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Dichiarazione del movimento anarchico Fauda contro gli occupanti della Palestina e contro l’ANP

Il Circolo Anarchico La Faglia di Foligno ha pubblicato, sottotitolate in italiano, le dichiarazioni del portavoce ufficiale del Movimento Anarchico Fauda in Palestina sugli scontri in atto in quella terra. La guerra che si sta combattendo non è di questi giorni e la rappresaglia israeliana si è intensificata ai livelli che tutti conosciamo, ma nella condizione di vita dei palestinesi che vivono nella striscia di Gaza e in Cisgiordania essa è la normalità quotidiana. Non c’è giorno in cui bande di coloni – sontuosamente foraggiati, addestrati ed armati dal governo d’Israele con la promessa di case e terreni – non attacchino le case dei palestinesi. Gli orti domestici dei Palestinesi vengono distrutti, gli ulivi sradicati, le vie di comunicazione sbarrate. Il territorio circostante Gaza è minato e presidiato da check point armati, muri alti sei metri si elevano nelle zone di confine. Non c’è giorno in cui l’esercito non entri in qualche casa, ne distrugga mobili e muri e, se è il caso, ammazzi al minimo segno di resistenza. I dati delle uccisioni e delle incarcerazioni, anche di donne e minori, fatte con ogni tipo di pretesto sono impressionanti. Costituiscono la prassi di un lento genocidio che ha conosciuto nelle ultime settimane un’impressionante intensificazione (ma attenzione: non è la prima volta che avvengono fatti del genere!).

Chi non comprende fino in fondo questa condizione di vita – compresi certi soloni nullafacenti che siedono (questo è il termine appropriato) anche nelle sedi della sinistra più radicale, e che per prima cosa hanno a cuore la denuncia del “terrorismo” di Hamas, il suo carattere islamista e integralista – dimentica in fretta anche la storia dell’integralismo dello stato sempre più apertamente confessionale d’Israele, il fanatismo dichiarato dei suoi politici, l’espressa volontà di mantenere ed estendere i territori occupati nel corso delle varie guerre e di eliminarne, di sterminarne la popolazione che vi risiede da secoli. Un saggio eloquente di questo fanatismo è contenuto in uno degli ultimi discorsi di Netanyahu: “noi siamo il popolo della luce, loro il popolo delle tenebre e la luce trionferà sulle tenebre”. “Dovete ricordare cosa vi ha fatto Amalek, si legge sulla nostra Sacra Bibbia”, ha proseguito, aggiungendo che la guerra in corso fa parte di una catena di guerre combattute negli ultimi tremila anni dal popolo ebraico per difendere la propria esistenza. E per giustificare i massacri in serie che il suo governo sta attuando in termini religiosi ha ricordato questo precetto sterminista che il dio dell’Antico testamento invia, attraverso il profeta Samuele, a Saul: “Va dunque e colpisci Amalek e vota allo sterminio quanto gli appartiene, non lasciarti prendere da compassione per lui, ma uccidi uomini e donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini” (1° Libro di Samuele, 15, 3).

Le mistificazioni dominanti sulla guerra che si combatte da un secolo quasi in Palestina, una guerra coloniale da un lato, anti-coloniale dall’altro, mistificazioni talvolta raccolte senza filtro anche nella sinistra più radicale, occultano artatamente la circostanza che l’esercito d’Israele compie rappresaglie quotidiane sulla popolazione di Gaza e della Cisgiordania. Certi ultrasinistri, poi, non si rendono conto (speriamo per loro che si tratti solo di mancanza di conoscenze) che in Israele esistono gruppi di opposizione, certo minoritari ma attivi, ai quali bisogna assolutamente notificare i crimini del loro governo ed incitarli alla ribellione invece di pensare qui primariamente (come posseduti da un’ossessione) alla condanna di Hamas – la cui linea politica non condividiamo sotto alcun aspetto – non c’è bisogno di ribadirlo visto ciò che abbiamo ripetutamente detto e scritto su tutto il mondo dell’islamismo politico.

Noi siamo solidali con gli sfruttati e gli oppressi della Palestina, con la loro lotta di liberazione – questa sì, autentica, al contrario di quella ucraina – e, per quel po’ che possiamo, incoraggiamo tutte le forme più avanzate di ribellione. E dato che in Palestina non esiste solo l’opposizione di Hamas, crediamo sia nostro compito fare il possibile perché anche lì si sviluppi un polo di classe. Palestina libera, Palestina rossa. (Red.)

Dichiarazione del Movimento Anarchico Fauda contro gli occupanti della Palestina e contro l’ANP

“Un’importante e decisiva guerra è iniziata nella Palestina occupata. Abbiamo passato il diciottesimo giorno dell’operazione “Tempesta Al-Aqsa” mentre oltre 4900 palestinesi sono stati assassinati in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza e più di quindicimila persone sono state ferite. Sin dall’inizio di questa guerra, il movimento Fauda ha usato tutti i suoi mezzi e tutti i suoi canali per fronteggiare i fascisti sionisti. In Cisgiordania i nostri giovani lottano e combattono giorno e notte contro l’esercito israeliano e contro le forze di sicurezza di AP (Autorità Palestinese), traditori a complemento del progetto sionista in Cisgiordania. Dichiariamo a ogni sionista che ha occupato la nostra terra che resisteremo fino all’ultimo istante della nostra vita e anche se questa guerra finisse, noi saremo come bombe attive che si muovono nei vostri insediamenti e vi privano della vostra normale vita quotidiana. Non avrete mai pace nella nostra terra. Non vi lasceremo tranquilli finché occuperete la nostra terra. Uscitene e andate avanti con le vostre vite. Chiediamo a tutte le persone libere nel mondo di bruciare la bandiera israeliana e marciare verso le ambasciate israeliane di ogni paese. Fate il vostro dovere e siate la voce dei palestinesi e la voce di tutte le donne e i bambini innocenti che stanno venendo uccisi sotto i barbari e brutali bombardamenti dei sionisti. Diciamo a tutti i nostri nemici del regime sionista di apartheid che abbiamo molte sorprese in serbo per voi e sappiate che staremo in agguato, da nord a sud della Palestina, sia all’interno del territorio occupato in Cisgiordania che nella Striscia di Gaza. Siamo anarchici. Siamo leggende. Non dimentichiamo. Non perdoniamo. Attendeteci.”

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