Riceviamo e volentieri rilanciamo questo comunicato dei GPI, che dà conto del partecipato presidio di ieri (martedì 18 marzo) davanti all’università di Padova contro il genocidio a Gaza, ripreso con gli immani massacri degli ultimi giorni, e denuncia l’operazione di polizia compiuta al termine del breve corteo con il fermo di alcuni compagni e l’emissioni di 4 fogli di via della durata di 2 e 3 anni sulla base della seguente motivazione: “un presunto nucleo di matrice antagonista-anarchica avrebbe fatto partire il corteo non autorizzato”. In realtà, rispondono i GPI, “ciò che ci ha spinto a partire in corteo è l’esigenza forte, oggi più che mai, di gridare il nostro sdegno e di mobilitarci contro un massacro che annienta qualsiasi diritto umano e qualsiasi morale, che le istituzioni non solo avallano ma finanziano direttamente. Mentre la nostra gente viene trucidata, affamata, stuprata e la nostra terra devastata non possiamo stare fermi, ma dobbiamo rispondere subito all’appello della Resistenza palestinese e del nostro popolo tutto”. Parte di questa risposta, naturalmente, dev’essere la risposta alla repressione che non può e non deve intimidirci. Al presidio siamo intervenuti come compagni della TIR, accogliendo l’invito dei GPI a rilanciare con la massima determinazione l’iniziativa a sostegno del popolo e della resistenza palestinese, contro la macchina di morte sionista, occidentale, e contro la totale complicità dello stato italiano e del governo Meloni nello spalleggiare e coprire questa ripresa dei massacri a Gaza, che in due giorni ha già fatto mille morti, di cui centinaia di bambini. Nella nostra denuncia della guerra interna, come altra faccia della guerra di genocidio esterna e della corsa al riarmo decisa dall’UE, dobbiamo incorporare non solo il DDL-“sicurezza” e il DDL 1004 contro gli atti di “anti-semitismo” (in agguato dietro l’angolo), ma anche la legge n.94/2005 che stabilisce i termini dell’Accordo generale di cooperazione tra Italia e Israele nel settore della difesa.
Fuori la Maersk dall’Interporto di Padova. Blocchiamo la guerra qui! – GPI

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