Le ultimissime da Gaza sono, è fuori discussione, allarmanti. Tutti i varchi di accesso sono stati bloccati dall’esercito sionista, “alla frontiera il cibo marcisce. I farmaci scadono. Attrezzature mediche vitali sono bloccate.” Lo denuncia la stessa ONU. E mentre i bombardamenti e i massacri di palestinesi non cessano un istante, si infittiscono le operazioni militari israeliane via terra, sia per ripristinare in pieno il “corridoio di Netzarim”, sia per continuare a Nord e a Sud la demolizione di case, strade e quel che ancora dovesse essere rimasto in piedi, preparando l’insediamento militare permanente a Gaza delle truppe di occupazione, come primo passo dell’agognata espulsione totale dei palestinesi da Gaza. L’ultima atrocità dei macellai nazi-sionisti è l’aver fatto a pezzi Anwar Abdel Hamid al-Attar, capo di una missione di soccorso della Mezzaluna Rossa Palestinese a Tal-s-Sultan, a sud di Rafah.
Tutto ciò avviene con la totale copertura e appoggio anzitutto di Washington, ma anche dell’UE e dell’Italia. E nel totale silenzio del fronte Cina-Russia, in tutt’altre faccende affaccendato, e che comunque da sempre è favorevole alla falsissima soluzione “due popoli, due stati”, e cerca da tempo di imporre ad Hamas e agli altri gruppi della Resistenza l’unità con l’ANP, cioè la subordinazione all’ANP, e quindi la resa ad Israele. L’ANP che, giusto per confermare l’infame ruolo assunto da molti e molti anni, ha concluso il 15 marzo scorso un nuovo accordo di cooperazione poliziesca con il governo Netanyahu di cui diamo conto, in modo sommario, qui di seguito.
Fedeli a sé stessi anche i reazionari regimi arabi. L’ultimissima è questa: il re del Marocco ha disposto l’arresto di chi manifesta per la Palestina e, ove non bastasse, una salatissima multa, pari a un anno e mezzo di salario. Il totale divieto di manifestazioni pro-Palestina c’è anche in Egitto e altrove.
In una situazione così drammatica, non sorprende che possa esserci qualche manifestazione di malcontento verso tutti, inclusa Hamas, per il bisogno vitale per la sopravvivenza dell’estensione della tregua e della fine dei bombardamenti, dato il terribile isolamento in cui la straordinaria resistenza del popolo palestinese si viene a trovare in questo frangente. Una ragione in più per rilanciare qui la solidarietà ad essa, tornare nelle piazze contro i carnefici sionisti, italiani, euro-atlantici. Come abbiamo fatto nelle scorse settimane, e faremo nei giorni che ci separano dal 12 aprile, il 12 aprile a Milano, e dopo: fintantoché dello stato di occupazione coloniale, razzista, stragista di Israele non sarà rimasta pietra su pietra. (Red.)
Accordo tra Israele e l’Autorità Nazionale Palestinese (ANP/Fatah), guidata da Majed Faraj
L’accordo [firmato, a quel che pare, il 15 marzo] stabilisce che le forze di sicurezza dell’Autorità Nazionale Palestinese raccoglieranno informazioni per Israele su Hamas e predisporranno misure di sicurezza per garantire la sicurezza e le esigenze di Israele.
L’Autorità Nazionale Palestinese attiverà gli attivisti Fatah della diaspora palestinese in esilio su Internet per lanciare campagne di propaganda e attacchi contro Hamas e altre fazioni della resistenza, cosa che è già accaduta la scorsa settimana.
L’Autorità Nazionale Palestinese contatterà i leader delle tribù e gli individui pro Fatah/anti-Hamas e li inciterà contro il movimento Hamas.
In cambio, l’Autorità Nazionale Palestinese chiede a Israele benefici e interessi per i funzionari dell’Autorità Nazionale Palestinese in Cisgiordania.
Una fonte autorevole dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP): “Elementi del movimento Fatah a Ramallah e funzionari dell’Autorità Nazionale Palestinese hanno trasferito denaro alla Striscia di Gaza per aiutare e incoraggiare il proseguimento delle proteste nella regione contro Hamas”.
