultime persone sulla Terra che possono lamentarsi del desiderio palestinese per una terra “dal fiume al mare”. Lo Stato di Israele è la madre del “dal fiume al mare”, usando un linguaggio grafico piuttosto che geografico. Oggi è quasi impossibile trovare una mappa, in qualsiasi spazio pubblico di Israele, che mostri la Linea Verde che delineerebbe un ipotetico stato palestinese. Le mappe in Israele mostrano l’intera terra, indivisa, cancellando di fatto l’identità politica e nazionale palestinese“. In questi mesi sarà capitato migliaia di volte di sentir definire razzista e sterminista l’espressione “dal fiume al mare” se riferita dai palestinesi alla liberazione integrale della loro terra. Tutto bene, invece, se a farlo sono le autorità di occupazione sioniste.

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