Abbiamo posto ad Alex Callinicos, noto studioso marxista britannico, storico militante trotskista, alcune domande sui recenti raid razzisti e sul tentativo di riorganizzazione del movimento fascista nel Regno Unito. Qui di seguito la registrazione dell’intervista e una sua parziale trascrizione in lingua italiana. (Red.)
D. La nostra prima domanda riguarda lo sfondo sociale dei raid razzisti in diverse città del Regno Unito. A noi sembra che la crescita della povertà e dei processi di marginalizzazione, che si è ulteriormente espansa dopo la Brexit, abbia molto a che vedere con le manifestazioni anti-immigrati. E’ così, o è una visione troppo semplicistica delle cose?
Questo è un elemento, ma non spiega tutto. Queste manifestazioni hanno luogo nel Nord dell’Inghilterra, l’area più colpita dal crollo dell’industria manifatturiera. Ad esempio il luogo dove hanno cercato di dar fuoco agli immigrati è una cittadina vicino a Sheffield, una città dell’acciaio distrutta negli anni ’80, che ha un aspetto tipico delle zone in cui ci sono state le proteste più forti. Ma si deve fare attenzione per quel che riguarda la composizione sociale dei partecipanti. Sono gruppi abbastanza ristretti di persone. Tra quelli che ora sono sotto processo, ce ne sono di anziani, settantenni, alcuni hanno posizioni economiche stabili, uno è un direttore d’azienda… Quindi si tratta di un gruppo socialmente misto, cosa che è coerente con quello che sappiamo: non è vero che l’estrema destra recluta prevalentemente tra gli strati inferiori della classe operaia. Da quello che sappiamo, fin dai tempi di Mussolini i fascisti reclutavano soprattutto nella piccola borghesia, ed è così anche ora. Certo la propaganda anti-immigrati, di cui è stato responsabile l’ultimo governo, ha avuto una risonanza ampia in seguito alla sofferenza economica per il neo-liberismo, l’austerità, gli effetti della pandemia. Come in Italia, ci sono problemi sociali come il sistema sanitario che sta scoppiando. Ma per quanto ci possano essere cause sociali, non si tratta di un movimento di lavoratori.
D. Quanto spontanee e quanto organizzate sono queste manifestazioni? Ci sembra che l’islamofobia seminata per anni “dall’alto” stia dando questi frutti. Ma non ci è chiaro il ruolo di organizzazioni come quella di Farage e di altre formazioni neofasciste.
È importante non vedere queste manifestazioni come spontanee, sono manifestazioni organizzate. Da un punto di vista storico, l’ultima volta che ci sono stati moti razzisti spontanei in Gran Bretagna è stato nel 1958 a Nottinghill in West London. I governi che si sono succeduti hanno legittimato l’islamofobia e soffiato sull’isteria anti-immigrati. Uno degli slogan di Sunak, l’ultimo primo ministro, era “Stop the boats” (le piccole imbarcazioni che portano pochi rifugiati dalla costa francese all’Inghilterra). Alcuni dei gruppi scesi in strada gridavano lo stesso slogan: è chiaro il collegamento tra la propaganda ufficiale e questa teppaglia. È importante evidenziare che il governo laburista sta continuando questa propaganda. La nuova ministra dell’Interno Cooper ha subito affermato che organizzerà una campagna contro gli immigrati illegali. Nel Regno Unito l’immigrazione illegale è molto marginale, una goccia nel mare dell’immigrazione regolare, ma è amplificata dai politici.
Nelle ultime elezioni il partito di Farage, Reform UK, ha avuto successo, con 4 milioni di voti, riuscendo a far eleggere 5 deputati, non è poca cosa dato il sistema elettorale maggioritario uninominale. Poi c’è la parte organizzata, c’è questo personaggio che si chiama Yaxley-Lennon, e che si fa chiamare Tommy Robinson: da 15 anni cerca di organizzare gruppi fascisti. È sempre stato sconfitto dal movimento antifascista, ma ci sta riprovando, ed è riuscito a organizzare una grossa manifestazione di 15 mila persone a Londra una decina di giorni fa. Ha chiesto ai partecipanti di alzare la mano se avevano votato Reform UK, il partito di Farage, e tutti avevano alzato la mano… Farage ha a disposizione parecchio denaro, è stato ambiguo rispetto ai suoi finanziatori.
Tutto è iniziato con quel terribile incidente nel quale uno squilibrato ha ucciso le bambine: Farage disse che si trattava di un musulmano immigrato dalla Siria, cosa completamente falsa. Lui è in combutta con Robinson, ed è stato uno dei suoi accoliti a dare il via alla protesta. Telegram, Twitter, ecc. hanno amplificato le iniziative. È un tentativo organizzato di ricostruire il movimento fascista in Gran Bretagna, ma penso che lo sconfiggeremo.
D. L’affermazione di Elon Musk secondo cui nel Regno Unito si sta andando verso una guerra civile, ha trovato eco nella società britannica, o si è trattato più che altro di un fatto mediatico?
