Mentre il fronte del Donbass sta letteralmente crollando per ammissione dello stesso stato maggiore dell’esercito ucraino; mentre da Washington a Roma si continua a giurare eterno appoggio all’Ucraina di Zelensky affinché sacrifichi fino all’ultimo vivente i suoi uomini e le sue donne per i sordidi interessi dei capitalisti e degli stati della NATO, e dei loro servitori ucraini; si incanaglisce in Ucraina la caccia agli uomini in età di leva (dai 25 ai 60 anni) da parte delle odiate pattuglie a ciò incaricate, impegnate in veri e propri raid e sequestri di persona. Nel contempo, però, come si vede in questa selezione di immagini prodotta per il presidio di oggi [4 novembre] davanti al consolato dell’Ucraina a Milano, cresce la rabbia e la resistenza popolare a questa irregimentazione per un massacro che si rivela sempre più non la via all’autodeterminazione nazionale, bensì il suo contrario – un bagno di sangue di proletari ucraini, russi e di molte altre nazionalità ad esclusivo beneficio delle grandi potenze e dei grandi e piccoli profittatori di guerra.
La caccia ai renitenti alla leva in Ucraina (video)

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