Riceviamo dai compagni anarchici del Trentino e volentieri postiamo questo interessante documento dell’Assemblea di Kharkiv, un organismo anch’esso di area anarchica. Il suo interesse non è solo nella netta collocazione disfattista verso la guerra tra NATO e Russia in Ucraina, ma nel fatto che esso fornisce riferimenti concreti ad una molteplicità di episodi di resistenza all’arruolamento forzato generalizzato, finora disorganizzata ma reale, che si sta espandendo in Ucraina. Un’Ucraina che, come denunciano questi compagni, “si sta trasformando da campo di concentramento in campo di sterminio“. Altri elementi ci vengono dati sulla diserzione e la violazione degli ordini da parte di decine di migliaia di soldati, e qualcosa anche sulla diserzione di soldati russi. Nello stesso tempo, però, non si tace che la “disponibilità ad organizzarsi insieme e cambiare vita” è tuttora debole, per cui al momento prevale – come sentimento di massa – una “cupa apatia”. Nulla, comunque, a che vedere con i giorni della diffusa esaltazione nazionalistica per la guerra, giorni definitivamente passati.
Non meno interessante è la notizia di un primo sciopero contro il loro arruolamento forzato da parte dei camionisti, che a metà maggio scorso ha bloccato parzialmente l’autostrada Odessa-Kiev, mentre nei giorni precedenti un altro sciopero era scoppiato a Druzhkovka in uno stabilimento per la produzione di pane.
Il documento tocca, infine, un altro tema che ci interroga in modo ancor più diretto: la solidarietà ai rifugiati ucraini all’estero che si rifiutano di tornare “in patria” perché non intendono combattere una guerra che, giustamente, non sentono loro. Qualcosa si è mosso in questa direzione a Dublino. La proposta dell’Assemblea di Kharkiv è di “andare [davanti] alle ambasciate e ai consolati ucraini con la richiesta di rilasciare coloro che non vogliono combattere”. E ci pare opportuno l’ammonimento conclusivo: “senza passi pratici concreti, qualsiasi slogan su ‘nessuna guerra tranne la guerra di classe’, sarà percepito come una vuota astrazione”. Per l’organizzazione anche in Italia di iniziative a sostegno degli emigrati e dei rifugiati ucraini che si rifiutano di arruolarsi agli ordini di Zelensky e della NATO, noi ci siamo. (Red.)
