
Dietro le nostre spalle retorica e commemorazione.
Davanti a noi lotta all’oppressione.
La resistenza è cosa seria e non retorica commemorativa. Il nostro 25 aprile è l’opposto del loro, di quello della borghesia.
E’ quello di tutti coloro che hanno lottato per abbattere non solo il fascismo, ma anche il sistema che lo ha partorito.
Noi non possiamo che rigettare il clima di “concordia sociale” per continuare la lotta di classe.
Per noi non c’è liberazione senza liberazione dallo sfruttamento, da un sistema che produce guerra, inquinamento e miseria.
Noi non rispondiamo all’appello delle forze politiche istituzionali per “quello sforzo di raccoglimento unitario, di cui ha bisogno oggi il Paese, di cui ha bisogno oggi l’Italia” come ci continuano a ripetere.
Noi non cancelliamo né revisioniamo la storia, i partigiani morti, uccisi e traditi.
Stiamo sostenendo solo una cosa: la nostra liberazione? Ancora deve venire!
Ora e sempre resistenza!
