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Padova: altri fogli di via al SI Cobas contro lo sciopero a Tigotà, altre perquisizioni contro attivisti di Ultima generazione

La questura di Padova, evidentemente, vuole collocarsi all’avanguardia nella repressione delle lotte operaie, ed in particolare dei picchetti operai, prima ancora che il DDL ex-1660 sia stato approvato.

La lotta sotto tiro, in questo caso, è quella in corso alla Tigotà per i passaggi di livello, e i due destinatari dei fogli di via sono stati il 4 novembre Abbas Mohasan, del coordinamento provinciale di Brescia, e nei giorni scorsi F. Ghiorghita (per la durata di 4 anni). Ma forse un terzo provvedimento è in arrivo – “una linea dura tesa ad intimorire gli scioperanti e all’interno della logica repressiva messa in atto dal Ministero dell’interno. La lotta, però, andrà avanti fino al ottenere le nostre richieste”, questa la dichiarazione del SI Cobas nazionale.

Il bersaglio è esplicitamente il picchetto organizzato dal SI Cobas come indispensabile strumento della lotta operaia e proletaria. Nel verbale della questura si legge, infatti: (si) “bloccava completamente l’attività del magazzino e dei camionisti; nello specifico i dipendenti, dopo aver affisso sugli accessi delle bandiere rosse del sindacato, legate le une alle altre a formare una cordata, si posizionavano fisicamente davanti all’ingresso del carraio ovvero sostavano nei suoi pressi sotto ad un gazebo dagli stessi montato per ripararsi dal freddo”.

Del resto, qualche tempo fa Piantedosi era stato esplicito. Ci chiediamo: come mai nella manifestazione del 14 dicembre a Roma il tema dei picchetti di sciopero è stato pressoché inesistente? Per non disturbare gli apparati della CGIL? O anche per non disturbare i “manovratori” (i padroni del vapore) così cari al Pd e soci?

Ma la questura di Padova non vuol restare indietro neppure sul fronte degli attivisti ecologisti. Ed ecco uno staff di poliziotti e carabinieri perquisire (ieri, 18 dicembre) le case di due attivisti di Ultima generazione (non è la prima volta che accade) alla ricerca di elementi indiziari contro gli autori di qualche scritta murale critica verso la polizia… potete leggere i dettagli nel testo che qui sotto riportiamo dell’Osservatorio repressione. Per lo stato italiano, si può impunemente sterminare 200.000 palestinesi a Gaza garantendo l’impunità al primo responsabile di questo orrendo eccidio per i suoi immensi meriti democratici, quello non è vandalismo, non è criminalità. Vandalismo, invece, è protestare contro i comportamenti della polizia seppure soltanto con una scritta. Avanti così! Senza dubbio a qualcuno/a farete paura, ma saranno di più quelli/e a cui, con queste azioni intimidatorie, aprirete gli occhi, svelando la vera natura e funzione dello stato democratico.

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