Quello che ha fatto Musk è attaccare il governo laburista. Più efficace della sua affermazione sulla guerra civile (gli USA vi sono più vicini), è la sua affermazione che se protesti per la Palestina, sei trattato con più indulgenza che se protesti contro gli immigrati. Falso. I Tory hanno imposto condanne assurde ad esempio contro le proteste ecologiste, ma Musk l’ha ripetuto facendolo sembrare più plausibile. Lui, però, non è molto influente nella politica britannica; è più influente negli USA con l’appoggio che ha dato a Trump. Ma ci sono finanziamenti [al movimento neo-fascista], c’è una stazione radio privata finanziata da un gestore di Hedge fund. Quindi non è un movimento spontaneo dei più poveri dei poveri…
D. La risposta antirazzista è stata ampia, superando di gran lunga le iniziative della destra. Quanto ha pesato il movimento per la Palestina? Questo movimento anti-razzista è solo un movimento giovanile, o ha coinvolto anche settori della classe lavoratrice?
Le manifestazioni di mercoledì per proteggere gli immigrati sono state enormi, di gran lunga più numerose di quanto i fascisti possano mai mettere insieme. In un quartiere del Nord di Londra c’è stata una grande manifestazione, e vedevi 5 fascisti messi di lato… [L’ampiezza di queste manifestazioni] riflette il fatto che le città britanniche sono molto multiculturali, non solo Londra, anche Bristol, Liverpool, Brighton… Una sola cautela: mi è sembrato che il movimento fosse meno forte nel Nord dell’Inghilterra, dove il movimento antirazzista è meno sicuro di sé. Certo, alle manifestazioni hanno partecipato componenti della classe lavoratrice: c’erano striscioni dei sindacati, sindacalisti che hanno partecipato all’organizzazione, anche se l’organizzazione decisiva è stata Stand Up to Racism, di cui fa parte il SWP. Gli anni 2010 iniziarono con il movimento contro l’austerità, ma sono terminati con la sconfitta della sinistra, rappresentata dalla demolizione di Corbyn da parte dell’establishment della destra del Labour Party.
Ora siamo in una nuova fase, iniziata nel 2022-’23 con gli scioperi contro l’inflazione dei ferrovieri, degli docenti universitari e delle scuole, e di altri settori ancora; poi abbiamo avuto il movimento per la Palestina su una scala gigantesca… Sabato [3 agosto] c’è stata una grande manifestazione per la Palestina con 100 mila persone a Londra, e nessuno ne parla – un movimento costruito dal basso contro l’opposizione del governo conservatore e della leadership del Labour, che ha espresso solidarietà tra musulmani e altri lavoratori, e ha dato fiducia nel manifestare alla gente e rafforzato la solidarietà di classe; anche negli slogan si sono fatti collegamenti tra la Palestina e l’anti-razzismo. Quello che si è verificato mercoledì [7 agosto] è un grosso spostamento nei rapporti di forze, una sconfitta per l’estrema destra e i conservatori. Ed anche per il governo. Infatti, la ministra dell’interno Cooper aveva consigliato alla gente di stare a casa… Ci sono ampi settori della sinistra sui quali il governo non ha influenza. Il Labour ha ottenuto solo un terzo dei voti, Corbyn ha ottenuto più voti di Starmer, altri candidati pro-Palestina sono stati eletti, nella stessa circoscrizione di Starmer un candidato sudafricano dell’ANC ha ottenuto il 20% dei voti, una studentessa ha quasi battuto quello che ora è ministro della Sanità.
C’è un consolidamento di una sinistra indipendente, anche se non è politicamente e organizzativamente coesa; ma c’è una sinistra radicale di massa.
D. Un’ultima domanda: nelle manifestazioni della destra è stato posto, oppure no, il tema del rapporto con gli strati marginalizzati nei quali le destre raccolgono manovalanza, o seguito, da mandare allo sbaraglio?
Nelle elezioni del 2019 (Brexit) molte comunità di ex minatori, tradizionalmente laburiste, hanno votato Tory: un riflesso di quanto settori di lavoratori si siano staccati dal Labour, sentendosi abbandonati (questa volta molti sono ritornati a votare Labour, ma con un sostegno condizionato). Vedi anche la Francia, dove i partiti borghesi hanno perso la loro base di massa, dopo aver avuto i migliori risultati nel 2021, mentre ora hanno avuto il peggior risultato dal 1932. La politica borghese è molto volatile. L’estrema destra ci gioca. Farage, pur essendo un ricco uomo della City, fa il Trump britannico presentandosi come la voce di chi è escluso dall’élite…
Bisogna lavorare ancora per schiacciare l’estrema destra. Nel fine settimana ci saranno grosse manifestazioni anti-razziste. Trotsky diceva che il fascismo era un prodotto della disperazione controrivoluzionaria. È molto importante perciò dare speranza alla gente. La sinistra radicale ha l’occasione di indicare un’alternativa, ma occorre molto lavoro per riuscirci.

