
Ucraina, UE, Emirati armano le sanguinarie opposte fazioni nella tragedia sudanese
Africa Express del 1° ottobre pubblica un articolo riguardante lo scontro tra frazioni militar-economiche in corso in Sudan dallo scorso 25 aprile, trasformatosi in breve tempo in guerra civile.
Pesantissime le conseguenze sulla popolazione nell’assordante silenzio della stampa occidentale: più di 4,7 milioni i sudanesi costretti a scappare, lasciando la propria casa, di cui 3,6 milioni gli sfollati interni, (dati dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite, al 1° settembre 2023), migliaia di morti, uccisi da fame, pallottole e bombe lanciate da aerei e droni … forniti anche dall’Ucraina.
L’Ucraina, infatti, interviene a sostegno di uno dei macellai, il generale Burhan, ex capo del governo istallato con un golpe militare contro il grande movimento popolare che ha scosso dal 2018 l’intero paese senza riuscire a liquidare il potere dei militari. Burhan è in lotta con il suo ex alleato ed ora avversario, il generale Hemedti, capo delle Rapid Support Forces (RSF), e dietro ognuna delle due fazioni, entrambe ferocemente contrarie a qualsiasi forma di libertà e di avanzamento delle classi lavoratrici, c’è un fitto intrico di manovre di tutte le grandi potenze, a cui si aggiunge l’intervento delle medie potenze regionali. Ad esempio, forniscono armi e assistenza sanitaria a Burhan anche gli Emirati Arabi Uniti da una base in Ciad (notizia, questa, diffusa lo scorso mese dal New York Times).
«Alcuni filmati, effettuati con un aeromobile senza pilota, ottenuti dall’emittente statunitense [CNN] mostrano l’intervento ucraino.1 Due tipi di droni disponibili in commercio e ampiamente utilizzati dalle forze armate di Kiev contro i russi, sono stati lanciati in almeno otto attacchi in Sudan, con testo ucraino visibile sul controller del mezzo aereo.»
Abbiamo più volte denunciato il ruolo dell’attore-soldato-presidente ucraino Zelensky, che recita la parte del difensore della democrazia, della libertà, dei valori cristiani, mentre in realtà porta avanti gli interessi di un manipolo di oligarchi, con le armi e i fondi ricevuti dai suoi padrini occidentali, dall’Europa agli Usa, reprimendo i lavoratori, cancellando i diritti civili e mandando al macello un’intera generazione di giovani, come del resto fa il suo avversario Putin che ha appena varato l’arruolamento di altri 130.000 soldati e la riorganizzazione della compagnia Wagner.
Ora scopriamo che a migliaia di km di distanza dal territorio dell’Ucraina armi ucraine (fornite dagli Usa? dall’UE? dall’Italia? Beh, non si sfugge da queste fonti) provocano centinaia di vittime, e tra questi i civili uomini, donne e bambini, falciati in attacchi deliberati mentre cercano cibo, acqua, medicine o una via di fuga.
È dallo scoppio della guerra in Ucraina che, in quanto internazionalisti rivoluzionari, abbiamo condannato l’invasione russa e al contempo denunciato che sul suolo ucraino è in corso il confronto armato tra predoni imperialisti, fra il blocco Usa-UE da un lato e la Russia dall’altro (con i suoi alleati), sulla pelle della popolazione ucraina, dei soldati ucraini e russi usati come carne da cannone.
Abbiamo anche evidenziato che lo sfondo su cui si svolge la carneficina in Ucraina è quello del confronto globale a tutto campo, per il controllo di ogni angolo del pianeta, in primis l’Africa, in cui anche le potenze emergenti grandi e piccole cercano ricavarsi uno spazio di manovra indipendente.
Questa notizia dal “remoto” (remoto, rispetto alla consapevolezza delle persone comuni) Sudan lo conferma.
Che le pedine africane (nel caso, i Burhan o gli Hemedti) in azione sulla scacchiera africana non si muovano solo per ragioni interne, è noto da tempo. Ad ogni crisi che scoppia in Africa, la domanda da porsi è: quali interessi esterni, quali potenze regionali e/o globali stanno manovrando, e per cosa?
Dunque, perché Zelensky interviene in Sudan contro le RSF? Risposta, le RSF sono legate alla Russia cui hanno fornito abbondanza di oro, sono state addestrate dalla compagnia di mercenari Wagner che conduce sul terreno africano la politica estera della Russia di Putin.
La guerra tra potenze in Ucraina è dunque condotta anche su suolo africano. Zelensky, la vittima, il democratico, il difensore di diritti umani, ha gettato platealmente la maschera in Sudan.
1 https://edition.cnn.com/videos/world/2023/09/20/exp-sudan-ukraine-russia-war-elbagir-092012pseg1-cnni-world.cnn
