Quando un compagno o una compagna muore, è dura. Ma quando muore un compagno autentico, è durissima. Perché si può essere compagni anche solo di superficie, senza profondità umana. Questa profondità Adriano l’aveva, ne portava traccia nell’intera sua personalità. Passione e curiosità per tutto ciò che è umano, spirito e pratica di lotta, sentimento e sguardo ampio internazionalista, sensibile a tutti gli aspetti e le contraddizioni dei rapporti sociali. Anche i ricordi di tanti che ti hanno salutato in questi giorni suonano autentici, caro Adriano, perché nei lunghi anni della tua militanza di classe hai saputo conquistarti il rispetto, la stima anche di chi non ti era particolarmente affine. Chi ti ha conosciuto, ti ricorderà. (Red.)
Dopo più di un mese di ricovero in ospedale, con grande dolore abbiamo appreso che stasera il compagno Adriano Coluccia ci ha lasciato.
Adriano è stato per decenni una bandiera delle lotte per il lavoro a Napoli, ma anche un compagno attivo a trecentosessanta gradi nel movimento anticapitalista.
Dopo aver conquistato, solo 4 anni fa e dopo una lunga e dura lotta, l’impiego come operaio nella manutenzione stradale, ha aderito con convinzione al SI Cobas ed è rimasto legato fino all’ultimo alla nostra organizzazione, che amava definire “la sua casa naturale, in linea con la sua lunga militanza di classe e internazionalista”.
Ma Adriano, soprattutto negli ultimi anni, era anche conosciuto per la sua febbrile attività di denuncia del disagio psichico e delle forme di controllo e oppressione esercitate dallo stato borghese e dalla psichiatria ufficiale.
Con Adriano perdiamo un pezzo di storia del movimento di classe degli ultimi decenni, e in casi come il suo si tratta di una perdita davvero incolmabile.
Ma il suo ricordo e il patrimonio di esperienza da lui trasmessa e tramandata nelle nuove generazioni continueranno a vivere nelle nostre lotte.
Ciao Adriano, che la terra ti sia lieve.
SI Cobas Napoli e Caserta