Proteste a Gaza: verità e manipolazioni mediatiche
di Leandro Leggeri
Ieri, video diffusi sui social media e ripresi da giornali israeliani hanno mostrato decine di palestinesi a Beit Lahiya, nel nord della Striscia di Gaza, scendere in strada per protestare contro la guerra e chiedere l’allontanamento di Hamas dalla regione. Queste immagini sono state rapidamente amplificate dai media filo-israeliani, presentando le manifestazioni come un segnale significativo di dissenso popolare contro il gruppo armato.
Tuttavia, è importante contestualizzare e analizzare criticamente queste notizie. Sebbene le proteste siano reali e comprensibili, date le condizioni umanitarie disastrose e senza precedenti che la popolazione gazawi sta affrontando, la loro portata e rilevanza sono state enormemente esagerate.
I numeri parlano chiaro: nell’ultimo anno, Hamas ha reclutato circa 15.000 nuovi combattenti, ricostruendo parte della propria infrastruttura militare e amministrativa e mantenendo un controllo saldo sulla Striscia di Gaza. Questo livello di organizzazione e supporto non sarebbe possibile senza un significativo consenso da parte della popolazione locale.
Le manifestazioni vengono, dunque, amplificate da Israele per sostenere la narrativa che la loro strategia militare stia funzionando, trasmettendo all’opinione pubblica l’idea che la popolazione gazawi sia pronta a ribellarsi contro Hamas. Tuttavia, la realtà sul campo dimostra come il popolo palestinese continui a resistere con dignità e coraggio nonostante le sofferenze inflitte dall’occupazione e dall’assedio.
Nonostante la propaganda mediatica tenti di dipingere un’immagine di divisione interna tra i palestinesi, il consenso popolare verso la resistenza rimane forte. La popolazione di Gaza continua a sopportare privazioni estreme e sofferenze inimmaginabili, ma non si piega alla volontà dell’occupante.
Ogni tentativo di manipolare la narrazione per giustificare ulteriori violenze e attacchi va smascherato, perché la verità resta dalla parte di chi lotta per la libertà e la dignità.
http://www.osservatoriosullalegalita.org/25/acom/03/26lelegaza.htm
L’esercito israeliano aumenterà l’attività in altre aree di Gaza
Emanuel Fabian del “The Times of Israel”: Il ministro della Difesa Israel Katz avverte i palestinesi di Gaza che presto l’esercito opererà in altre aree della Striscia, dicendo loro di imparare dai civili di Beit Lahiya che hanno protestato contro Hamas.
“Abitanti di Gaza, l’IDF agirà presto con intensità in altre aree di Gaza e sarete costretti a evacuare per proteggervi dalle zone di combattimento”, ha affermato in una dichiarazione video.
“I piani sono pronti e approvati. Hamas sta mettendo a rischio la vostra vita e vi farà perdere le vostre case e sempre più terra che verrà aggiunta alla difesa israeliana”, dice Katz, riferendosi a una zona cuscinetto in espansione lungo il confine di Gaza.
“Imparate dagli abitanti di Beit Lahiiya, come hanno fatto loro, dovreste anche chiedere la rimozione di Hamas da Gaza e l’immediato rilascio di tutti gli ostaggi israeliani. Questo è l’unico modo per fermare la guerra”, aggiunge.
Tutti gli accessi a Gaza sono bloccati, il cibo marcisce…
Tutti i punti di accesso a Gaza sono chiusi. Alla frontiera il cibo marcisce. I farmaci scadono. Attrezzature mediche vitali sono bloccate.
Se i principi fondamentali del diritto umanitario sono validi, la comunità internazionale deve agire per difenderli. (comunicato di fonte ONU)
E cosa fa il re del Marocco? Vieta le manifestazioni pro-Palestina!
Su ordine del re del Marocco, la polizia e l’esercito hanno iniziato a vietare tutte le manifestazioni pro-palestinesi, considerate adesso una minaccia alla stabilità del Regno.
Chiunque manifesti per Hamas verrà arrestato e riceverà una multa di 52.000 dirham (5.000 euro circa – grosso modo l’equivalente di un anno e mezzo di salario operaio).

