Il salto di qualità nella repressione statale del conflitto di classe e delle lotte sociali e ambientali, e perfino del dissenso, incarnato dal DDL 1660 voluto con la massima determinazione dal governo Meloni, è tutto salvo che un fatto nazionale, circoscritto all’Italia. L’incrudimento delle misure repressive, specie di quelle contro le manifestazioni a sostegno della resistenza palestinese e libanese, è un dato comune alla totalità dei paesi europei. Ma non della sola Europa si tratta, evidentemente. Anzi…
Proprio la consapevolezza di questo pericolo comune, ha spinto formazioni, organismi politici, siti di diversi paesi a solidarizzare con le iniziative della Rete Liberi/e di lottare – Fermiamo insieme il DDL 1660 e dei suoi promotori.
Abbiamo già dato conto della protesta organizzata il 4 ottobre dal Partito Obrero che si è tenuta in Argentina davanti all’ambasciata italiana, documentata da questo articolo di “Prensa Obrera”:
Il 5 ottobre, a Berlino, nel corso di una manifestazione contro la Palestina, per iniziativa dei compagni del Fronte unito anti-imperialista contro il fascismo, la guerra e la catastrofe ecologica, i dimostranti hanno sostato davanti l’ambasciata italiana, denunciando il governo Meloni e solidarizzando con la manifestazione che si teneva in contemporanea a Roma.
Due siti esteri hanno dato diffusione al Manifesto della Rete : il sito curato in Svizzera da Charles-André Udry, http://www.alencontre.org, https://alencontre.org/europe/italie/italie-dossier-instauration-dune-loi-liberticide-le-ddl-1660.html
e il sito curato in Francia da Christian Mahieux (che ha raccolto una sollecitazione di Alain Bihr)
Con il sostegno dei compagni Lucia Pradella e Alex Callinicos, poi, sia il Manifesto che l’appello alla solidarietà internazionale redatti dalla Rete hanno avuto una larga circolazione tra i militanti di diversi paesi, mentre si sta apprestando nel Regno Unito una presa di posizione del circuito “University and College Workers for Palestine” di sostegno alle iniziative di lotta del 5, 18 e 19 ottobre.
Eccolo, appena pubblicato:
Benché ci siamo mossi con un po’ di ritardo in questa direzione, la nostra campagna contro il DDL 1660, il governo Meloni, l’economia di guerra e la disciplina di guerra ha cominciato ad avere un’eco internazionale, che di sicuro non finirà qui.
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The qualitative leap in state repression of class conflict and social and environmental struggles, and even dissent, embodied by DDL 1660 wanted with the utmost determination by the Meloni government, is anything but a national fact, limited to Italy. The hardening of repressive measures, especially those against demonstrations in support of the Palestinian and Lebanese resistance, is a fact common to all European countries. But it is not only Europe, of course. Indeed…
It is precisely the awareness of this common danger that has prompted formations, political bodies, and sites in different countries to show solidarity with the initiatives of the Network Free to Fight – Let’s Stop Together the DDL 1660 and its promoters.
We have already reported on the protest organized on October 4 by the Partido Obrero that was held in Argentina in front of the Italian embassy, documented by this article in “Prensa Obrera”:
On October 5, in Berlin, during a demonstration against Palestine, on the initiative of the comrades of the Anti-imperialist United Front against fascism, war and ecological catastrophe, demonstrators stopped in front of the Italian embassy, denouncing the Meloni government and showing solidarity with the demonstration that was being held simultaneously in Rome.
Two foreign sites have disseminated the Manifesto of the Network: the site edited in Switzerland by Charles-André Udry, http://www.alencontre.org,
and the site edited in France by Christian Mahieux (who took up a solicitation from Alain Bihr)
With the support of comrades Lucia Pradella and Alex Callinicos, then, both the Manifesto and the call for international solidarity drawn up by the Network have had a wide circulation among militants from different countries, while in the United Kingdom a position is being prepared by the circuit “University and College Workers for Palestine” in support of the initiatives of struggle of the 5th, 18 and 19 October.
Here it is, just published:
Stop the repression of Palestine solidarity protests in Italy
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Ed ecco un ultimo aggiornamento (al 10 ottobre) degli organismi che si sono uniti alla Rete Liberi/e di lottare contro il nuovo decreto-sicurezza Piantedosi-Nordio-Crosetto, da tipico stato di polizia. Nel paese dei “mille campanili” e dei più di mille particolarismi (in ogni campo), quello raggiunto finora è un risultato del tutto insperato. Ora che si sta entrando nella fase finale dell’iter parlamentare di questa legge, bisogna intensificare gli sforzi di mobilitazione unitaria per renderla quanto più forte e coesa possibile.
Unione Contadina, Sezione Misa Esino – Radio Vostok – Sol.E.D.A., rete di mutualismo solidale – Studenti auto-organizzati fiorentini (Saf) – Giovani comunisti, Salerno – Associazione Comunità Siloe Santafede – Gruppo Anarchico F. Mastrogiovanni, Napoli.
Elenco completo delle adesioni alla Rete (al 28 settembre)
Le prime adesioni (in ordine alfabetico)
Assemblea in solidarietà con la resistenza palestinese, Trento – Associazione Libertade, Sardegna – Brescia anticapitalista – Cagliari Social Forum – Casa del popolo, Teramo – Centro Handala Ali – 22 comitati sardi contro la speculazione energetica (*) – Comitato 23 settembre – Comitato No TAV di Trento – Comitato permanente contro le guerre e il razzismo, Marghera – Coordinamento dei Comitati di lotta di Roma e Viterbo – CPA Firenze Sud – CUB Pisa – CUB Rail – “Dobbiamo vivere” / Lavoratori disoccupati e precari, Torino – GPI / Giovani Palestinesi d’Italia – International Migration Alliance / sez. Italia – Laboratorio politico Iskra – Liberare tutt*, coordinamento contro la repressione e il carcere – Madri contro la repressione – Movimento di lotta per il lavoro 7 novembre, Napoli – Movimento NO TAV – Osservatorio Repressione – Panetteria occupata, Milano – SI Cobas – SBM / sindacato di base multicategoriale, Trento – Verona per la Palestina – Tendenza internazionalista rivoluzionaria – UDAP / Unione Democratica Arabo-Palestinese – Ultima generazione – USB sociale Sardegna
Nuove adesioni (in ordine alfabetico)
Associazione culturale La credenza, Bussoleno – Associazione marxista rivoluzionaria Controvento – Associazione Yairaiha onlus – Associazione politico-culturale Notti rosse Casalgrande (Reggio Emilia) – Attac Italia – Cobas Cagliari – Cobas Pubblico Impiego, Lombardia – Collettivo radiofonico Radio Grad, Pisa – Collettivo studentesco Liceo B. Croce, Palermo – Comitato anti-razzista 5 luglio, Fermo – Comitato Piazza Carlo Giuliani ODV, Genova – Giovani comunisti/e – Laboratorio politico perUnaltracittà, Firenze – Mamme in piazza per la libertà di dissenso, Torino – Movimento Nonviolento Sardegna – No Camp Derby, Pisa – Parallelo Palestina – Rifondazione comunista – Pcl – Terra e Libertà, Calabria.
Ulteriori adesioni
Collettivo femminista di inchiesta sociale Ipazia, Napoli – Collettivo Hurriya, Pisa – Centro sociale FOA Boccaccio, Monza – Comitato Besta, Bologna – Comitato internazionalista, Como – Csoa ex-Snia, Roma – Carc – Melitea – Odissea, giornale di Milano – Plat, Bologna – Rete ambientalista/Movimento di lotta per la salute G. Maccacaro – Rosa rossa, blog anticapitalista – Soccorso Rosso Internazionale (Torino, Roma) – Pcmli – Uds della Campania
Ultime adesioni
Campagna Lasciatecientrare/MaipiuCIE, Gruppo anarchico Bakunin (Roma e Lazio), CUB Trento, Bilocale Popolare di Sferracavallo (Orvieto), Presidio No Inceneritori No Aeroporto (Firenze), Collettivo transfemminista FuoriGenere (l’Aquila), Rete Jin – nodo di Milano, Collettivo Controtendenza (Piacenza), Ambulatorio medico popolare, Milano – Casematte (L’Aquila), Genova antifascista, Nuova Resistenza, Unione degli studenti (a livello nazionale), Mezzoradaria (Radio Città Fujiko), Link – coordinamento universitario, Rete della conoscenza, Rete Mai più Lager No ai Cpr, Cantiere sociale Cienfuegos (Firenze), Laboratorio politico Alberone (Roma), Futura società, Circolo PRC Di Vittorio/Lenin (Torino), Risorgimento socialista, Collettivo Caracol (Palermo), Fuori da NATO e guerre (Ravenna), Forum nazionale Salviamo il paesaggio Difendiamo i territori, RSU FIOM Valmet Tissue Coverting (Lucca), RSU USB Valmet Tissue Packaging (Bologna), Rete Ecologia Salute Territorio e Antimafia (RESTA – Vallo di Diano), Comitato Aversa con la Palestina, Colle Insorge (Colle Val d’Elsa), Collettiva transfemminista intersezionale Liberə Tuttə (Ascoli Piceno), Rinascita (Pomigliano d’Arco), CSOA Corto circuito (Roma).

